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Sguardi S-Velati 2011

Immagine rassegna RCS

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Taddrarite – Pipistrelli

 

pipistrelliL’apertura con Taddrarite – Pipistrelli, scritto e diretto da Luana Rondinelli, ha confermato che il lavoro di selezione a cura di Ambra Postiglione e Annalisa Siciliano è di ottimo livello.
La Sicilia come paesaggio interiore. Tre sorelle vegliano per una notte intera il defunto marito di una delle tre, Maria, la minore. La tradizione vuole che la porta e le finestre della casa restino aperte per permettere all’anima di uscire e la vedova pare molto preoccupata a che ciò accada. Sul palco la bara in posizione centrale e le tre protagoniste vestite di quel “lutto di sempre” si fanno portavoce di una drammaticità subito sviata. Franca mostra dalle prime battute un’insofferenza al rosario iniziando a parlare con ironia e irriverenza di sé, del suo uomo, della figlia Giacomina. La preghiera si slabbra in una serie di riflessioni in cui le sorelle parlano dei loro drammi quotidiani, scoprendo tra comicità, sarcasmo e momenti profondi la dura realtà familiare celata dietro la porta di casa. Tutte nascondono storie di sofferenze ingoiate in silenzio e vivendo il dolore al buio come taddrarite, pipistrelli.

Rosa è la prima a svelare il lato oscura della sua vita, un marito violento che le imponeva come se non bastasse l’umiliazione di portarsi l’amante in casa. Botte e lividi erano all’ordine del giorno, ma tutto era nascosto da sorrisi grotteschi di fronte alle domande insinuanti della gente, per conservare una facciata di famiglia per bene. Anche Maria ha molto da rivelare sul suo Carmelo, uomo dall’istinto sessuale violento e perverso. Franca sembrerebbe la più sfacciata delle tre, la meno sottomessa alla dittatura del “cosa direbbe la gente” eppure anche lei svela che prima del divorzio ha dovuto sopportare le botte e i lividi, e le bugie per coprire la delusione di un amore andato in malora. Quell’amore al quale nessuna delle tre ormai crede più. E c’è spazio per un finale sorprendente, in cui Maria rivela tutto il coraggio che una donna può essere in grado di raccogliere nella disperazione più nera. Quell’ultimo dolce – avvelenato-  donato al marito è un regalo fatto alla sua libertà.
Il dialetto siciliano, scelta felicissima, dona una vitalità speciale al testo. Le tre giovani attrici Luana Rondinell, Adriana Parrinello e Claudia Gusmano hanno dato sfoggio di una capacità interpretativa notevole, passando dal faceto al tragico senza inciampare mai, tanto da farci rimpiangere la brevità dello spettacolo.

Francesca Paolini

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