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Un risveglio dell’arte e dei sensi sul Tevere: RinasSense

[ARTI VISIVE]

Avevamo lasciato le rive del fiume della città eterna il 29 luglio, gioendo degli oggetti più inutili proposti sulle bancarelle, dei ragazzi euforici per le imminenti vacanze e dell’arte sugli argini. E alla fine dell’estate, 29 agosto 2008, il fiume ci ha accolto allo stesso modo per rincuorarci e aiutarci ad affrontare meglio l’autunno.
Tra la musica del Tiber, un salotto sotto il cielo di Roma che riceve a pochi metri da Ponte Sisto ci accomodiamo e grazie a RinasSense godiamo di una collettiva di giovani artisti.

La confusione della vicina piazza Trilussa non si perde del tutto ma diventa più morbida perchè trova nella contemplazione dell’arte giovane il suo culmine massimo. RinasSense ha ripreso a dare pennellate e riempire di nuove sensazioni luoghi di solito non adatti all’arte. Un’idea di Ilaria Aquili che con la collaborazione artistica di Marco Tarascio, finalista dell’edizione 2007 del MArteLive, riesce a rendere un luogo di ritrovo idoneo alle forme di arte visiva in una situazione in cui tra il serio e il faceto si discute di talenti giovani e si ammirano nuovi esperimenti.

La scelta di questa serata è stata veramente meritevole di lode perchè oltre ai nomi ormai conosciuti di Francesca Zuccaro, Luana De Carolis, Fabio Imperiale e Jader Scarfagna che hanno espresso il loro estro nell’ultima edizione del concorso-evento MArteLive, scopriamo nuove e sorprendenti inclinazioni all’arte.
F. MADONNA, già il nome è un chiaro richiamo all’icona pop o sottile misticismo per quest’artista ventiseienne che imprigiona deliziose bamboline in serpenti voluttuosi con intatti i loro riferimenti arcani. Curiosi i volumi che disegnano i profili e gli incontri dei corpi, contorni delineati per ricordare il fumetto e soprattutto morbidezza e precisione nelle ombre che descrivono questi corpi. (www.myspace.com/vennydoll17)

Un’altra ventiseienne che si firma solo Sere, ritrova nella nostra memoria le immagini delle illustrazioni dei libri di favole, dove una donna dai tratti semplici e dal volto sereno avrebbe potuto avere il suo lieto fine superando le dovute e innumerevoli peripezie. Un colore che ritorna alla natura, che la racconta come parte integrante di un mondo legato al magico, come qualcosa che non ci appartiene più o che ci è appartenuto solo nel tempo dell’infanzia, solo nelle illustrazioni dei libri dei personaggi fantastici. (www.myspace.com/serestudios)

Dopo due donne che ci hanno carezzato la fantasia scopriamo e ci stupiamo delle figure delineate, dei corpi magnetici e vibranti di Andrea Martinacci, una corposità del colore e delle forme che scopre il particolare e ci lascia ammaliati. Gesti semplici e movimenti normali anche banali che diventano acuti nel loro dettaglio. I suoi lavori sono note di vita che non risultano schiacciate o imprigionate su una tela piuttosto sono forma e struttura di un reale che è configurato e tratteggiato con completezza emozionale. (www.myspace.com/andreamartinucci)
Ma la sua bravura è tale da spingerci a non commentare oltre perchè se questo è il suo livello oggi possiamo solo immaginare come poter descrivere le sue prossime evoluzioni.
Quello che più ci stupisce di quest’artista è la sua età: diciassette anni. Andrea è un ragazzo ancora tra i banchi di un liceo e sulle tele è già così deciso e chiaro.
Un ragazzo che riscopre il classicismo delle forme nel rispetto dello studio per il disegno e per la natura intesa e sentita come vita. Andrea Martinacci è un artista che definirei classico ed ecco compiersi la rinascita dell’arte giovanissima non più definibile solo giovane. Ecco una Roma che ritorna all’arte della scoperta grazie ad un pensiero coraggioso di rinascita.
Ancora grande merito al coraggio di Ilaria Aquili e all’attenzione di Marco Tarascio (www.rinassense.com), il risultato è stato davvero sorprendente!

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