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Ladyisteria- Strike al Femminile

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[MULTIARTISTICO]

tubetta_befanaROMA- Cinque giovani donne dotate di grande coraggio e creatività artistica sono state le protagoniste di Ladyisteria, evento organizzato e promosso dall’Associazione Ladyfest presso lo Strike SpA di via U. Partini 21.

Martedi 5 gennaio 2010 negli spazi autogestiti dello Strike Francesca Varsori, Tora Kroght, Lilith Primavera, Lili Refrain e Valentina Suxi hanno affrontato ed esplorato, attraverso il loro corpo e le loro esperienze personali, il disagio dell’isteria, non come malattia ma come stato mentale da comprendere e gestire.
Le prime protagoniste della serata sono state Francesca Varsori e la sua operatrice e collaboratrice Tora Kroght che hanno presentato il video Trisillabo.
Lontane geograficamente (la prima triestina e la seconda norvegese) e temporalmente (le due si passeranno circa 15 anni) le due donne dimostrano di avere in comune una grande forza e tanta determinazione.
Tora Kroght arriva a Roma da Oslo nel lontano 1995 con una videocamera in mano e fonda la casa di produzione Candidatv. Documentarista e propagatrice dell’alfabeto audiovisivo nei “bassifondi” romani (carceri, periferie lontane e dimenticate, rom ed immigrati e marginati), è una specie di Vertov al femminile dei nostri giorni. Francesca Varsoni è protagonista di diverse esperienze teorico-pratiche sulle tematiche femminili; è attiva collaboratrice del Dipartimento di Salute Mentale di Trieste e membro dell’associazione L’una e L’altra, che nasce nel 1990 dall’incontro di donne che agiscono nell’esperienza triestina di trasformazione istituzionale nel campo della salute mentale.
Nella piccola e calda saletta dello Strike che ospita l’aperitivo del martedì, le due donne siedono una accanto all’altra, di fronte a spettatori attenti e interessati. Valentina introduce Trisillabo raccontando la nascita e l’evoluzione del progetto: “Il video nasce da una mia esperienza personale, da un lungo momento di crisi che si è poi trasformato in un percorso creativo…alla ricerca di un modo nuovo per affrontare un forte disagio femminile. Durante questa ricerca e analisi di me stessa  ho incrociato il percorso artistico, variegato e multiforme, della Kroght e da questo connubio è nato Trisillabo”.Cinque donne mettono in scena il loro disagio mentale, provano a conviverci senza fuggire, cercano il modo di sorprendere se stesse nel dolore. Il video viene proiettato, colpisce, provoca stupore e lascia spazio ad interrogativi e interpretazioni personali.

Dopo la proiezione di Trisillabo il percorso di Ladyisteria continua nella sala più grande dello Strike. L’ inizio sembra un po’ fiacco, la sala semivuota e il bancone affollato non promettono niente di buono, ma l’artista successiva inizia a preparare la scena e dopo pochi minuti un frastuono attraversa l’enorme stanza e una piccola folla si raduna sotto il palco. Comincia la brevissima e intensa performance Cambio Pelle di Lilith Primavera. Suoni, rumori e contorsioni ritmiche ci trasportano nell’ universo dell’artista, ricostruito su un piccolo tavolo dai piedi altissimi. Lilith siede lassù e si contorce tra stoffe e veli. Alle sue spalle  Arian Silence, regista e montatrice, presenta Il video The Geisha. Il coinvolgimento del pubblico che segue la dura lotta di Lilith  per liberarsi dalle sue catene, è totale. Alla fine ce la fa e ottiene un applauso lungo e sentito.

Al termine della sua performance non rimane molto tempo per rimpiangere Lilith Primavera; il cambio palco è veloce e l’artista appena andata viene subito sostituita dalla musicista e performer romana Lili Refrain. La giovane Lili esordisce nel 2006 con un progetto solista, chitarra e voce e oggi ha al suo attivo due album: Lili Refrain e 9. L’eclettica artista presenta Apocalyptic dark, anche questo un progetto solista, una performance musicale stravagante durante la quale lentamente e in tempo reale costruisce i suoi brani, elargendo con tanto di cartelli, ironiche suggestioni visive. Alterna il canto armonico e il canto lirico, e dal palco si diffonde il tono caldo della sua voce che lentamente travolge il pubblico.

Lili Refrain lascia il palco vuoto dopo circa venti minuti di esibizione. Sono le 24 e sembra che l’evento sia giunto quasi al termine, ma manca ancora Valentina Suxi e la sua attesissima performance Brucia. Per chi non la conoscesse e non l’avesse mai vista recitare, Valentina Suxi è la ragazza tossica in Come Dio Comanda, di Gabriele Salvatores, è Angela, un’ internata omosessuale nel film C’era una volta nella città dei matti, diretto da Marco Turco per Rai1. Valentina è in ginocchio di fronte al pubblico, a pochi centimetri di distanza. Fissa un punto lontano e le sue palpebre non si chiudono mai. Il pubblico è seduto a terra incantato dalla rigida mimica facciale dell’attrice. Accanto a lei una scenografia scarna e alla sue spalle la sua immagine proiettata sul muro. Valentina è malata e internata, entra in scena il suo dottore che condivide con lei lo spazio solo per pochi minuti, giusto il tempo di presentare il quadro clinico di una donna bellissima e isterica. Valentina rimane sola ed è gioia e dolore. Attraverso una comicità drammatica ed esilarante si trasforma in un fiume in tempesta, un tornado di parole e contorsioni fisiche. E’ difficile comprendere dove voglia arrivare, di cosa stia parlando e quale sia il nesso logico tra ciò che dice e ciò che fa, ma tutti gli spettatori sembrano incantati e continuano ad  osservarla mentre esprime il suo delirio. La performance termina col fuoco, è solo un attimo, pochi secondi e la fiamma si spegne su di lei. Valentina ha dato sfogo alla sua follia ed è rinata, torna in libertà.

Il percorso tracciato da Ladyisteria si conclude così. Lascia spazio ai pensieri lenti e propaga stanchezza, come una dolce epidemia si diffonde sonnolenza. La folla lentamente si dirada, si separa e piano si ricompone in  piccoli flussi migratori che in silenzio si dirigono verso l’uscita e si perdono nella notte.

Maria Caterina Bascerano

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