Skip to main content

Ricco programma al MArteLive 2018

courtesy dell'artista  - a press Martelive

PRIMA FINALE REGIONALE LAZIO
Al Planet Live Club di Roma, dal 12 al 14 Dicembre appuntamento con il MArteLive 2018.

Il 13 e 14 dicembre torna a Roma MArteLive – lo spettacolo totale: nelle sale del Planet Live Club (ex Alpheus – via del Commercio 36) la grande kermesse con oltre 250 artisti emergenti che si sfideranno nelle 16 discipline artistiche tra musica, teatro, danza, circo contemporaneo, pittura, fotografia, artigianato artistico, graficart, live painting e street-art, proiezioni, installazioni, reading e video-arte. 

Il 12 dicembre, assolutamente da non mancare è l’anteprima con i Leoni d’Oro alla carriera Antonio Rezza e Flavia Mastrella e il loro celebre spettacolo “Pitecus”, geni della scena artistica che in campo teatrale hanno vinto numerosi premi e ricevuto importanti riconoscimenti sia all’estero che dal grande pubblico italiano che da anni li segue e li apprezza.
Il 13 e 14 dicembre tra gli ospiti John De Leo feat. Rita Marcotulli, Gio Evan, The Winstons special guest Morgan, Bunna (Africa Unite), Istituto Italiano di Cumbia oltre a circa 250 artisti e 16 disclipline artistiche tra musica, teatro, danza, arte visiva, reading, artigianato artistico, cinema.

Il 13 dicembre sul palco del Planet, attesissimo dopo il clamore mediatico delle ultime settimane che ha scatenato la stampa nazionale e richiestissimo dalle maggiori emittenti televisive, sarà il poeta e performer Gio Evan – reduce dal successo del doppio disco MArteLabel “Biglietto di solo ritorno” e con un milione e mezzo di ascolti su Spotify del singolo “A piedi il mondo”. Ribattezzato “Gio Evan” in Argentina da un Hopi, Giovanni Giancaspro è un artista poliedrico, scrittore e poeta, filosofo, umorista, cantautore e artista di strada. Con la performance al MArteLive conclude una grande stagione di successi, per tornare live sul palco dalla primavera 2019.  Dopo il suo live, salirà sul palco la band The Winstons ft. Rodrigo D’Erasmo e special guest Morgan con “Pictures at a Christmas Exibition”. Power trio basso, batteria, tastiere e voci, la band è composta da tre grandi musicisti della scena italiana: Enrico Gabrielli (Calibro 35/Pj Harvey), Lino Gitto (Ufovalvola) e Roberto Dell’Era (Afterhours), che per il loro concerto al MArteLive dal titolo “Pictures at a Christmas Exhibition” avranno come special guest d’eccezione Morgan e Rodrigo D’Erasmo (violinista degli Afterhours e tutor in compagnia di Agnelli a X Factor). Sul palco suoneranno brani dall’album “Pictures in Exhibition” oltre a nuovi pezzi in esclusiva tratti dal prossimo disco in uscita nella primavera 2019.  

Il 14 dicembre grande ospite sarà John De Leo, considerato una delle voci più interessanti del panorama italiano. Artista eclettico, ha partecipato e promosso innumerevoli progetti non strettamente a carattere musicale, collaborando con molti artisti tra cui la pianista Rita Marcotulli che sarà special guest nel suo live sul palco di MArteLive, Teresa De Sio e Metissage, Ambrogio Sparagna, Banco del Mutuo Soccorso, Carlo Lucarelli, Stefano Bollani, Paolo Fresu Quintet, Danilo Rea, Franco Battiato, Enrico Rava, Carmen Consoli, Ivano Fossati, Antonello Salis, Alessandro Bergonzoni, Fabrizio Bosso, Trilok Gurtu, Stewart Copeland e Uri Caine. Co-fondatore dell’ensemble Quintorigo, con cui ha vinto il Premio Tenco nel 1999, ne ha fatto parte dal 1992 al 2004. Sul palco principale del MArtelive si esibirà con un live looping sampler, un karaoke giocattolo e un laringofono insieme al chitarrista Fabrizio Tarroni: uno dei suoi primi connubi musicali, capace di interpretare la sua Gibson semi-acustica anche come una vera e propria percussione, fondendo la sua tecnica originale con le idee e la voce eclettica di De Leo.
Sul palco del 14 dicembre, il ritmo sarà scandito anche dallo spettacolo del noto collettivo cumbiero Istituto Italiano di Cumbia, che ha aggregato Malagiunta (Filo Q e Paquiano) le canzoni di Cacao Mental e Los3Saltos, Davide Toffolo dei Tre Allegri Ragazzi Morti e alcuni nuovi interpreti. 
Il dj set sarà nelle mani di Bunna, fondatore insieme a Madaski degli Africa Unite, una delle realtà più importanti del panorama raggae italiano, e non solo. Nel suo set esplorerà le varie evoluzioni e sfaccettature della cultura musicale giamaicana. Il set di Bunna cade nell’anno in cui il reggae è stato riconosciuto “patrimonio Unesco” ed è organizzato in collaborazione con RUM (Rome Underground Movement).
Tra i protagonisti dell’ultima giornata di MArteLive anche Giancluca Secco, perla nel panorama della musica d’autore italiana e vincitore nel 2016 del Premio Tenco-NuovoImaie per la miglior interpretazione. 

https://www.martelive.it/

 

FOO FIGHTERS, FLORENCE + THE MACHINE, TWENTY ONE PILOTS, THE 1975, MARTIN GARRIX TRA GLI HEADLINER DEL SZIGET 2019

Il Sziget Festival per il 2019 fa sul serio e come mai nella sua storia scopre le carte molto presto in vista della prossima edizione (7-13 Agosto, Budapest, Isola di Óbuda)! Importantissimi nomi si uniscono ad Ed Sheeran già comunicato il primo ottobre scorso.
 

