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D. Tozzi, Bianco

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140_0_2346361_331934Roma. Sofia, Alessandro, Lucio, Andrea, Giulia e Tommaso. Sei protagonisti, sei personaggi non in cerca d’autore, ma di loro stessi, lontani dalle loro radici e dal loro dolore personale.

Amici da sempre, da sempre condividono insoddisfazioni, paure, rinunce, attese. Sono persone normali: egoiste e generose, meschine e talvolta straordinarie. Combattono per rimanere a galla, per sconfiggere la solitudine ed incrociano il loro destino con quello di chiunque gli attraversi la strada in una babele di momenti condivisi e raccontati, percepiti e allontanati.
Dopo una tragedia del tutto inattesa, tutti e sei hanno modo di riflettere sull’angustia dei loro orizzonti, ma rimangono fermi nel non riuscire a comprendere come e quanto coraggio serve per cambiare, e presto tornano alle loro abitudini.
Ma una domenica mattina, una Voce risuona in tutta Roma, annunciando l’arrivo di un esercito di uomini vestiti di bianco che punirà, anche con la morte, tutti coloro che si sono macchiati di qualche crimine.
E’ il ricordo di un incubo bambino che torna a galla e condanna tutti. La Voce nella città, nei giorni successivi, creando paura, senso di colpa, tensione nervosa, uno stato di suggestione collettiva che porta a vedere anche quello che non c’è e, in alcuni casi, ad agire sconsideratamente, seminando il panico. Roma arriva velocemente al collasso. Rimane nell’ombra la Voce, e viene da chiedersi cosa vuole ottenere con le sue velate minacce, le sue intimidazioni collettive, il suo spargere il seme del dubbio e della sfiducia.
Tutti nella loro vita si sono macchiati, inconsapevolmente o no, volutamente o no, di qualche crimine, anche solo di una piccola ingiustizia.

Il senso del perdono, il desiderio di riscatto fungono da collante nella storia, mentre gli elementi per comprendere, per vuotare il sacco, l’autrice, Daniela Tozzi, ce li dà sin dal principio in questo romanzo edito dalla Sideral Edizioni.
La chiave di lettura privilegiata rimane l’amore: quello negato, quello desiderato, quello condiviso e quello doloroso dell’abbandono. Ogni pagina fitta di parole e senso conduce nella direzione dei sentimenti, delle emozioni, del desiderio intrinseco di farsi comprendere e accettare, in una sorta di riscatto morale che, però, la vita stessa tarda a far arrivare. In fondo Nessuno può essere liberato se non si accorge di essere prigioniero. Di cosa? Spesso e volentieri di se stesso, delle convenzioni sociali, o anche solo del ruolo che si è sempre attribuito. Svicolare dal cammino segnato non è cosa facile, ma nemmeno impossibile, ce lo insegna Alessandro (uno dei protagonisti). Il racconto vorticoso e zeppo di elementi inizia dal principio di tutte le cose, le macchie dei propri genitori che si tramandano ai figli. Il passo successivo è il racconto del tentativo, mai vano, di cercare di estinguere il debito, di liberarsi di un fardello che non ci appartiene e di librarsi nell’aria alla ricerca di se stessi e della verità.

Un romanzo complesso ed articolato, dove ogni capitolo è fondamentale per la comprensione globale, ma in cui le parole giocano un ruolo fondamentale, coinvolgendo nella storia, catturando l’attenzione, forse più dei fatti. La Tozzi lascia raccontare le parole e ci immerge nel tessuto ben congeniato della story. La curiosità ci spinge avanti, a tratti si rischia di rimanere sommersi dall’impeto del racconto, volutamente a tratti e che dipende dal punto di vista di tutti i protagonisti, finché non ci rendiamo conto che, anche la confusione è necessaria per fare ordine e capire il senso di ogni cosa.
L’opera, poi, ha un attributo aggiunto: parte dei suoi proventi servirà a finanziare la Onlus Coloriamo i Sogni di Raul Bova e sua moglie, Chiara Giordano, che ricerca e sostiene valori di uguaglianza e solidarietà, combattendo l’indifferenza e la prevaricazione con lo scopo di incentivare una cultura della giustizia (quella con G maiuscola).

Un puzzle dalle tessere multicolori che si tingono di Bianco., nel tentativo di ripulire l’anima e le parole di tutte le sbavature che devono subire ogni giorno: gli uomini in bianco sono spietati, come la vita, perché tutti i giusti sono spietati. Da leggere, ma non con leggerezza.

Daniela Tozzi, Bianco., Sideral Edizioni, pag. 240, € 17

Edyth Cristofaro

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