MArteLive 2008. Inizia l’ottava avventura…

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Per una neofita come me è davvero un “evento” entrare in quello che è considerato, a giusta ragione, l’appuntamento romano più innovativo e più atteso del panorama artistico emergente. All’entrata già avverto un’aria particolare: attesa mista ad eccitazione.
Mi lascio contagiare e comincio a girovagare nelle sale dell’Alpheus, scoprendolo ancora più grande di come lo ricordavo io e, soprattutto, pieno di anfratti utilizzati nei modi più disparati e sorprendenti.

Per coloro che, come me, non hanno mai vissuto una serata al MArteLive, lo spettacolo totale, forse è bene ricordare che si tratta di un evento multiartistico che comprende qualsiasi disciplina artistica esistente: dalla pittura alla moda, dalla fotografia alla letteratura, passando per le arti di strada, le clownerie, la grafica, i fumetti, i Dj e Vj set, la danza, il teatro, il cinema dei corti, arrivando fino alla musica.

 

Si vede di tutto al MArteLive, ma soprattutto si respira un’aria che finalmente sembra essere davvero alla portata di tutti: l’arte che scende dal piedistallo su cui è stata posizionata dalla cultura aulica degli intellettuali nostrani e che viene resa al popolo dei giovani, curiosi per natura e, forse, per una volta, con una reale possibilità di esprimere i loro veri interessi.

Entrando (o meglio uscendo dall’entrata dell’Alpheus) c’era un sacco di gente che stazionava nella zona antistante la porta di accesso al multisala: tavolini e sedie all’aperto, la zona Moda&Riciclo, l’artigianato e le clownerie e le arti di strada che davano man forte, attraendo giovani e meno giovani in una vorticosa e mistica alternanza di curiosità e sbalordimento.

Varcata la porta, gli occhi si aprivano invece, all’alternanza di luci ed ombre tipica dei locali notturni, ma con la decisa innovazione del non sospettare neanche che ad ogni angolo ci si potrebbe imbattere in una sorpresa artistica diversa.
La sala grande ad ospitare l’omaggio a Nike Drake, con un Cristicchi in gran forma. La sala dirimpetto dedicata alla musica emergente, che ha ospitato 5 artisti, selezionati dall’inizio dell’anno dall’organizzazione, che si sono alternati a sessioni coreografiche di danza. E poi la sala letteratura, la sala fotografia con jam session di musica dal vivo, la sala cinema, l’anfratto fumetti e grafica, le sessioni di visuals, e la sala, artistica per eccellenza, della pittura. Sarà che nutro una decisa predilezione per questa arte, dovuta alla fascinazione del vedere le cose prendere forma dal niente. Sarà che l’aura dei pittori è qualcosa di assolutamente indescrivibile, ma quel che ho visto in questa sala mi ha lasciata davvero impressionata: avreste dovuto passarci anche voi all’inizio e alla fine della serata, avreste visto con i vostri occhi come si lavora quando si arde del sacro fuoco dell’arte.
Ed è proprio questo il punto: il MArteLive è arte allo stato puro, arte in fieri, arte in movimento, arte per tutti e di tutti, arte da vivere e respirare, arte “viva” insomma.

Forse non sono riuscita neanche a vedere tutto quello che avrei voluto, l’altra sera, motivo per cui mi sono ripromessa di non saltare neanche un martedì da qui fino alla fine dello Spettacolo Totale, prevista per il 17 giugno, anche perchè la reale possibilità offerta a tutti coloro che arte e cultura magari finora le hanno solo potute immaginare, visti anche gli alti costi degli spettacoli dal vivo e delle mostre, e la fortuna di vedere giovani talenti al lavoro non è davvero cosa di tutti i giorni, anche se tutti ce lo auspicheremmo. Rinuncereste allora voi anche solo ad un momento di questa pura magia? Io no, è chiaro!

(Edyth Cristofaro)

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