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Da Banana Yoshimoto al Teatro Eliseo

Chie-Chian_e_io
[TEATRO]

Chie-Chian_e_ioROMA- Il Piccolo Eliseo Patroni Griffi di Roma chiude la stagione teatrale con uno spettacolo giovane e fresco tratto dall’ultimo romanzo di Banana Yoshimoto, Chie-Chan e io, nella versione teatrale scritta da Giorgio Amitrano.
Fino al 31 maggio 2009 cinque giovani attori, guidati dalla regia di Carmelo Rifici portano sulla scena un romanzo live e delicato, come è nello stile della scrittrice giapponese.
La storia vede due protagoniste: Kaori e l’introversa cugina Chie-Chan. Il loro è un rapporto particolare: Chie-Chan è chiusa, poco loquace e nasconde un segreto, Kaori decide di occuparsi di questa strana figura, forse perché ha ormai superato la soglia dei quarant’anni e non ha costruito una famiglia. Chie-Chan diventa il suo punto di riferimento, il suo motivo per tornare a casa, e anche la sua scusa per tenersi lontana dal resto del mondo. Kaori è una donna libera 0186ed emancipata, viaggia regolarmente per motivi di lavoro e conosce bene l’Italia. I riferimenti al nostro paese nell’intera opera letteraria e anche nello spettacolo sono continui, del resto la Yoshimoto ha sempre dichiarato la sua passione per il Bel Paese.
Per Kaori l’Italia è  un ricordo dell’infanzia, è il gioco che continua a fare e che la mantiene bambina. La condizione di questa quarantaduenne dicotomica, è quella di una donna che ha bisogno di crescere e di emanciparsi da se stessa, ma per farlo, ha bisogno di occuparsi di un’altra persona.

0081Lo spettacolo è leggero e la costruzione è particolare, non esiste un personaggio unico, le attrici diventano tutte Kaori, e parlano continuamente più che al pubblico all’ego della protagonista che è sfaccettato e complicato, per essere descritto con un’unica interpretazione.
La scenografia di Guido Buganza è veramente particolare, il candore ricrea l’interno di un aereo. Il viaggio di Kaori è continuo, un viaggio nei sentimenti filiali e amorevoli. La scenografia si apre in vari cassetti, come la mente che ha vari compartimenti e ricordi. Il bianco serve ad indicare la purezza dei sentimenti tra queste due donne, un bisogno più che un vero amore, ma forse, per il semplice essere umano l’amore è anche bisogno dell’altro.
In scena: Caterina Carpio, Alessia Giangiuliani, Guglielmo Menconi, Francesca Porrini, Cinzia Spanò.

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