Dal rock all’elettronica con grandissimi artisti che si avvicenderanno sul Main Stage e sui svariati palchi sparsi per l’isola. Florence + The Machine, Foo Fighters, Twenty One Pilots, The 1975 e Martin Garrix si aggiungono quindi ad Ed Sheeran nella lista degli headliner, ma questo comunicato include anche tanto altro come: Richard Ashcroft, Catfish & The Bottlemen, Chvrches, Jungle, Kodaline, IDLES, Superorganism, Frank Carter & The Rattlesnakes, Pale Waves, Maribou State, Frank Turner & The Sleeping Souls, Of Mice & Men, Boy Pablo, Parcels, Yungblud, Alma, Tamino, Gang Of Youths, The Blaze.

Per il momento i fan del festival potranno certamente essere felici ma non è ancora tutto perchè nelle prossime settimane ancora molti nomi saranno aggiunti alla line-up! 

Lo staff del Festival è felice di poter già condividere una buona fetta della line-up con i Szitizen:  “Questo annuncio é emozionante anche perché segna una nuova era del Sziget. Abbiamo lanciato una rinnovata  strategia nel 2018 che ci ha permesso di alzare l’asticella e dare ai Szitizen quello che desiderano: un festival straordinario che unisce l’originale ed inimitabile format Sziget ad una line-up sugli standard dei piú grandi eventi internazionali” – afferma il CEO del festival, Tamás Kádár. 

Parte oggi la vendita anche degli abbonamenti da 3 giorni, di tuttii ticket giornalieri e dei vari tipi di alloggio previsti sull’isola. I pass da 7 e 5 giorni erano già stati messi in vendita il primo ottobre. Per le info complete rimandiamo al sito ufficiale: szigetfestival.com

E’ importante ricordare che il Sziget è molto più che una lista di nomi più o meno famosi, l’isola che accoglie il festival ogni anno ospita una quantità enorme di differenti spettacoli rivolti alla world music, teatro, circo, installazioni, performance e arte in tutte le sue espressione. Un mondo parallelo che raggiunge in media 500.000 spettatori provenienti da tutto il mondo. Un luogo che prevede aree attrezzate per il campeggio ma che offre anche soluzioni più comode come wooden house, comfort tent, triangle house e altre tipolgie glamping.

Nel 2019 quindi l’appuntamento è dal 7 al 13 agosto (il 14 agosto mattina bisogna lasciare l’isola) e il prezzo dei ticket varia da 75€ per quanto riguarda il ticket giornaliero fino a 299€ per il 7 day pass comprensivo di campeggio. Questi sono prezzi Early Bird che aumenteranno in base alla disponibilità.  Ricordiamo che i ticket per la giornata di Ed Sheeran sono quasi Sold Out! 

E’ possibile seguire gli aggiornamenti sul festival direttamente dal sitoszigetfestival.com/it oppure sulla pagina Facebook ufficiale: Sziget Festival.

#4women4earth. Al via la campagna di sensibilizzazione

Ufficio stampa Earth Day Italia

In occasione del 25 Novembre – Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne – Earth Day Italia ha lanciato la campagna di sensibilizzazione #4women4earth strettamente legata all’Obiettivo 5 sulla parità di genere che le Nazioni Unite hanno inserito tra i 17 Obiettivi di Sviluppo Sostenibile da raggiungere entro il 2030. Quest’anno, in prima fila, con il sostegno dello sport e della cultura con testimonial come la pluri-campionessa Valentina Vezzali, il poeta Gio Evan e D. i. Re – Donne in Rete Contro la Violenza.
 
Per questo Earth Day Italia, sede italiana dell’Earth Day Network di Washington, ha inserito il tema tra i contenuti principali delle prossime celebrazioni della 49ma Giornata Mondiale della Terra, dal 22 al 29 aprile 2019, in occasione del Villaggio per la Terra, manifestazione che nella sua ultima edizione ha raggiunto oltre 150mila visitatori e 170 milioni di contatti media grazie all’organizzazione di 600 eventi che hanno coinvolto oltre 250 organizzazioni.

“La violenza di genere è innanzitutto una questione culturale e coinvolge la società nei suoi livelli più diversi – dichiara Giulia Morello, direttore artistico di Earth Day Italia – Per questo è fondamentale il sostegno dei testimonial provenienti dal mondo dello sport, della cultura e dello spettacolo per sostenere in prima persona questa sfida lanciata dall’Agenda 2030 delle Nazioni Unite. Siamo felici di avere tra i primi testimonial della campagna #4women4earth il poeta Gio Evan e la pluri-campionessa Valentina Vezzali”.
 
“La terra
senza te
è solo rra
e la parola rra
da noi
non ha alcun significato”.
 
Gio Evan per la campagna #4women4earth

 
“Quello della violenza di genere è un problema che ha radici culturali molto profonde.”  – dichiara Pierluigi Sassi, presidente di Earth Day Italia – “Evidentemente l’essere umano tende a sostituire il piacere che si prova nel custodire con cura la bellezza di una relazione e la ricchezza della natura con un compulsivo desiderio di possesso che finisce per distruggere ogni cosa. Non è un caso che la violenza sulle donne sia quasi sempre perpetrata dal partner o addirittura dai familiari. Anche con la Terra ci comportiamo in questo modo, dovremmo custodirla con amore, ma preferiamo pensarla come una nostra proprietà.
Riteniamo che la relazione tra il rispetto per la Terra e il rispetto per la donna sia molto stretta. Sfruttamento sconsiderato delle risorse naturali e violenza sulle donne hanno la stessa radice: il desiderio di possesso che si sostituisce al piacere della cura. È per questo che per noi questa attenzione sulla violenza di genere assume un senso speciale che concretizzeremo con moltissime iniziative nel corso del prossimo Villaggio per la Terra, cui invitiamo a partecipare tutte le organizzazioni impegnate in questa difficile battaglia per unire le forze in una grande testimonianza.”

