Le verita’ indecenti di Otto Dix

[ARTI VISIVE]

Nel cuore della Germania dove il caldo estivo è solo una cartolina italiana, si ha la possibilità di visitare una mostra dedicata all’arte contemporanea europea all’interno di una struttura in vetro che ha poco da invidiare alla piramide del Louvre date le sue dimensioni e lo splendido panorama sulla città di Stoccarda, con i suoi castelli e costruzioni moderne fusi in un unico paesaggio.
Nel Kunstmuseum di Stoccarda è possibile visitare la mostra dedicata a uno dei principali esponenti del Realismo tedesco, Otto Dix, il quale è divenuto celebre per i suoi ritratti spigolosi e per la sua offesa al Nazismo che lo ha messo al bando distruggendo alcuni dei suoi capolavori. 

Non è semplice descrivere un personaggio come Otto Dix così profondamente avverso alle circostanze in cui l’uomo era venuto a trovarsi nel periodo tra le due guerre mondiali. Circostanze che hanno segnato la sua pittura, colorata e vivace, dai toni forti e contrastanti dove invece i corpi si dispongono in primo piano per nascondere lo sfondo tetro e pesante.
Corpi sinuosi o troppo magri, visi grandi e sguardi che catturano, che riprendono i personaggi di Albrecht Dürer, il maestro della pittura tedesca rinascimentale, visi tondi e occhi sporgenti che quasi catturano l’attenzione dello spettatore fino a farlo riflettere o lasciarlo perplesso di fronte alla sciagura che ha avvolto il destino dell’Europa ed in particolare della Germania nella seconda metà del secolo scorso.
Le sue opere sono spesso accompagnate da titoli poco felici come “Il trionfo della morte” mentre altri si riferiscono a ritratti di sua moglie o di sua figlia e spicca per innovazione e creatività “Prager StraΔ in cui si cimenta in un esperimento dadaista unendo alla pittura del materiale da collage per sottolineare la sua adesione alla “Neue Sachlichkeit” (La Nuova Oggettività), il movimento che ha come scopo quello di mettere a nudo la realtà nel pieno della sua crudeltà non solo nell’ambito della pittura ma che finirà con l’abbracciare altre arti figurative.
La sua biografia è la chiave di lettura della sua intera produzione artistica e sebbene gli autoritratti e la maggior parte dei personaggi dipinti rientra nella sfera personale tuttavia il sentimento che scaturisce è universale e pregno di ripulsione verso quel mezzo di distruzione del genere umano chiamato guerra e che nelle sue rappresentazioni, pittura e bozze a matita, viene resa ancora più inquietante.

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