Maurizio Merra, La tenda gialla, Altri Mondi

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[L’ILLETTERATA]

 

evakentE allora tu? E la gente come te…l’immondizia ve la portate dentro, anche nelle vostre belle case. Ti sei mai fermata a fare l’elemosina ad uno come me? Hai mai fatto un sorriso ad uno che stende la mano? Gli hai mai chiesto della sua sofferenza? O hai girato la testa dall’altra parte facendo finta che non esistesse per non doverti vergognare della tua ricchezza e della tua indifferenza? Lo hai mai guardato negli occhi? Non credo, perché se l’avessi fatto mi avresti incontrato prima!”…

Quando mi è capitato per la prima volta questo libro tra le mani, mi sono chiesta di che cosa parlasse, presa com’ero dalla copertina raffigurante Amore e Psiche del Canova. Poi ho scoperto che si trattava di una storia d’amore raccontata dalle voci dei due protagonisti, Davide e Giulia: amara, tormentata, dolorosa soprattutto, ma dolce e bella come solo le storie che parlano dei sentimenti sanno essere. E vera, perché i fatti di cronaca di ogni giorno sono pieni di storie di persone che decidono di scomparire dalla vita dei loro cari per gettarsi tra il fiume in piena di un mondo totalmente nuovo come quello della strada. Quel mondo fatto di immondizia, di rifiuti, dove anche le più piccole cose rappresentano un’ancora di salvezza per vivere un giorno in più e dove si impara in fretta a fare a meno di tutto e a vivere con niente.
Ho iniziato questo romanzo la bellezza di tre volte, ma solo l’ultima è davvero andata a buon fine, tanto da portarmi a finirlo nell’arco di sole 24 ore. Chissà perché mi chiedo…eppure il giudizio generale che ne posso dare ora che l’ho letto, è che si tratta di un buon libro: è un libro scritto in modo semplice, accessibile a tutti, pur parlando di attitudini ed emozioni difficili. E’ intrigante al punto giusto, sospensivo quando serve, con un ritmo narrativo davvero interessante: l’alternarsi di due voci e due flussi di pensiero che lasciano al lettore il tempo di scoprire l’intera vicenda ascoltandola in tutte e due le versioni possibili, ne tiene alto l’interesse, stimolandone la curiosità. E’ vero che in alcuni passaggi l’autore si lascia prendere la mano da descrizioni che potrebbero sembrare eccessivamente prolisse, ma è vero anche che proprio questo senso del “parlare” oltre ogni limite, diventa l’unica via percorribile ed assume un senso assolutamente lineare con il senso della story.
Mi ha colpito la fatalità che ha voluto che proprio questa settimana, in cui il tema di MArteMagazine è l’arte del riciclo, io sia arrivata alla lettura di questo romanzo, che è un po’ la storia di una vita riciclata, distrutta e ritrovata. Volutamente scelgo di non dirvi di più della storia perché credo che ognuno dovrebbe assumersi la curiosità di leggerla per conto suo, senza anticipazioni, per trovarvi il senso e la storia che vuole: vi basti sapere che il tema dell’Amore viene spersonificato, esaltato, lasciato librare in volo e poi disintegrato al suolo, per tornare, infine, liberato e ancora più vero, se possibile, alla sua origine.
Forse la risposta alla mia domanda di prima è che, quando ho cominciato la prima volta a leggere questo romanzo non ero pronta ad entrarci dentro, a sentirmi protagonista assente di una vicenda come tante, a comprendere il perché delle cose che vi accadono. Capitano tante cose tutti i giorni che ci cambiano e ci rendono diversi, chissà se anche migliori…

P.S. Sono davvero impareggiabile, non vi ho detto nulla dell’autore! Maurizio Merra è romano, laureato in lettere, e lavora per la sovrintendenza ai Beni Culturali. E’ stato aspirante attore e autore teatrale e cinematografico (in cerca di un finanziatore…). Nel 2005 ha pubblicato il suo primo romanzo, Nerone, e ora La tenda gialla, entrambi autofinanziati ed editi grazie all’Associazione Culturale Altri Mondi. I suoi libri sono in vendita presso le seguenti librerie:
Rinascita, Via delle Botteghe Oscure 1
Croce, Corso Vittorio Emanuele II 156
Fogli e Foglie, Via Colli Portuensi 364
Buona lettura!

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