La violenza di genere si manifesta spesso tra le mura domestiche, come confermano i dati provenienti dalla Rete dei Centri antiviolenza D. i. Re Donne in rete contro la violenza, che per prima ha voluto sostenere il progetto #4women4earth.
 
“Siamo davvero felici della proposta di Earth Day Italia di portare al Villaggio per la Terra il tema della violenza contro le donne, un fenomeno pervasivo, che colpisce in forme diverse milioni di donne in Italia. La rete D. i. Re  – ricorda la presidente Lella Palladino – comprende 80 organizzazioni che gestiscono 85 centri antiviolenza e 55 case rifugio in 18 regioni. In oltre 30 anni, centinaia di migliaia di donne, spesso mamme con i loro figli e figlie, hanno potuto trasformare l’esperienza traumatica della violenza in resilienza e rinascita grazie al lavoro di centinaia di operatrici e attiviste.
La violenza contro le donne ha un parallelo – simbolico e pratico – terribile nelle violazioni perpetrate quotidianamente contro la Terra attraverso l’inquinamento, la deforestazione, il consumo di suolo, espressione di una medesima cultura patriarcale che tratta gli esseri umani e la natura come proprietà di cui disporre illimitatamente. D. i. Re lavora incessantemente per costruire società in cui la cultura del rispetto – per le donne e i loro diritti – possa permeare nel complesso lo sguardo e l’agire sul mondo, compresa la cura e protezione della natura e degli altri esseri viventi, siano animali o piante”.
 
Delle 20.137 donne che nel 2017 si sono rivolte a uno dei 78 centri antiviolenza della rete D. i. Re che hanno partecipato alla rilevazione statistica, il 56% ha subito delle violenze da parte del partner attuale, quasi il 20% da parte dell’ex partner e il 13% da familiari e amici. È la violenza psicologica quella più frequente (nel 73% dei casi) cui spesso sia associa una violenza di tipo fisico (62,1%) o ancor più devianti come la violenza sessuale (13,5%) e lo stalking (16,1%).
 
Hashtag ufficiali:
#4women4earth
#villaggioperlaterra19

Earth Day Italia
Earth Day Italia è l’organizzazione italiana dell’Earth Day Network di Washington che dal 1970 celebra la Giornata Mondiale della Terra delle Nazioni Unite nei 193 Paesi membri, arrivando a coinvolgere ogni anno oltre 1 miliardo di persone attraverso l’opera di 22 mila organizzazioni partner.
www.earthdayitalia.org
 
Il Villaggio per la Terra è il format ideato da Earth Day Italia e riconosciuto dal network internazionale come una delle migliori celebrazioni dell’Earth Day a livello globale.
Nel 2018 Il Villaggio si è articolato in ben 600 eventi arrivando a coinvolgere oltre 250 organizzazioni. Si è inoltre confermato l’evento di sensibilizzazione ambientale più significativo del nostro Paese con oltre 150mila visitatori e 170 milioni di contatti maturati attraverso i media.
www.villaggioperlaterra.it
 
D. i. Re Donne in Rete contro la Violenza
D. i. Re Donne in Rete contro la violenza è la più grande associazione italiana che si occupa di violenza contro le donne.
La rete D. i. Re riunisce attualmente 80 organizzazioni in 18 regioni dal Nord al Sud della penisola, che gestiscono oltre un centinaio di strutture diverse e collaborano con istituzioni e organizzazioni della società civile a livello locale e regionale.
Il lavoro dei centri antiviolenza riuniti nella rete si articola secondo due filoni principali: da un lato il supporto alle donne vittima di violenza, compresa l’accoglienza in case rifugio e alloggi sicuri, spesso insieme ai propri figli e figlie, l’assistenza psicologica e legale, l’accompagnamento nel reinserimento sociale anche attraverso il sostegno economico e lavorativo; dall’altro il lavoro di sensibilizzazione e formazione, advocacy e collaborazione istituzionale, volto a modificare il contesto socio-culturale che favorisce, legittima la violenza contro le donne e a contrastare la rivittimizzazione, nel corso dei processi, delle donne che denunciano.
www.direcontrolaviolenza.it

Al MAXXI LA COSCIENZA DELL’ARTE

Dai martedì 13 al 17 novembre al MAXXI ritorna il secondo incontro de LA COSCIENZA DELL’ARTE, dove le teorie della psicoanalisi si ritrovano nei temi sollevati dalle mostre del museo.

Accanto a questo, la seconda delle LEZIONI BORROMINIANE, la serie di lectio magistralis offerte da grandi architetti internazionali per celebrare Francesco Borromini a 350 anni dalla sua scomparsache vede protagonista Mario Botta (nella foto)

Continua a leggere

“Des gens qui dansent”

Foto Sergio Gilles Lacavalla

L’arte della danza contemporanea e modern di Silvia Ceccangeli

 Des gens qui dansent”, intitolava un suo spettacolo il maestro francese della nouvelle danse Jean-Claude Gallotta. Ognuno ha dentro di sé una danza. Basta accorgersene e darle la possibilità di uscire. Il danzatore ne è consapevole, ma ogni volta ha bisogno di ritrovarla. Chi non ha mai danzato può scoprirla. La danza è linguaggio. Coreografia, dal greco χορεία, choreia, danza, e graphè, grafia, scrittura, vuol dire scrivere con la danza: scrivere, in questo caso, una storia che sia personale espressione del nostro vissuto o dei nostri sogni, e metterla in scena.

