Scarti d’arte: arte del riciclo

[ARTI VISIVE]

La sperimentazione di nuove tendenze e di nuovi materiali da cui partire è sempre stata una parte integrante del moderno concetto dell’arte, a cominciare dall’uso di legni e carta da parati incollati su tele e immagini, ovvero i famosi Papiers Collés che hanno segnato la storia del cubismo sintetico di Picasso e Braque; va aggiunto inoltre l’esigenza crescente dell’utilizzo di materiali e spazi adatti a rappresentare i cambiamenti repentini del rapporto tra arte e società come nel caso dei grandi graffiti e collage che contraddistinguono l’epoca della Pop Art.


Gli esempi sopra citati rappresentano dei tentativi di adattamento dell’artista al materiale che con un semplice gesto riesce a trasformare uno scarto in opera d’arte, su cui sancire la propria affermazione.
Fotografie personali, fogli di giornali già letti, pezzi di stoffa inutilizzabili e vetro pronto per essere compattato a formare qualche altro contenitore, vengono riciclati dall’artista il quale riesce a conferire a questi scarti una personalità per poter essere rimesse in libera circolazione e concepite, come oggetti d’arte o di pubblica utilità.

Dalla passione per il riciclo dei materiali inutilizzati è nata quattro anni fa Scarti d’autore, una mostra interamente fatta su misura per gli amanti del riciclo, i quali hanno la possibilità di conoscere e acquistare prodotti artigianali ideati dalla metamorfosi creativa degli artisti, artigiani e cooperative che espongono nello Spazio Etoile a piazza S.Lorenzo in Lucina.
Abbiamo così borse fatte di stoffa e carte di giornali dall’artista Pino Buffa, abbinabili a gioielli ricavati dalla lavorazione di antichi monili e monete della toscana Francesca Caltabianco, le collane di IN3C impreziosite con pietre tenute insieme da collant, cerchioni d’auto da usare come sgabelli o porta oggetti, Brigitte Pottier che trasforma maniche di giacche in comode borsette, vecchie scarpe ricoperte di giornali incollati da Cinzia Derni, distributori d’acqua in plastica come cestini per la raccolta differenziata proposti da Zingari 59, un Melting Pot di identità destinate allo scarto che concorrono a formare una varietà di forme e colori che riempiono case e spazi per uso quotidiano.
Una mostra ideata, quasi, con lo scopo di prestare attenzione alla grande quantità di materia prima, che circola tra gli esseri viventi e che rischierebbe di essere travolta dal consumismo estremo, e che invece la creatività riesce a trasformare in opera d’arte libera da ogni tendenza e dal trascorrere del tempo. Perché la creatività non ha confini materiali e la sua prerogativa è la trasformazione dell’inutile in emozione.

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