Skip to main content

J. e W. Grimm – illustrazioni di L. Mattotti, Hänsel e Gretel

hanselegretel2

hanselegretel2Hänsel e Gretel è una delle poche favole dei fratelli Grimm con un lieto fine. Alla fine i due fratellini tornano a casa dal genitore, e la strega brutta e cattiva muore. Ma allora perché Lorenzo Mattotti, per l’edizione della favola edita da Orecchio Acerbo, ha usato il solo nero per raccontare questa favola?

Le tavole a doppia pagina sono buie, come se non ci fosse nessuna via d’uscita. Il nero invade tutto e il poco bianco che separa i tratti non è luce, ma spazio per altra ombra.
L’antica favola che i fratelli Grimm hanno raccolto dalla tradizione nordica medioevale è sicuramente molto oscura: un padre che abbandona i propri figli è qualcosa che fa inorridire la sensibilità occidentale contemporanea, ma, in un periodo di carestie, l’abbandono dei bambini era una pratica usata anche qui nella civile Europa. La fame abbrutisce chiunque, e i sentimenti hanno spazio e vita solo quando la società è satolla.

Quello che il disegnatore Mattotti, vincitore con questo lavoro del premio Andersen edizione 2009, evidenzia e hanselegretelsublima è la foresta. Una foresta nera che si carica di incubi e paure ancestrali: l’abbandono, il cannibalismo, la fame. Con il solo nero Mattotti riesce a rappresentare la ricerca che lo storico medioevale Le Goff ha realizzato sull’idea della foresta. Sembra che Mattotti abbia vissuto, esplorato e sentito la paura della selva oscura e, nonostante sia maestro nel colore, rinuncia a questo dando vita a un disegno che non ha particolari e linee decise, e nella confusione spiega le ansie e l’angoscia dei bambini che ascoltano le conversazioni dei genitori mentre decidono che li avrebbero abbandonati a un destino senza via d’uscita.

La foresta è […] piena di minacce, di pericoli immaginari o reali. È l’orizzonte inquietante del mondo medievale. Esso lo accerchia, lo isola, lo stringe. […] dalla sua opacità temibile sorgono d’improvviso lupi affamati, briganti, cavalieri, predoni” * e, nelle favole, streghe che vivono nella case con i vetri fatti di zucchero trasparente e i tetti di focaccia.
Mattotti spiega benissimo nelle sue tavole quest’ansia e rende, grazie ai suoi lavori, una dimostrazione del senso di angoscia, che caratterizza ancora di più nelle mostre in cui presenta le sue tavole. Al Comicon di Salerno, primo evento dedicato al fumetto nella città campana, svoltosi dall’8 all’11 ottobre 2011, le tavole di Mattotti sono state hanselegretel1presentate assieme alla stia in cui era rinchiusa la sagoma di Hänsel. Sulle pareti: la storia dei due ragazzini costretti alla fame, all’inganno e all’omicidio per sopravvivere, si carica ancora di più di quell’ansia che si incastra con la piccola figura rinchiusa nella stia. Lo scopo di Mattotti non è tanto spiegare e raccontare la favola per immagini, ma creare una sensazione e ci riesce sia in ambito espositivo, le tavole sono fortissime dal vivo, e anche quando il buio dei suoi disegni guida la lettura della favola nella bella e curata edizione di Orecchio Acerbo.
“Camminarono tutta la notte e tutto il giorno seguente, dalla mattina alla sera, senza poter uscire dalla foresta.” Si legge sul retro della copertina, ed è questa sensazione che accompagna sempre il lettore, ma almeno questa volta, il lieto fine c’è.

*(J. Le Goff, La civiltà dell’Occidente medievale, pp. 147 – 149)

Jacob e Wilhelm Grimm, Hänsel e Gretel, Orecchio Acerbo, pag. 48, € 20

Rossana Calbi

Hansel e Gretel, J. e W. Grimm, letteratura, Lorenzo Mattotti, martelive, martemagazine, Recensioni, Rossana Calbi

Lascia un commento