Attraverso una serie di lezioni che, mediante l’uso delle tecniche del contemporaneo e della modern dance, pongano il corpo nella condizione di farsi mezzo comunicativo. A ogni lezione il corpo acquisisce una nuova frase, un periodo nuovo, per giungere al racconto completo. Una coreografia fatta della costruzione di quel movimento in grado di riconoscere e usare anche tutti gli strumenti vocali, recitativi e musicali indispensabili per acquisire un lessico il più completo possibile (non trascurando elementi di pilates per rendere il corpo maggiormente reattivo e flessibile). L’attore può trovare i suoi gesti, il danzatore la propria voce e inedite frasi fisiche, chi non ha mai danzato potrà stupirsi nel vedere, nel sentire, che sì, c’è danza dentro di sé. La musica avvolge e guida chiunque.

Silvia Ceccangeli, danzatrice, coreografa, insegnante di pilates e musicista, condurrà ogni allievo lungo questa strada. La coreografia finale che andrà in scena sarà l’unione di tutte le lezioni e un momento di teatro-danza per raccontare la ritrovata singolarità di ognuno come il proprio far fortemente parte di un corpo comune. Quello della bella “gente che danza”. Perché ognuno ha i suoi motivi per ballare. Allora: “Let’s dance”.

Riservato a danzatori, attori, registi e a chiunque abbia voglia di danzare.

 Lezioni settimanali. Ogni giovedì dalle ore 18.45 alle ore 20.00 presso Danza Nuova,
Via Francesco Caracciolo n. 12 (Roma) tel. 06456505669
mail info@danzanuova.it 

www.danzanuova.it

Inizio lezioni 8 novembre 2018.

Stage. Si terrà una domenica al mese in data da stabilire di volta in volta.

CHI E’ Silvia Ceccangeli.
Danzatrice, coreografa, musicista. Diploma presso il “C.I.D.” (Centro Internazionale Danza). Perfezionamento danza classica e contemporanea con studio della tecnica Graham nel “Centro di Danza Professionale” diretto da Elsa Piperno e Joseph Fontano. Frequenza il “Centro di Formazione di Danza” diretto da Renato Greco. Si specializza nel teatro-danza frequentando vari stage, sia in Italia sia all’estero, e soprattutto cominciando a lavorare direttamente in palcoscenico. Oggi danza per varie compagnie, nazionali e internazionali.

1Silvia Ceccangeli Foto Sergio Gilles Lacavalla
2Silvia Ceccangeli Foto Sergio Gilles Lacavalla
3Silvia Ceccangeli foto Sergio Gilles Lacavalla
4Silvia Ceccangeli foto Sergio Gilles Lacavalla
5Silvia Ceccangeli foto Sergio Gilles Lacavalla
6Silvia Ceccangeli foto Sergio Gilles Lacavalla

Apre il MACRO Asilo

press MACRO - via nizza

Ha riaperto il 30 settembre con una festa aperta a tutti il nuovo progetto del Macro Asilo, che ospiterà in via Nizza per 15 mesi, fino al 31 dicembre 2019 artisti e curatori, emergenti e affertamati che operano nell’ambito dell’arte contemporanea soprattutto italiana. Il nuovo dispositivo,ideato da Giorgio de Finis, trasformerà l’intero museo in un vero e proprio organismo vivente, “ospitale” e relazionale, che inviterà all’incontro e alla collaborazione persone, saperi e discipline in una logica di costante apertura e partecipazione della città e del pubblico.
 
L’idea stessa di istituzione museale in questo percorso punta a essere rinnovata con l’intento di tessere una relazione nuova e prolifica tra l’arte e la città. La sperimentazione, in tal senso, riguarda proprio il Museo di arte contemporanea della città e ne indaga la sua funzione civica di istituzione che opera nel tempo presente sulla produzione di sapere, senso e conoscenza, che attraverso l’arte si riesce a mettere a disposizione delle persone. Il Macro Asilo è il primo tassello del Polo del Contemporaneo e del Futuro che si configura come presenza complementare rispetto alle altre istituzioni come MAXXI e Galleria Nazionale, per mettere a disposizione di chi abita in città uno spettro ricco di punti di vista ed esperienze.

È da questa sfida che è partito il lavoro di de Finis, e in quanto struttura di Roma Capitale, ha la responsabilità sulla conservazione e valorizzazione della collezione del Museo nonché del suo Archivio e della Biblioteca.
E per fare ciò, si è partiti da un totale ripensamento degli spazi stessi, e il cui nuovo progetto di allestimento è arrivato dall’architetto Carmelo Baglivo.

Entrando nel Museo il pubblico si troverà di fronte a uno spazio profondamente diverso potendo attraversare in maniera libera e casuale tanti diversi ambienti tematici tra cui il salone dei forum, dove a parete verrà presentata con una grande quadreria una selezione delle opere della Collezione, una sorta di invito “visivo” a collaborare e stare insieme; al centro di questo salone, il “Tavolo dei tavoli” opera abitabile realizzata per l’occasione da Michelangelo Pistoletto.

Tra le nuove stanze anche quella dedicata a Rome (nome plurale di città), la stanza delle parole (dedicata al vocabolario del contemporaneo), quella di letturala stanza dei media e della radio, le stanze-atelier (quattro spazi gemelli progettati per gli artisti che realizzeranno un’opera all’interno del museo). Inoltre tre “ambienti” d’artista, stanze-opera che ospiteranno progetti partecipati, installazioni, performance, aggiungendo, nel corso del tempo, altri 50 ambienti a tema che si sommeranno a quelli già proposti dal museo.

Il Museo sarà aperto dal martedì alla domenica dalle 10 alle 20 e il sabato fino alle 22. La programmazione non prevederà quindi un tradizionale calendario di mostre, ma un palinsesto quotidiano di eventi, incontri, laboratori, installazioni, performances e più in generale ospiterà ogni altra forma e pratica che gli artisti, lavorando nel Museo, svilupperanno e sapranno quindi proporre ai visitatori.

