Giordano Aterini, Un soldo per le tue paure

 

LIBRI- “Il primo fu il formicolio. […] Il secondo fu lo stridio. […] Il terzo fu il respiro. […] Il quarto fu il dolore. […] La quinta fu la paura. […] Il sesto fu il terrore. […] E dopo che strisciò il formicolio, dopo che salì lo stridio, dopo che il respiro mancò e che venne il dolore, dopo che la paura marciò e che lo travolse il terrore, dopo tutto, tutto venne spazzato via dall’ossessione.”



La quarta di copertina recita “Tutti a Menteith avevano paura di qualcosa. Tutti tranne Sam.”, ma ben lungi dall’essere un romanzo dell’orrore, come copertina e titolo suggerirebbero, il romanzo del giovane Aterini è un omaggio al fantasy e all’avventura, per ragazzi, per appassionati del genere e non solo.
Sebbene la struttura del romanzo richiami chiaramente l’idea del viaggio come crescita spirituale e formazione, artificio letterario non inusuale, è vero anche che il viaggio del protagonista diventa anche per il lettore un viaggio alla ricerca di se stesso.
Tra l’incontro con creature magiche e sfortunate e la magia delle parole, Sam, il giovane tredicenne alla ricerca della sua ossessione vivrà il suo viaggio, promosso nientemeno che dal Diavolo (che al termine del libro finirà davvero per stupirci per il ruolo insolito che rivestirà), in compagnia dei suoi amici più speciali e delle strane voci della sua mente che gli dicono sempre che lui in qualche modo sarà sempre diverso e sbagliato. Ovviamente tacciamo gli sviluppi della vicenda, che merita di essere vissuta in prima persona proprio dal lettore, ma ci soffermiamo su una particolarità davvero interessante di questo romanzo, che risiede proprio nel pretesto letterario che dà origine al viaggio: la ricerca dell’ossessione.
In un’epoca in cui le ossessioni riguardano la vita delle persone molto da vicino e in cui, la psicologia la fa da padrona in ogni campo della vita quotidiana, la scelta di Aterini si rivela davvero azzeccata perché incuriosisce, cattura e rende partecipe il lettore, proprio come dovrebbe fare un romanzo d’avventura.
Ma c’è anche un’altra cosa che ci ha conquistati: Aterini parla del mondo di Menteith, ma parla anche del nostro mondo, tra metafore e incantamenti vari e lo fa in un modo che ci piace molto, perché semplicemente semina dei sassolini nel cammino della lettura, che lasciano libero il lettore di seguirli, oppure no.
“Guardare se stessi sa far male. E’ capirsi, e in qualche modo rivelare segreti a noi stessi scopre sempre dei nervi”, ma come dice il nonno di Sam, Julius, il regnante di Menteith: “Mi piacciono le ossessioni […] perché mi sembra che rendano le persone sincere. E’ come se di fronte a loro la gente si facesse trasparente, si rivelasse per quello che è, e non riuscisse più a mentire”. E noi siamo d’accordo con lui e con Aterini.
Da leggere: per ritrovare la capacità di immaginare l’impossibile, ma anche per spingere la speranza a non perdersi mai.

Giordano Aterini, Un soldo per le tue paure, Rizzoli Romanzi, pg. 427, € 16

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