JUNO, regia di Jason Reitman

CINEMA- Da sempre il cinema ha aperto le porte delle emozioni, toccando svariate volte i problemi più quotidiani. Rapporti omosessuali, paure, dipendenze e gravidanze inaspettate, spaccati di vita che una volta erano impossibili da raccontare. Se, poco tempo fa, era stata la Commedia “Molto incinta” a regalarci delle deprimenti risate ora tocca alla pellicola rivelazione dell’anno, ovvero “Juno”. Juno (una bravissima Ellen Page) ha una pipa in bocca, siede su una poltroncina di un improvvisato salotto in mezzo ad un prato e comunica al suo compagno, con finta indifferenza, che è in dolce attesa.
Questa è solo una piccola parte di tutto ciò che è Juno MacGuff, una liceale di sedici anni schietta e menefreghista che affronta la società con una spiccata ironia.
Dopo il suo primo rapporto sessuale, avvenuto con il compagno di classe Paulie, si ritrova a dover affrontare una gravidanza indesiderata.
Grazie all’amica del cuore Leah, con il supporto del padre e della matrigna, Juno cercherà di superare la districata strada per la maturità, con il finale scopo di donare la creatura ad una vera famiglia.
Come disse il vecchio bottegaio, ad inizio pellicola, l’esito del Test di gravidanza è uno “scarabocchio che non si può cancellare” e Juno, con dissimulata angoscia, ne apprende ogni sfumatura.
Nel corso di quattro stagioni, dall’autunno all’estate, ci viene narrata una storia abbastanza semplice ma ricca di contenuto, con alla base una costante leggerezza che rende piacevole lo scorrere dei minuti.
Per una volta non ci viene mostrato il lato prettamente drammatico e triste, di una liceale che si è resa sessualmente attiva e che dovrebbe pagare ogni singola conseguenze del suo errore.
Bensì, senza troppi giri di azioni, si affronta a tutta velocità la questione della gravidanza e della famiglia che dona tutto il proprio appoggio all’adozione.
Juno si presenta sicura della sua scelta, a tratti sfoggiando una naturale ingenuità, e con la sua divertente indifferenza riesce a trasmettere pura simpatia, nell’avere il coraggio di camminare per il corridoio della scuola con tanto di pancione esposto.
Il film è diretto dal regista Jason Reitman, al suo secondo lungometraggio premiato come Miglior Film al Festival del Cinema di Roma.
La sceneggiatura originale, che si è accaparrata l’ambito Oscar, possiede il tocco di Diablo Cody, una ex spogliarellista che è divenuta nota grazie ad blog ormai di culto: “The Pussy Ranch”, nella quale è solita raccontare le sue passate esperienze nel campo dell’Hot.
La pellicola conduce alla riflessione, diverte senza cadere in alcun tipo di cinismo ed ipocrisia.
Una creatura che ha avuto la fortuna di venire al mondo, una donna con l’opportunità di essere madre e una ragazza, maturata forse fin troppo presto, ma del tutto serena nella sua nuova consapevolezza.
Juno vince e ci regala, alla fine, un sorriso compiaciuto.

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