Ogni giorno saranno previste proiezioni di video d’arte su un maxischermo appositamente allestito; incontri, “autoritratti”, convegni, presentazioni e rassegne nell’auditorium e nella sala cinema. È inoltre previsto un ciclo di lectio magistralis a cadenza settimanale, oltre ad una serie di eventi a carattere spettacolare che si terranno sul palco allestito nel foyer, che ospiterà in particolare il sabato sera, musica, danza e teatro. 

Tra gli artisti presenti in calendario nei primi mesi di attività figurano: Michelangelo Pistoletto, Daniel Buren, Dora Garcia, Krysztof Bednarski, Pietro Gilardi, Alberto Garutti, Marzia Migliora, Liliana Moro, Pablo Echaurren, Gianni Pettena, Melania Mazzucco, Elina Chauvet, Wim Wenders, Alfredo Pirri, Gianni Asdrubali, Giovanni Albanese, Gianfranco Notargiacomo, Ria Lussi, Piero Mottola, Giuseppe Stampone, Fabrizio Crisafulli, il collettivo Stalker.

Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì e domenica dalle ore 10 alle 20. Sabato dalle 10 alle 22.
Ingresso libero

BetweenWorlds: parte la 33° edizione di Romaeuropa Festival

press RomaEuropaFest

Si svolge dal 19 Settembre al 25 Novembre la trentatreesima edizione del Romaeuropa Festival. La nuova edizione si apre all’insegna dell’incontro tra due continenti con la prima italiana di Kirina, lo spettacolo firmato dal coreografo burkinabé Serge-Aimé Coulibaly, la cantate maliana, icona della musica mondiale, Rokia Traoré e lo studioso e scrittore Felwine Sarr al Teatro Argentina, e sempre all’Argentina si continua con #minaret fino al 30 settembre.

«Tutto si muove, cambia e si sposta attorno a noi – racconta Omar Rajeh – e possiamo sentire il tumulto creato dai conflitti non solo umani e sociali, ma anche religiosi e politici. Siamo testimoni di un malato plauso dell’estremismo, oscurantismo e fanatismo.

Il coreografo e danzatore libanese Omar Rajeh, fondatore della compagnia Maqamat Dance (Beirut, 2002) con #minaret dà vita a un atto di resistenza contro la demolizione di una delle città più antiche del mondo attraverso una coreografia per droni, danzatori e musicisti  Un incontro tra coreografia, arti visive e musica eseguita dal vivo e ispirata all’eredità sonora di Aleppo. Un’unione in grado di trasportarci nel cuore della città e di farci riflettere sul nostro ruolo e sulla nostra posizione rispetto a questo terribile atto di distruzione [nella foto].

 27 i luoghi del festival che ospiteranno 68 progetti per 168 repliche oltre a mostre, installazioni, convegni e percorsi di formazione; circa 55.000 posti di spettacolo in vendita, 38 prime nazionali e 29 programmi internazionali, 10 coproduzioni, per un’edizione che supera i confini europei aprendosi sempre più al mondo intero e ai nuovi sguardi capaci di raccontarlo e interpretarlo.

Più di 60 le compagnie, di cui 40 per la prima volta al Festival, provenienti da 24 nazionalità differenti, oltre ai vari ensemble, per un totale di 311 artisti coinvolti con i loro suoni, con le loro visioni di mondi utopici e immaginari o con le loro storie reali che fanno i conti con le grandi trasformazioni e con le grandi contraddizioni della contemporaneità.

Il festival prosegue articolato nei tre percorsi STORIEVISIONI eSUONI e nelle sezioni DIGITALIVE a cura di Federica PattiANNI LUCE a cura di Maura TeofiliDANCING DAYS a cura di Francesca ManicaREf KIDS a cura di Stefania Lo Giudice e nelle attività di incontri e workshop di COMMUNITY a cura di Lara MastrantonioMassimo Pasquini e Matteo Antonaci.

Il 25 e 26 settembre il Teatro Argentina ospita il secondo capitolo di OCD Love. Chi ha visto il primo ricorderà quel sensuale amalgama di musica e danza creato da Sharon Eyal, coreografa associata alla Batsheva Dance Company. Con lei, riuniti sotto il nome L-E-V (cuore, in ebraico), Gai Behar animatore della vita notturna di Tel Aviv e il musicista, padre dei techno rave israeliani, Ori Lichtik. Uno spettacolo bellissimo, emozionante, che tocca le corde più profonde e i sentimenti più nascosti.  
Oggi la compagnia torna in scena con Love Chapter II, nuovo exploit sul tema dell’amore articolato come danza potente ed espressiva, capace contemporaneamente di trasmettere un’energia dirompente e di fondere con eleganza musica elettronica, rigore coreografico e venature glamour. Una pièce sul rapporto amoroso che, tra dolcezza e violenza, pulsa come un cuore avvolto di tenebra e frammentato in pezzi d’amore ma ancora in grado di mostrare, durante l’esplosione, tutta la sua luminosità.

Arrivano al Festival con le loro storie dal mondo il libanese Omar Rajeh con la sua compagnia Maqamat, la cinese Wen Hui, lo svizzero Milo Rau, le argentine Lola Arias e Cecilia Bengolea, quest’ultima in coppia con il francese François ChaignaudLa Mama di New York con la compagnia Motus. Al loro fianco altri grandi nomi della creazione internazionale come Peter BrookHofesh ShechterIvo Van HoveMario MartoneMimmo Cuticchio con Virgilio SieniDaria Deflorian e Antonio Tagliarini,Tim Etchells con Ant Hampton (per una collaborazione con Short Theatre) e i coup de coer più recenti del festival come gli israeliani Sharon EyalGaiBehar e la loro L-E-V.

