VII serata MArteLive 2008: il nuovo Morgan

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Dopo una lunga fila all’ingresso, e una altrettanto lunga attesa in sala, finalmente ecco Morgan sul palco: si presenta da solo, con capelli argentati, come sempre trasandati e indossando un completo di giacca e pantaloni. Saluta il pubblico e si siede al pianoforte.
E’ performer e intrattenitore. Instancabile e irrefrenabile, e non ci mette molto a creare lo show. Sicuramente è stato aiutato anche dal pubblico, numeroso e fedelissimo. Morgan, oltre che cantante, è stato showman in una esibizione che è durata più di tre ore.
Pezzi nuovi e pezzi vecchi insieme, ma tutti riproposti in una nuova interpretazione al pianoforte, strumento con il quale il cantante dimostra di avere una grande dimestichezza. Al pianoforte è irruento, con le mani e con tutto il corpo: durante i brani si alza dallo sgabello, sorride al pubblico, ci scherza. La sua espressività si rende quindi esplicita oltre che nella musica anche nelle movenze.
Chi ha passato un po’ di tempo senza ascoltare Morgan in questa nuova trasformazione, abituato alle vecchie performance, rimarrebbe stupito nel vederlo in veste di solista che si accompagna al pianoforte. Ma i più attenti già se lo aspettavano: e all’ascolto del concerto ci rendiamo conto che questo cambiamento strumentale si pone come una felice scelta di maturazione artistica.

La sua voce bassa e profonda si sposa con le note acute del piano. Sarebbe interessante sapere quanto nei suoi abili giochi pianistici ci sia di studiato e quanto invece è improvvisato; ciò che sicuramente è stato improvvisato è stata la scaletta.
Seconda parte del concerto, con Marco Cinti e il suo ensemble Le Nuove Logiche (battezzato così dallo stesso Morgan…), che si è divertito ad esplorare la storia della musica italiana e internazionale dell’ultimo trentennio.

Durante tutto il concerto, nonostante l’evidente stanchezza delle fasi finali, Morgan si è sempre mostrato sorridente e disponibile a scherzare col pubblico. Si è inventato di tutto, nel corso di quelle tre ore e passa di concerto, per divertire i presenti: performance, battute, o la semplice scelta dei brani e il modo in cui li ha eseguiti. Generi totalmente diversi, ben mescolati tra loro si sono susseguiti in una lunga maratona musicale. Basti pensare, a questo proposito, alle cover proposte, che vanno dalla suggestiva Walk on the Wild Side alla visionaria Shock in My Town di Battiato; dall’appassionata Perfect Day di Lou Reed, a The man who sold the world di David Bowie, della quale già ricorderete la bella interpretazione dei Nirvana. Ma anche Nightclubbing, All the young dudes e molte altre.

Insomma, ancora una volta Morgan ci ha dimostrato tutta la sua bravura sia al pianoforte che con la voce. Nella seconda parte del concerto ha sfoderato la sua poliedricità, ricordando ai fans che ci sa fare anche con la chitarra. Ma, sicuramente, il suo pregio maggiore risiede nella sua assoluta capacità di coinvolgere il pubblico, divertendosi ma soprattutto facendo divertire.

(Stefania Carta)

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