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B. Capatti e O. Monaco, Vi presento Klimt

Vi presento Klimt

Vi presento KlimtPensate ai seni diafani e alle capigliature elaborate delle protagoniste dei quadri di Klimt e poi immaginate un gatto bianco e nero camminarci sopra con fare indolente. Lo vedete accovacciarsi sui capelli rossi di Danae imitando la sua morbidezza e cedendo allo stesso sonno?

Chissà quante volte sarà accaduto, visto che Klimt adorava circondarsi dei felini casalinghi che un suo predecessore, Leonardo, definì un capolavoro; quindi chi meglio di un gatto poteva raccontare la storia dell’artista austriaco?
Ne Vi presento Klimt, edito da ARKA, Bérénice Capatti fa parlare il primo gatto di uno dei fautori della Secessione Viennese. Seguire il fedele amico dell’artista sui colori della tavolozza diventa facile per il giovane lettore. Il micio gironzola tra le rose del giardino e si struscia alle gambe delle modelle, segue con lo sguardo tutto quello che fa il suo padrone e lo racconta saltando tra le illustrazioni di Octavia Monaco.
Bérénice Capatti, scrittrice ed esperta d’arte, non poteva trovare un interlocutore migliore di un gatto per raccontare ai bambini la storia di un grande artista. Il linguaggio è intimo, proprio come quando si parla di un amico speciale. Klimt, da personaggio eccezionale per la sua capacità di fare arte e di amare la bellezza, diventa familiare nel racconto che punta sugli aspetti semplici della vita dell’artista come la passione per le rose e i gatti.
Il micio presenta un artista che riesce a colpire facilmente l’immaginario, la sua delicatezza si dispiega nell’oro raccogliendo gli archetipi dell’arte antica e superando al contempo le convezioni artistiche dell’epoca. Il suo percorso è sicuramente complesso da spiegare a un bambino, ma se è un gatto a commentare lo stupore di fronte ai mosaici delle chiese di Ravenna mentre le sue zampe sbucano dagli abiti senza costrizioni di Emilie Flöge, compagna e musa di Klimt, il passaggio dall’antico verso il moderno dell’artista risulta di facile lettura.
Ovviamente l’arte si spiega meglio con le immagini. In questo libro il racconto si dipana tra disegni originali che si aprono allo stile klimtiano e creano un mondo fantastico legato all’immaginario di quadri famosi come Giuditta e Il bacio. Le illustrazioni di Vi presento Klimt fanno sì che il valore didascalico sia superato; il libro è un vero omaggio all’opera dell’artista.

Dopo le presentazioni dell’amico a quattro zampe, sarà d’obbligo rendere omaggio diretto e far visita alle figure erotiche dei preziosi oli che diventano ieratiche grazie alle geometrie di ispirazione bizantina stigmatizzate nell’Art Nouveau.
Nel 2012 si festeggiano i 150 anni dalla nascita dell’artista; Milano gli ha reso omaggio con la mostra Gustav Klimt. Disegni intorno al fregio di Beethoven, che è stata ospite fino al 6 maggio presso lo Spazio Oberdan. Fino all’8 luglio c’è ancora modo di visitare Gustav Klimt nel segno di Hoffmann. Il Museo Correr di Venezia, città che accolse l’artista in occasione della Biennale del 1910, in questa mostra presta più attenzione al carattere forte e di frattura della pittura di Klimt.
Roma custodisce Le tre età; nel giardino della Galleria Nazionale di Arte Moderna ci sarà magari qualche gatto sornione che potrebbe farci da cicerone tra l’esposizione ricca della GNAM e condurci fino alla Sala 6. Lì il corpo della donna spiega il tempo, la frattura ideologica della Secessione perde ogni polemica placandosi nella bellezza e nella delicatezza affiancate armonicamente all’asprezza della carne disperatamente grigia.
Le donne trasformate in pietre preziose e incastonate nell’oro sono i simboli magici della pittura di Klimt che spiegata da un gatto ci sembra anche divertente.

Bérénice Capatti e Octavia Monaco, Vi presento Klimt, Edizioni ARKA, pag. 32, €15

Rossana Calbi

 

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