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EXIT- Emergenze per identità teatrali

Locandina_Definitiva

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 La disdicevole vicenda di tre amanti e un pianista loro conoscente

 la_disdicevole_vicendaContinua la rassegna EXIT – emergenze per identità teatrali presso il Teatro SalaUno di Roma e questa volta vogliamo presentarvi lo spettacolo La disdicevole vicenda di tre amanti e un pianista loro conoscente della Compagnia Overlook andato in scena l’8 e il 9 aprile.

Diretti da Enrico Antognelli e Massimiliano Zeuti, i quattro personaggi che danno vita allo spettacolo interpretati fantasticamente dagli attori Greta Bellusci, Corrado D’Ippolito, Bruno Governale e Patrizia La Forte, ruotano attorno ad storia quanto mai intricata, di cui ognuno rappresenta una chiave di lettura, una diversa interpretazione dei fatti che sembrano concatenarsi scena dopo scena.

C’è una donna, una vedova allegra che ostenta sagacia e finto perbenismo, la quale si innamora di un giovane, un ragazzo poco maturo e tanto avvezzo alla passione che finisce per essere inghiottito dal tunnel dei sentimenti.
C’è un’adolescente, rossa ed impertinente che con le sue provocazioni fa impallidire il ragazzo poco maturo, il quale finisce per avere una storia con la ragazza maliziosa e tenace. Fin qui nulla di strano. Il problema nasce quando ci si rende conto che l’adolescente è la figlia della vedova e il ragazzo intrattiene rapporti con le due donne contemporaneamente, nella stessa casa dove tutti e tre vivono alla luce del sole.
E poi c’è un pianista, timido quanto basta ma sempre pronto a dare una mano, un segno di conforto, un appoggio ai personaggi che ruotano sul palco: è lui ad accompagnare le azioni servendosi delle emozioni degli attori per suonare sul suo bel pianoforte bianco.
E poi c’è il ragazzo poco maturo e poco scaltro nel passare da una storia all’altra, il suo trovarsi al centro di due storie, di una contesa che mette di fronte mamma e figlia, due soggetti fatti della stessa determinazione di cui il ragazzo è la vittima. Soprattutto la storia diventa oggetto di pregiudizi e pettegolezzi da parte del vicinato. Specialmente due individui, un uomo ed una donna, sembrano ricamare storielle ed aneddoti circa la vicenda disdicevole dei tre amanti. Eppure essi sono parte integrante dello spettacolo, appaiono e scompaiono così improvvisamente, ma sono proprio loro a raccontare le vicende e lo svolgimento della trama. Sembrano a tratti goffi ed impacciati, ma sono il ponte tra gli attori e il pubblico, come un lettore che si rivolge ad un pubblico e racconta una storia mettendoci un po’ di suo. Bugie, inganni, ripicche grottesche condite con un po’ di musica sono il condimento di questo spettacolo che va avanti tra narrazione, travestimenti e dialoghi pungenti.

Ad un certo punto la storia sembra non riuscire a trovare la sua fine, come accade nel romanzo di Italo Calvino Se una notte d’inverno un viaggiatore, gli attori sembrano incastrati, sono fermi, come il nastro di una catena di montaggio che gira a vuoto. Tante possibili soluzioni oltre a quella proposta sul palco, quella in cui la fanciulla seducente sposa uno dei suoi tanti pretendenti. Li salverà il pianista, ancora lui porrà fine all’incantesimo togliendo loro la parola e lasciando un punto interrogativo nella mente dello spettatore che assiste ad uno scambio di ruoli tra narratori e protagonisti: gli attori si ribellano al suo creatore, all’artefice di questa storia che attrae e conquista gli spettatori presenti.

Eva Di Tullio

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