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Pelle d’oca per il Mostly Mozart Festival

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[MUSICA]

mozart_2NEW YORK- “Erano anni che aspettavo una chiusura come questa”,  dice il signore sulla settantina seduto al mio fianco. Gli faccio eco “E’ da quando vivo a New York che speravo di poter assistere nella stessa serata alla Sinfonia No.8 di Shubert e al Requiem di Mozart. Un sogno!”. E lui “non ci poteva essere conclusione migliore per questo Festival”.

Aveva proprio ragione il mio canuto compagno di fila. Il concerto di venerdì 2 settembre è stato l’epilogo perfetto per la 45esima edizione del Mostly Mozart Festival tenutosi dal 2 al 27 agosto presso la Avery Fisher Hall del Lincoln Center.
A dir il vero, una conclusione anticipata al 26 a causa del sopraggiungere dell’uragano Irene che ha indotto la direzione alla cancellazione del concerto di sabato 27 agosto. Un finale da sogno, con il maestro Louis Langrée alla direzione dell’Orchestra Filarmonica di New York. Un’ esecuzione ai limiti della perfezione.
Nella sala della Avery Fisher Hall che, forse anche per la cancellazione del concerto di sabato, ha registrato il tutto esaurito, regnava un silenzio tombale mentre l’orchestra eseguiva due dei più bei capolavori mai composti da Schubert e Mozart.

L’apertura è stata affidata ad un ensamble ristretto della Filarmonica, composta per lo più da archi e fiati che hanno eseguito “In memoriam Dylan Thomas” di Stravinsky. Le parti cantate dell’opera del maestro russo sono state affidate al giovane tenore Joseph Kaiser, che ha riscosso il convinto e prolungato applauso della platea. A seguire la  “Sinfonia No.8” di Shubert. Questa volta c’era l’orchestra al completo che ha potuto esprimere tutta la sua potenza nell’esecuzione dell’opera di Schubert, che ben si presta, con i suoi sali e scendi e la trascinante melodia, ad una interpretazione decisa dei musicisti.
Una sinfonia incompiuta divisa in due movimenti, un “Allegro moderato in B minore” e un “Andante con moto in E mozartmaggiore”. I primi minuti dell’Allegro sono fra i più emozionanti mai composti. C’è tutto: inquietudine, trasporto, forza, dolcezza, angoscia, amore. Semplicemente perfetti. Dopo la pausa, è stata la vota del “Requiem” di Mozart. Anche in questo caso, orchestra al completo alla quale si è aggiunta la corale della Filarmonica, la debuttante soprano, Julia Lezhneva, il mezzo soprano Kelley O’Connor, il tenore Joseph Kaiser e il basso Morris Robinson. Interpretazione ed esecuzione ai limite della perfezione per l’ultima opera realizzata sul letto di morte dal genio di Salisburgo.
L’apice si è raggiunto con il “Dies irae”, un pezzo di una violenza iniziale disarmante: un uragano di note che iniziano all’unisono con il canto dell’intero coro. La migliore conclusione possibile per un Festival che da 45 anni appassiona ed entusiasma il pubblico newyorkese che, venerdì, ha saputo dimostrare la sua gratitudine nei confronti della Filarmonica dedicandole una lunghissima standing ovation.

Donatella Mulvoni & Massimo Bongrazio
Foto di Massimo Bongrazio

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