Particolarmente ricco è il cast internazionale degli artisti ospitati all’Auditorium Parco della Musica in collaborazione con la Fondazione Musica per Roma: la musicista maliana Oumou Sangaré, il duo catalano Agrupación Señor Serrano, la francese di origini vietnamite Caroline Guiela Nguyen, i francesi Tsirihaka Harrivel & Vimala Pons, il direttore tedesco Peter Rundel che dirigerà The Yellow Sharkdi Frank Zappa, i musicisti statunitensi Fay Victor e Marc Ribot con Daniele Del Monaco, Cristina Zavalloni che interpreterà le composizioni originali didieci diversi autori, Office for a Human Theater con Filippo Andreatta, Luigi de Angelis dii Fanny & Alexander con Marco Cavalcoli e, per il Gran Finale che chiuderà il festival, l’artista visivo e compositore giapponese RyojiIkedaFranco D’Andrea Octet, la star del Benin Angélique Kidjo e l’artista britannico Matthew Herbert in una serata che occuperà tutte le sale dell’Auditorium.

Sempre al Parco della Musica, in coproduzione con l’Accademia Nazionale di Santa Cecilia, si svolgerà la prima esecuzione italiana del concerto di John Adams.

Protagonisti al fianco degli interpreti internazionali gli ensemble e le orchestre: Orchestra e Coro dell’Accademia Nazionale di Santa Cecilia,Ensemble Giorgio Bernasconi dell’Accademia Teatro alla Scalai Solisti dell’Ensemble InterContemporain, il Parco della Musica Contemporanea Ensemble,Solisten ensemble Kaleidoskop,Eklekto Ensemble.

Lo splendido salone di Pietro da Cortona di Palazzo Barberini sarà aperto per la performance della compagnia italiana Anagoor che (oltre al suo ultimo spettacolo) presenterà una performance musicale nata in collaborazione con l’Accademia D’Arcadia e in corealizzazione con Barberini Corsini Gallerie Nazionali. 
Negli spazi storici della capitale, anche la compositrice Lucia Ronchetti, per una collaborazione con il Teatro dell’Opera di Roma, in scena nell’Aula Ottagona delle Terme di Diocleziano.
Il Palazzo Falconieri dell’Accademia d’Ungheria in Roma ospiterà il compositore Dániel Dobri, l’Istituto Svizzero sarà cornice dell’installazione in realtà virtuale di Gilles Jobin, mentre all’Accademia di Francia – Villa Medici si svolgerà la performance del’iraniano Ali Moini.
Spazio alla multimedialità nella Sala Santa Rita con le installazioni site-specific di NONE Collective e Robert Henke, e alla musica contemporanea al MAXXI con il progetto MaxxiMusic che vedrà protagonisti Tempo Reale, Fabrizio Ottaviucci ed Edison Studio.

Per Digitalive, illustrano le possibilità creative delle tecnologie Marco Donnarumma e Margherita PevereQuiet EnsembleKamiliaKardfuse*oltre a dj e compositori emergenti come Caterina BarbieriAndrea Familari con Demetrio CastellucciPolisonum e altri artisti, mentre la collaborazione con Spring Attitude sarà l’occasione per esplorare le nuove tendenze musicali nella serata Digital Attitude.

Sempre il Mattatoio si fa spazio dedicato ai bambini e alle famiglie con la programmazione di REf Kids, vero e proprio festival nel festival con la sua intensa programmazione di spettacoli (tra gli artisti presenti: Clédat & Petit pierreOndadurto TeatroTeatro delle BricioleUnterwasserJacques TellitocciOorkaanTheâtre des Tarabates, Letizia Renzini), momenti ludici (come quelli creati dalle istallazioni o dalle performance di Guixot De 8Officine K e Dynamis) e numerosi talk e laboratori nati grazie alla collaborazione di RAI Porte AperteRai Radio KidsFamiglia punto zero e Doppio Ristretto, la libreria itinerante Ottimomassimo, la realtà dedicata alle mamme Pachamamma e S.C.O.S.S

Trailer del festival: https://www.youtube.com/watch?v=syDEg9jU7TM

Programma del fetival: 

https://romaeuropa.net/festival-2018/

“Padre” di Giada Colagrande al Nuovo Cinema Aquila

OR

Cosa succede ai nostri sentimenti quando scompare una persona cara? Come ci rapportiamo con essi?

E’ ciò che si chiede Giada Colagrande, regista del film “Padre”, racconto sull’elaborazione del lutto dopo la scomparsa del genitore che la protagonista supera grazie alla musica – il padre era un compositore – e all’amore delle persone vicine – c’è un Willem Dafoe accanto a lei – lasciando libera alla fine l’anima del padre– un Battiato inedito, un dolce fantasma che suona il piano, rievocato da immagini d’annata dove canta e balla con i dervisci e si perde nel deserto.

Racconto intimo e quasi liberatorio, nato da un sogno e quasi autobiografico, sussurrato e quasi nascosto, spirituale e quasi viscerale.

Presentato il 13 settembre ed in programma fino al 18 settembre al Nuovo Cinema Aquila a Roma il film, pur essendo una produzione “low budget”, ha un cast d’eccezione: Franco Battiato, che interpreta il padre, Marina Abramovic che fa la madre, sempre lontana e presente solo in videochiamata, e poi c’è Willem Dafoe, amico della protagonista nel film, nonché marito della regista nella vita.

“Ho sognato Franco nelle vesti di mio padre, proprio come lo avete visto nel film – ha spiegato la regista – così come Marina Abramovic – e pur essendo lontani dalle personalità dei miei veri genitori, io li ho immaginati così. Loro sono persone a me care – ha continuato – sono amici da anni, con i quali ho condiviso momenti, pensieri, percorsi… Alla mia proposta entrambi sono stati ben lieti di partecipare. E poi, Willem, che ha creduto sin da subito a questo mio progetto e ha voluto far parte di questa piccola produzione, dove da grande artista quale è lui, oltre a recitare si è ritrovato anche a preparare il pranzo per lo staff o ad aiutarmi a preparare la scena”.

