Roma: meteora Futurista iridescente

[ARTI VISIVE]

Roma, insieme alle capitali di tutta Europa celebra a partire dal 20 febbraio fino al 16 maggio, con la manifestazione FUTUROMA, ricca di eventi di risonanza internazionale, i cento anni del Futurismo, corrente d’avanguardia partita dal nostro Paese per divenire celebre in tutto il mondo, dando vita ad una vera e propria rivoluzione culturale senza precedenti.
Il progetto è stato realizzato dalla collaborazione tra il Comune di Roma, Assessorato alle Politiche Culturali e della Comunicazione, insieme al Ministero per i Beni e le Attività Culturali e il Ministero degli Affari Esteri.

Esattamente 100 anni fa, nel 1909, il poeta italiano Filippo Tommaso Marinetti codificò la filosofia artistica del movimento pubblicando Il Manifesto del Futurismo, rilasciato inizialmente a Milano e in seguito sul quotidiano francese “Le Figaro”.

Il 20 febbraio scorso, per una intera notte Piazza Venezia e Piazza del Popolo sono state collegate dalla luce, divenendo due momenti di un unico teatro iridescente e dinamico.
Il progetto Nuove Iridescenze, ideato dal regista Giancarlo Cauteruccio ha visti impiegati per la sua realizzazione un complesso di 11 sistemi di laser e gestione digitale.
Lo spettacolo a cui Roma ha assistito è stato una sorta di viaggio nel futuro, piazza del Popolo completamente al buio, inebriata da luci, tante luci, laser che attraversavano i corpi inermi degli spettatori basiti da tanto bagliore e dai suoni e rumori dirompenti, che sembravano spaccare lo spazio sovrastante.
La bravura e la magia del regista è stata quella di creare una sorta di architetture di luce lasciandosi guidare dalle intuizioni legate all’idea di spazio dinamico e velocità, realizzando un grande coinvolgimento emotivo.
Linee, figure geometriche, cubiche, colori forti, accecanti, fumo, tanto fumo, nello spazio di Piazza Venezia – Piazza del Popolo. La luce, assoluta protagonista, diviene strumento di scrittura, una sorta di balletto di onde luminose e acustiche. Al gioco di luci si è alternato il supporto di una drammaturgia curata da Gioia Costa, scaturita dal mixaggio di materiali di repertorio storico e di registrazioni del secondo ‘900, fra le quali Carmelo Bene, Vittorio Gassman, Franca Nuti e la reinterpretazione contemporanea della scrittura appositamente realizzata per la voce della soprano Monica Benvenuti e il vocalist dell’assurdo David Barittoni.
Luce e voce che nello spazio urbano creano una percezione inattesa, fondendo i suoni della città, dell’industria, del movimento meccanico. Abbiamo assistito ad una reinterpretazione acustica della formula movimento + velocità, divenendo una sorta di specchio dell’idea di città come cuore pulsante delle accelerazioni vitali e ottimistiche che i futuristi invocavano. Moto e luce frantumano, negandola, la materialità dei corpi.

Giancarlo Cauteruccio, svela con questo spettacolo delle iridescenze, la visione dirompente della sua ricerca artistica e teatrale, sostituendo alla drammaturgia della parola quella della luce dinamica, della seduzione tecnologica, che percorre superfici fluide o volumi incorporei, mettendo in moto una creazione che ha il suo illustre precedente, Giacomo Balla.
Abbiamo assistito con Cauteruccio al ritorno del teatro di luce, all’ineludibile relazione sentimentale ed estetica che lega questo regista italiano alle avanguardie storiche.
Arrivederci tra qualche secolo…” – Giacomo Balla.

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