Oro Pro Vobbìs al Teatro Tordinona

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[TEATRO]

Oro Pro Vobbìs1ROMA- Dopo il successo di Napoli, al Teatro Tordinona di Roma è andato in scena Oro Pro Vobbìs, uno spettacolo della regista Iolanda Salvato, che trae ispirazione da Piccolo delirio manicomiale del commediografo, nonché attore e regista Annibale Ruccello, morto nel 1986.

Gli anni ’80 fanno da sfondo alla storia che, prendendo spunto dall’opera di Ruccello, vede Assia Favillo interpretare Carmela, una donna rinchiusa in un manicomio gestito da suore.
Un po’ manicomio un po’ convento, quel luogo diventa il palco su cui Carmela racconta la sua storia, intervallata dalla comparsa di due suore (Antonio Atte e Vincenzo Catapano) che all’occasione diventano complici dell’instabilità mentale della donna.
La povera Carmela si trova rinchiusa in manicomio a causa dello choc subito in seguito ad un aborto a cui è stata costretta da sua madre, una donna prepotentemente ossessiva nei suoi confronti, e la protagonista si rivolge al pubblico come se si trovasse al centro di un’intervista: Carmela pensa di incarnare la Vergine Maria e tutte le sue pene di madre.Oro Pro Vobbìs3

Il pubblico si è trovato di fronte ad uno spettacolo surreale e particolarmente divertente, poiché la triste storia di Carmela viene raccontata attraverso dialoghi e monologhi ben farciti con una dose equilibrata di comicità e dramma allo stesso tempo, soprattutto quando l’immedesimazione con la Madonna diventa più acuta: entrambe hanno sacrificato il proprio figlio e sono portatrici di verità in bilico tra la realtà e l’illusione. A tal proposito il termine “oro” inserito nel titolo si propone “sia come luce interiore che come preghiera”, come afferma l’attrice, la quale ha ottenuto, meritatamente, gli applausi del pubblico romano durante il corso della sua performance.
In alcuni momenti lo spettacolo ha offerto momenti intensi di riflessione su una particolare condizione umana, la pazzia, la quale si nutre di luoghi e situazioni che ancora fino agli anni ’80, poco dopo l’introduzione della nota Legge Basaglia, venivano confinati entro pareti di cemento e private del confronto con il mondo esterno che continua a vivere.
Così, a metà tra dramma e situazioni surreali tipiche dell’instabilità mentale, il pubblico si è divertito, soprattutto nei momenti in cui Carmela interagisce con le suore che vanno a farle visita nella sua stanza dove pullula di fotografie di personaggi noti, mentre canzoni del passato cantate a squarciagola e supportate dalla coreografia delle due suore, la fanno sembrare una diva all’apice del suo successo.

Eva Di Tullio

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