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Ascoltare Godano

[MUSICA]

Cristiano Godano è un “dritto”.
Sono oggettiva. Si può anche non essere dei fanatici per la musica dei Marlene Kuntz, ma se si ha l’occasione di un incontro con Godano non si può che rimanere colpiti dalla sua consapevolezza, dai valori per cui fa il suo mestiere, e giuro sono ancora oggettiva.

Il cantante, leader della band Marlene Kuntz, nonché autore di alcuni tra i testi più poetici e raffinati della musica italiana, è stato ospite graditissimo al Festival “Musica W” di Castellina (Pi). Per l’occasione Godano non ha imbracciato nessuna chitarra, ma ha parlato davanti ad un discreto pubblico composto da qualche affezionato sostenitore, ma soprattutto da aspiranti cantautori, scrittori e musicisti. Durante l’incontro che è durato almeno due ore, ha parlato della sua passione per la letteratura, di come è nata l’idea dei workshop dei laboratori di scrittura creativa e poi di Nabokov, di Paul Valéry e anche di un aiuto-traduttore per il primo disco dei Marlene in inglese (che non ha mai visto la luce, ndr) che risponde al nome di Nick Cave.
Un incontro intimo, interessante e dai toni confidenziali dove Godano ha parlato apertamente ed è stato pronto a rispondere a tutte le domande.

Si descrive semplicemente come un autore di testi per canzoni, prendendo un po’ le distanze, con umiltà e con rispetto, dall’appellativo di “poeta” con il quale spesso si è sentito definire: “La letteratura è la mia passione più grande dopo la musica, ma ho una laurea in Economia” afferma pur citando più volte il poeta francese Paul Valéry. E poi ancora parlando dei suoi workshop e dei laboratori di scrittura creativa dice: “L’idea mi venne ad Arezzo Wave, non credo che si possa insegnare a scrivere in maniera creativa, ma credo che si possano dare dei suggerimenti di costruzione del testo.” Poi spiega ai giovani seduti di fronte a lui come “genio e sregolatezza” nell’approccio alla scrittura spesso non vadano così d’accordo. Ci vuole accuratezza nella scelta delle parole, è un processo doloroso e come ogni processo creativo, c’è dentro il senso del sacrificio: scegliere di usare un’espressione e perderne inevitabilmente tante altre. Ma si è pronti ad affrontare tutto per la ricerca del senso, e anche della bellezza. E ci vuole tempo, concentrazione e forse è questo il punto in cui il poeta e l’autore di testi per canzoni si avvicinano. Per il resto il cantautore dovrà sempre fare i conti con la melodia prima di tutto, e poi con la struttura della canzone, che per la sua identità popolare dovrà sempre rispettare la sua forma standard e quindi avere un ritornello, preferibilmente orecchiabile, e delle strofe. Questi sono i binari all’interno dei quali però il cantautore può muoversi liberamente. “ Spesso mi sono sentito criticare perché i miei pezzi contengono anche termini inusuali. Mi hanno accusato di cercare nuove parole sul dizionario. E anche se fosse, non ci trovo niente di male. Il mio lavoro è fatto soprattutto di ricerca.” La ricerca della bellezza. E la bellezza può essere dovunque “ Non pensate che ci siano generi belli e generi meno belli. C’è della “fuffa” anche nella musica indipendente, e della buona musica anche dove non credereste.”

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