Dafoe, in splendida forma e vincitore dell’Orso d’Oro e della Coppa Volpi 2018 per la sua ultima interpretazione del genio Van Gogh, insieme alla moglie ha salutato calorosamente il pubblico rispondendo e, un po’ timidamente, accennado in un italiano quasi perfetto, introdotto dal regista Mimmo Calopresti che ha presentato la pellicola.

Produzione coraggiosa, hanno aggiunto, ma arte significa osare, significa andare oltre, significa scavare dentro e reinventarla per portarla fuori.

SHORT THEATRE 2018: PROVOCARE REALTÀ

Foto di Angelo Maggio (GDG press)

“Provocare Realtà” è il titolo della XIII edizione dello Short Theatre 2018, in scena dal 6 al 15 settembre in vari luoghi simbolo delle arti performative romane come La Pelanda, il Teatro Argentina, il Teatro India, e quest’anno anche le Biblioteche di Roma.

Più che un tema definito una chiave di lettura con la quale invitare il pubblico a leggere tra le righe del programma, ritrovandone le tematiche e le sfumature di senso. “Provocare realtà” esprime la rinnovata volontà del festival di accogliere al suo interno percorsi artistici che sappiano interrogare il reale e il suo racconto, osservandone i meccanismi, mettendone in discussione le rappresentazioni, ponendo l’accento sulla capacità che i linguaggi del contemporaneo hanno nel generare delle “nuove oggettività”.

Modificare la realtà attraverso la scena, riscrivere la narrazione del futuro, rivedere la relazione con gli spazi urbani, riflettere sul corpo e sulle sue implicazioni politiche e sociali sono le traiettorie principali attraverso le quali si può provare a rispondere a queste domande.

Con 6 prime assolute, 9 prime nazionali, 2 produzioni originali, 4 co-produzioni, 2 progetti in residenza, 9 laboratori e 2 progetti site-specific, le creazioni di 55 fra artisti, gruppi e compagnie nazionali e internazionali con oltre 250 artisti presenti per un totale di 120 appuntamenti e uno spazio, decisamente ampio, dedicato alla formazione. Un programma multidisciplinare che spazia dal teatro alla danza, dalla performance alle installazioni audio-video, dai concerti ai dj set e che si apre a progetti “fuori formato”, dispositivi multimediali, incontri, workshop e alcune importanti novità come il focus Panorama Roma, la programmazione musicale di Controra e la sezione Tempo Libero dedicata ai laboratori e ai percorsi formativi. 

Fra gli appuntamenti principali di questa edizione, l’anteprima il 5 settembre al Teatro India con Tiago Rodrigues che presenta in prima assoluta l’esito finale dell’École des maitres 2018 e, nei 2 giorni successivi, 6 e 7 settembre alla Pelanda in prima nazionale, Antonio e Cleopatra, spettacolo che ha segnato l’edizione 2016 del Festival d’Avignone.

Doppia replica anche per Gala di Jérôme Bel in prima nazionale il 9 e 10 settembre al Teatro Argentina: dopo aver coinvolto nei 2 precedenti spettacoli i disabili mentali e il pubblico comune, il coreografo francese torna a sovvertire le gerarchie costruendo uno spettacolo di danza che coinvolge chi normalmente è escluso dal dispositivo dello spettacolo dal vivo istituzionalizzato, ovvero dilettanti e corpi non conformi. 

La collaborazione di Short Theatre con la Francia in scena prosegue con un’altra prima nazionale: il 15 settembre alla Pelanda la coreografa, danzatrice e ricercatrice di origini brasiliane Ana Pi con Letour du monde des dans es urbaines en dix villes accompagna il pubblico attraverso 10 città del mondo in una conferenza-spettacolo concepita con Cecilia Bengolea e François Chaignaud, rivolta a un pubblico di adulti e bambini a partire dagli 8 anni, che ripercorre i diversi stili di danza urbana, mettendo in relazione la costruzione dei corpi e delle identità urbane con i movimenti politici e le lotte sociali.

In co-realizzazione con Romaeuropa è invece The Quiet Volume, la performance, che unisce ascolto e letteratura, di Ant Hampton e Tim Etchells (fondatore della compagnia Forced Entertainment) che il 13 settembre, per essere poi ripresa dal 20 al 29 settembre al Romaeuropa Festival 2018, sarà ospitata in alcune biblioteche romane: al centro della performance riservata a 2 spettatori per volta, la lettura come gesto intimo e quotidiano. Fra arti visive, performance e letteratura si muove anche la belga Sarah Vanhee, rivelazione delle ultime edizioni del Kunsten festival des arts di Bruxelles.

In Oblivion, in prima nazionale il 14 e 15 settembre alla Pelanda, la Vanhee mette in scena una sorta di “negativo” della propria vita privata e professionale, attraverso l’archiviazione dei rifiuti che l’artista stessa ha conservato per un anno. Questo tentativo di riscrivere la realtà investe anche i drammi attuali come nel caso di The Art of a Culture of Hope, progetto ad ampio respiro del duo Jessica Huber e James Leadbitter (The Vacuum Cleaner), che intende rigenerare gli immaginari del futuro.In collaborazione con Baobab Experience, i 2 artisti svolgeranno un laboratorio con un gruppo di richiedenti asilonel tentativo di scrivere una nuova narrazione rispetto a una questione dominata oggi da paura e rassegnazione. L’esito verrà presentato l’11 settembre alla Pelanda in prima nazionale.

Frutto di una residenza artistica e produzione originale di Short Theatre sono i 2 progetti presentati in prima assoluta il 13 e 14 settembre alla Pelanda da Bogdan Georgescu e Mihaela Michailov, 2 autori rumeni selezionati nell’ambito di Fabula Mundi – Play writing Europe: il primo lavora sull’influenza che i media italiani hanno esercitato nell’immaginario dei cittadini rumeni, mentre la Michailov si concentra sulle testimonianze di alcune donne rumene che vivono a Roma.

