Nelle “stanze segrete” dei Giochi di Famiglia

[TEATRO]

La compagnia del Teen Theatre ha presentato fino al 16 novembre 2008 al Teatro romano Stanze Segrete : Giochi di Famiglia, opera teatrale di Biljana Srbljanović.
Portare in scena questa pièce teatrale è l’indicazione di una scelta particolare e ben indirizzata da parte di una giovane compagnia teatrale, guidata nella regia da Massimiliano Rossi. Uno scritto teatrale di un’autrice di Belgrado, capitale della Repubblica Serba, conosciuta al pubblico italiano per la sua collaborazione con il quotidiano La Repubblica e il suo Diario di guerra di Biljana.

L’autrice, nata nel 1970, ha saputo leggere il suo tempo e viverlo senza ripudiarlo con aspre critiche, trovando un accordo tra il pensiero libero, la dittatura e successivamente la guerra.
In Giochi di Famiglia, opera messa in scena per la prima volta nel 1998, scopriamo quattro personaggi che esprimono il paradosso delle paure e delle smanie umane!
Le maschere dei quattro personaggi in scena rappresentano i visi umani nel loro parossismo: violenza e incomprensione non sono canonizzazioni teatrali, ma la lettura che dei bambini fanno del mondo adulto. Le situazioni si ripresentano e i nostri: Andrija, Milena, Vojin e Nadežda conservano il loro ruolo e cambiano i fattori della loro presenza, se prima il loro estremo era l’aggressività e la violenza, diventano poi vittime con la medesima facilità. Quasi a voler dimostrare come un unico individuo possa esprimere più realtà e sia incapace di mantenere un atteggiamento univoco. I protagonisti hanno imparato a muoversi in contesti di violenza che non sono altro che giochi. Questi giochi sono il modo che i bambini hanno di leggere la realtà che si presenta ai loro occhi e che li forma.

Il teatro ritorna ad un concetto classico di rappresentazione della vita con i canoni tipici dell’infanzia. La simulazione della realtà è proposta come se fosse letta da bambini, che imitano il mondo in cui dovranno inserirsi e in cui dovranno trovare il loro spazio. Si usa l’arma dello specchio per trovare i vizi e le paure dell’essere umano in una situazione di crisi.
Ogni scena si chiude in maniera analoga e sempre diversa. La bravura dei quattro interpreti è quella di passare da uno stato d’animo all’altro senza pause, un rincorrersi degli stati d’animo che affatica il fisico e la mente e che gli attori sostengono con accuratezza notevole. Giovani interpreti con buona tecnica e fisicità composta ed elegante, costretti in uno spazio particolare non solo fisicamente. Anche il tempo di ogni “spezzone” è breve e conciso, collegato al suo precedente e al suo successivo da una sottile trama dialogica. Mantenere il contesto e il ritmo è indubbiamente faticoso e i quattro interpreti della compagnia Teen Theatre (Chiara Orefice, Ettore Nigro, Sara Missaglia e Pietro Tammaro) lo fanno davvero con mirabile precisione.

Giochi di Famiglia, fino al 16 novembre 2008 al Teatro Stanze Segrete, via della Penitenza, 3 (Trastevere) Roma, tel. 06.6872690; www.stanzesegrete.it, info@stanzesegrete.it.

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