Silvia Pingitore, Via Ripetta 218 Liceali acidi

LIBRI- Silvia Pingitore, alla sua prima fatica letteraria ci ha lasciato davvero sbalorditi. Dapprincipio perché ci sembrava usasse tinte fosche e linguaggio stra-giovanile per descrivere il famigerato mondo della scuola, infine solo perché ci è sembrata, a suo modo, davvero geniale.Il talento letterario è una dote che va coltivata a fondo, forse è per questo che la Pingitore, sebbene sia così giovane, si permette il lusso di critiche profonde alla società attuale, di macchiette esclusive sul mondo giovanile e di allusioni più o meno esplicite al famigerato mondo del giornalismo e della famiglia, tutto in modo irriverente e innovativo.

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JUNO, regia di Jason Reitman

CINEMA- Da sempre il cinema ha aperto le porte delle emozioni, toccando svariate volte i problemi più quotidiani. Rapporti omosessuali, paure, dipendenze e gravidanze inaspettate, spaccati di vita che una volta erano impossibili da raccontare. Se, poco tempo fa, era stata la Commedia “Molto incinta” a regalarci delle deprimenti risate ora tocca alla pellicola rivelazione dell’anno, ovvero “Juno”. Juno (una bravissima Ellen Page) ha una pipa in bocca, siede su una poltroncina di un improvvisato salotto in mezzo ad un prato e comunica al suo compagno, con finta indifferenza, che è in dolce attesa.

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Jacopo Reali, Fuori di qui

LIBRI- “Vi sembrerà di sentire una storia che, in un certo senso, assomiglia a un dramma teatrale, suddivisa in capitoli come atti di una tragedia. Ma gli atti hanno una durata, un filo logico, un’evoluzione e un finale. In questa storia no…”
Fuori di qui è la storia di Jesus, ragazzo ribelle e scontroso dallo strano nome, orfano di madre, che scivola lentamente ed inconsapevolmente verso una spirale di violenza e vendette senza precedenti, e tutto per amore di una ragazza, Gaia, e di una adolescenza vissuta tra mille problemi: dall’accettazione degli altri, alla droga, dall’amore all’odio.

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Tutta la Vita Davanti, regia di Paolo Virzì

Partiamo dal presupposto che questo film va odiato e amato allo stesso tempo: alcune scene ci appaiono troppo romanzate e altre così realiste da farci venire una morsa allo stomaco. Eppure Tutta la Vita Davanti, l’ultima fatica di Paolo Virzì, ci spinge vorticosamente all’interno di emozioni vive e palpabili.
Ci fa ridere, sognare, arrabbiare e, infine, anche commuovere.

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Giordano Aterini, Un soldo per le tue paure

 

LIBRI- “Il primo fu il formicolio. […] Il secondo fu lo stridio. […] Il terzo fu il respiro. […] Il quarto fu il dolore. […] La quinta fu la paura. […] Il sesto fu il terrore. […] E dopo che strisciò il formicolio, dopo che salì lo stridio, dopo che il respiro mancò e che venne il dolore, dopo che la paura marciò e che lo travolse il terrore, dopo tutto, tutto venne spazzato via dall’ossessione.”

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Moleskin_ Penelope

CD MUSICA- Il nome del gruppo richiama immediatamente il leggendario taccuino che ha custodito schizzi, storie e suggestioni prima che diventassero immagini o frasi di opere famose. Sì, certo… manca la vocale finale, ma mi piace pensare ai Moleskin come un gruppo semplice e lineare, proprio come quel taccuino nero: essenziale nelle forme, ma dai contenuti spesso preziosi e privati. I Moleskin chiedono permesso con un disco intitolato “Penelope”, copertina verde e grafica essenziale, quasi a voler accostarsi al pubblico senza prepotenza, alla ricerca di qualcosa di bello ma non per forza graffiante.

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Pane_ Testamento

CD MUSICA- Da quando in Italia è finito il mercato nero e le ristrettezze del periodo bellico, non era mai successo che col pane ci facessero pure i dischi, ecco perché il vinile è finito in soffitta.
La gente riesce con un po’ di sforzo a non rimpiangere più quel plasticume forse proprio perché i repubblicani, forti della nuova Costituzione, dai tempi del boom non ci hanno fatto mancare il pane ed i giochi circensi, laddove per circensi si intendono quei caroselli che si consumano in parlamento quando crolla anticipatamente una legislatura e che ci fanno pensare: “E’ proprio vero, Tutta la dolcezza ai vermi!”.

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Amèlie Nothomb, Nè di Eva nè di Adamo

LIBRI- Accade talvolta, fra coloro che praticano il mestiere della narrazione, di cedere all’istintuale pulsione di servirsi della propria storia per appagare l’esigenza di raccontarne una. In questi casi l’esito è quanto mai incerto, e l’effetto altrettanto rischioso: nondimeno capita che il reale dipanarsi degli eventi si carichi di una valenza romanzesca tale, che il solo avvalersi della testimonianza di qualsiasi

furor poetico, lungi dall’apparire un patetico cedimento alla memoria, si impone come il naturale corrispondere alla vanità dell’arte. Non nuova a questo esercizio, Amélie Nothomb anche per questa sua ultima pregevole opera rovista con mano compassata nell’errabondo bagaglio del suo vissuto.

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Fluxer_ L’Avvento

CD MUSICA- Premessa doverosa: il rap non è il mio genere, non l’ho mai ascoltato con la dovuta cura e non ho neppure un pezzo anche vagamente rap sul mio iPod. Ma, nonostante questo, lo considero un genere alto, il più delle volte difficile da portare avanti con dignità, pieno di influenze e di cultura, avvolto da uno spesso strato di elementi originali, di sapere, di storie sedimentate, di esperienze vissute e di stile personale. Tutti elementi che si uniscono alla musica, al ritmo e agli arrangiamenti e che attraverso gli incroci più svariati spesso danno luogo ad opere hip hop mature e raffinate.

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Elton Junk_ Because of Terrible Tiger

CD MUSICA- Nell’inafferrabilità della composizione e nell’evanescenza delle forme sonore mi sembra di intravedere un progetto volutamente complesso e di non facile ascolto che sa dosare, con la precisione di un chimico esperto, momenti di acuta rabbia e riflessioni soft. Sperimentazione e accostamenti violenti sono i veri punti di forza dell’album, che percorre con sicurezza le strade dell’indie rock soffermandosi di tanto in tanto, quando necessario, sui territori del progressive, della psichedelia, del punk e del jazz.

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