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On the ground, underground

AES-F-GROUP
[ARTI VISIVE]

AES-F-GROUPBARI- Immediato l’impatto visivo: forte, suggestivo, destabilizzante il contrasto tra storia e contemporaneità. Sì, perché l’arte contemporanea torna nei castelli di Puglia con la quarta edizione di Intramenia/ Extra Art Castelli di Puglia, il progetto di valorizzazione dei monumenti pugliesi.

Una rassegna che quest’anno è inserita in Puglia Circuito del contemporaneo, il progetto sottoscritto dalla Regione Puglia con il Ministero per i Beni e le Attività Culturali, il Ministero dello Sviluppo Economico e realizzato dal Comune di Barletta con il coordinamento della Direzione Regionale per i Beni Culturali e Paesaggistici della Puglia.

Il progetto è ambizioso, la realizzazione della mostra On  the ground, underground impeccabile. Non a caso la direzione scientifica è stata affidata al preparatissimo Achille Bonito Oliva, il quale a proposito dirà: “Ogni anno un gruppo di castelli diverrà ostello e riserva indiana per artisti del contemporaneo scelti in un’ottica multimediale, multiculturale e trasnazionale. In tal modo si crea un nomadismo culturale che porta i protagonisti dell’arte a viaggiare a risiedere nel territorio pugliese“.
Questo è l’anno dell’immenso Castello Svevo Aragonese di Barletta che ospiterà il Grand Tour dal 16 maggio al 30 agosto 2009.

È spiazzante vedere lavori site specific inseriti nei medievali ed immensi sotterranei che, appena restaurati, si aprono per la prima volta all’arte contemporanea in una suggestiva immersione tra storia e contemporaneità. La mostra ospita originali work shops all’aperto, installazioni, fotografie, ma soprattutto annovera nomi di artisti come: Georges Adeagbo (Cotonou-Benin, 1942), AES+F Group (Collettivo AES, Mosca 1987, AES+F Group dal 1995), El Anatsui (Ghana, 1944), Betty Bee (Napoli, 1963), Shozo Shimamoto (Giappone, 1928), Adrian Tranquilli (Melbourne, 1966) e tanti altri.
Fa specie vedere artisti internazionali del calibro appunto di Adeagbo, uno dei più importanti ADEAGBOartisti dell’Africa Occidentale, fin dalle partecipazioni alla Biennale di Venezia nel 1999, affiancati da giovanissimi artisti baresi come Domingo Milella che, a soli ventotto anni vive tra Bari e New York impegnato e richiestissimo dal panorama artistico contemporaneo. Allievo di Massimo Vitali, fa un’arte di reportage: nelle sue fotografie campeggiano, con una potenza del dettaglio, paesaggi urbani dimenticati. I suoi sono paesaggi stratificati, che hanno consumato la loro funzione. Lottano per esistere. Sono costante contraddizione e silenziosa innegabile brutalità.

Allo stesso modo inorgoglisce vedere accanto a mostri sacri dell’arte contemporanea la quarantenne barese Annalisa Pintucci, la cui carriera è scandita da ritmi personalissimi, senza l’ansia della continua visibilità, ma la pittura ad olio, il più delicato acquerello, il segno grafico asciutto e inconfondibile, restano per lei il mezzo per raccontare la sua estrema sensibilità femminile nella figurazione di elementi vegetali, animali e ritratti tanto malinconici quanto carichi di ironia.
Passando da un sotterraneo all’altro, freddi, ricoperti da  pietre secolari, ma perfettamente illuminati, all’altezza di qualsiasi vernissage di arte contemporanea che si rispetti, ci si imbatte piacevolmente in lavori di Ernesto Neto (Rio de Janeiro, 1964), Zhang Peili (Cina, 1957), e ancora in opere di  brillanti artisti italiani come Piero Mottola (Caserta, 1967), Loris Cecchini (Milano, 1969), Tullio De Gennaro (Bari, 1948).
Il Castello diventa simbolo di un territorio ricco, culturalmente interessato e interessante, evoluto. O semplicemente, come dice A. Bonito Oliva :” La Puglia diventa il teatro di un evento culturale in cui l’arte contemporanea progetta paradossalmente il proprio passato incontrandosi con la storia dei luoghi. Di questi luoghi. Un grand tour per tutti“.

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