Prima assoluta è anche Combattimento, la nuova creazione dei Muta Imago che debutta il 13 e 14 settembre alla Pelanda: esplorazione dei concetti di amore e desiderio ispirata dalla musica di Monteverdi e sviluppata attraverso il filtro del corteggiamento nel mondo animale.Ancora alla Pelanda e sempre in prima assoluta, dall’11 al 15 settembre si potrà assistere a Leave The Kids Alone, installazione/performance dedicata al delicato tema del bullismo firmata da Vico Quarto Mazzini, compagnia vincitrice del bando diPAV, Short Theatre e Teatro i nell’ambito di Fabulamundi – Playwriting Europe.

Proseguendo fra prime assolute e prime nazionali, l’installazione Little Fun Palace della compagnia OHT, in residenza a Short così come Bad Peace, artefici di un concerto e di un progetto radiofonico fuori formato ispirato al “bed in” di John Lennon e Yoko Ono;la performance In between of whatis no longer and what is not yet dello spagnolo Juan Dominguez; e quella di Claudio Stellato, 7, frutto del progetto di cooperazione europea SOURCE che vede coinvolti iil Théâtre National di Bruxelles, il Festival di Avignone e il Trafo di Budapest;e i progetti site specific che raccontano gli spazi urbani (L’uomo che cammina di DOM, una produzione di PAV nell’ambito dell’Estate Romana, e The End del collettivo milanese Strasse), fino ad arrivare all’opera di live expanded cinema Sanctuary di Carlos Casas, alla Pelanda in prima nazionale il 12 e 13 settembre. Artista visivo e filmaker spagnolo, Casas conduce lo spettatore in un viaggio onirico che segue attraverso le immagini e il suono – curato da uno dei più grandi sound designer e sound recorder internazionali Chris Watson – il destino di un gruppo di elefanti.

A completare il quadro di una programmazione così densa, le creazioni fra danza, teatro e performance di alcune delle realtà più importanti del panorama italiano come Annamaria Ajmone e Alberto Ricca Bienoise (To Be Banned from Rome), Babilonia Teatri (Calcinculo), Claudia Castellucci e Chiara Guidi (Il regno profondo. Perché sei qui?), Claudia Catarzi (A Set of Timings), Filippo Michelangelo Ceredi (BetweenMe and P.), Fortebraccio Teatro (Sei. E dunque perché si fa meraviglia di noi?), Jacopo Jenna (If, If, If, Then), Sotterraneo (Overload).

Fra le novità di questa edizione, le sessioni di lavoro di Panorama Roma. Nell’ottica di un consolidamento del dialogo fra i protagonisti della scena romana, artisti e autori come Alessandra Di Lernia, Federica Santoro, Giorgina Pi, Industria Indipendente,Artisti Innocenti, Timpano/Frosini, Salvo Lombardo, Dynamis si confrontano sulle rispettive ricerche a partire dai materiali di lavoro delle loro nuove creazioni.

Infine, si svolgeranno al Teatro India i laboratori di Giorgia Ohanesian Nardin, Hugo Sanchez, Teatro e Critica, Da.Re, Modulo Arti – Master in studi di genere dell’Università di Roma3 e Dominio Pubblico Summer Moving 2018, a ribadire l’importanza della formazione nel complesso ambito dei linguaggi del contemporaneo.

Short Theatre 2018 è ideato e organizzato da AREA06 con la direzione artistica di Fabrizio Arcuri, la direzione generale e co-curatela di Francesca Corona, è realizzato con il sostegno di MiBAC e Regione Lazio, con il patrocinio di Roma Capitale ed è promosso da Roma Capitale – Assessorato alla Crescita culturale – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e Azienda Speciale Palaexpo.Si svolge in collaborazione con il Teatro di Roma – Teatro Nazionalee con il supporto di InstitutFrançais Italia, Istituto Svizzero Roma, Accademia di Spagna Roma, Istituto Cervantes Roma, Instituto Camões, Accademia di Romania, Istituto Confucio dell’Università Sapienza di Roma.

 GLI ARTISTI

ANA PI/CECILIA BENGOLEA/FRANCOIS CHAIGNAUDANNAMARIA AJMONE/ALBERTO RICCA_BIENOISE• ANT HAMPTON/TIM ETCHELLS• BABILONIA TEATRI • BAD PEACE/FANFULLA 5a• BOGDAN GEORGESCU • CARLOS CASAS • CLAUDIA CASTELLUCCI/CHIARA GUIDI• CLAUDIA CATARZI• CLAUDIO STELLATO • DOM-• ÉCOLE DES MAITRES• FILIPPO MICHELANGELO CEREDIFORTEBRACCIO TEATRO• GEGEN• GIORGIA OHANESIAN NARDIN • JACOPO JENNA• JEROME BEL JESSICA HUBER&JAMES LEADBITTER JING • JUAN DOMINGUEZ• LADY MARU/ST.ROBOT MARKUS ÖHRN• MIHAELA MICHAILOV • MUTA IMAGONINOS DU BRASIL • OHTOONA DOHERTY• PANORAMAROMATEATRO DELLE ALBE•  SARAH VANHEESOTTERANEODEBONAIR • STRASSE• TIAGO RODRIGUES • TROPICANTESIMOUBI BROKI/INDUSTRIA INDIPENDENTEVICOQUARTOMAZZINI • WINTER FAMILY

I LUOGHI
La Pelanda – Mattatoio di Roma, Piazza Orazio Giustiniani 4
Teatro India, Lungotevere Vittorio Gassman, 1
Teatro Argentina, Largo di Torre Argentina, 52

Biblioteche di Roma:
Biblioteca Renato Nicolini, Via Marino Mazzacurati, 76
Biblioteca Biblioteca Enzo Tortora, Via Nicola Zabaglia, 27/b

IL PROGRAMMA

www.shorttheatre.org

Facebook: shorttheatre // Instagram: shortheatre