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Rione Monti in bianco e in nero

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[ARTI VISIVE]

rione_monti1ROMA- Non esiste niente di più coinvolgente e descrittivo di tante immagini fotografiche che raccontano scene di vita quotidiana passate, che lasciano a volte un certo sapore di nostalgia di qualcosa che il tempo ha portato via nella sua corsa, e lo sguardo di chi si sofferma su quei volti lasciati cadere sulle foto in bianco e in nero vede spazi e scorci di una Roma del passato, che a tratti conserva ancora il suo splendore.

E’ il Rione Monti ad essere raccontato, descritto, vissuto in un mosaico fotografico che va dagli anni precedenti alla Seconda Guerra Mondiale fino quasi a raggiungere i giorni nostri, mettendo in rilievo quei cambiamenti che appaiono ben visibili all’occhio del visitatore.
Il Rione Monti non è solo il primo Rione di Roma, ma rappresenta, per la città, un punto di riferimento per quella Urbis di un tempo dove i suoi abitanti, i monticiani appunto, andavano fieri del loro dialetto reso leggermente diverso da quello parlato negli altri rioni.
Ma le caratteristiche del luogo si esplicano soprattutto nella sua travagliata storia architettonica-urbanistica, che ha visto lo smembramento di alcune aree del rione durante il ventennio fascista, nonché nella sua forte rivalità con un altro rione romano, quello trasteverino, con cui molto spesso emergevano scontri.

E’ una parte di Roma che affascina per le sue stradine che conducono a scorci lasciati in sospeso rione_monti2dal tempo, a lunghe passeggiate tra salite e discese da dove quasi sempre è possibile vedere uno dei simboli di Roma per eccellenza, il Colosseo. Anche lui, in tutta la sua grigia imponenza, appare tra i personaggi che figurano nella mostra fotografica assieme ai volti di persone semplici catturate durante momenti di attività quotidiana oppure nella loro infanzia trascorsa per strada, giocando vicino uno dei nasoni, forse quello vicino quella piazza dove non molto tempo fa avvenne la deportazione degli zingari abitanti nella zona e di cui ancora si conserva la memoria.
E poi ancora via Urbana, un tempo Vicus Patricius, ovvero luogo dove vivevano i patrizi romani, nonché i tram che sfilano lungo via Cavour e il Palazzo delle Esposizioni lungo via Nazionale. Sono tutti luoghi che rivivono il loro splendore incontrastato sebbene i colori siano cambiati, e forse anche la gente del posto, anche se annusando l’atmosfera che circola tra i visitatori “stranieri” come me, si sono inebriati delle storie poco sobrie ma di sicuro sincere di Roberto, che come un giullare di corte ha dilettato i partecipanti commemorando scene e personaggi della sua adolescenza quando era la povertà la regina del posto. Roma che cambia“T’aricconto li monticiani” (fino al 17 Gennaio) non è solo la mostra sul primo rione di Roma, è soprattutto un luogo dove l’eternità ha spezzato le catene del tempo. E’ un’occasione per raccontare e rivivere quella Roma che ancora respira nei ricordi chi l’ha vista cambiare nella forma ma non nello spirito.

Eva Di Tullio

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