Festival del Teatro Visibile

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sinestesiateatro_small[TEATRO]

Si è aperto un nuovo sipario sulla scena teatrale che ha catturato l’attenzione di numerosi spettatori presenti al Primo Festival del Teatro Visibile:  una quattro giorni a “tutto teatro” , svoltosi tra il 26 e il 29 marzo scorso al Teatro della Visitazione.

Ancora una volta la città capitolina concede i suoi spazi alla cultura teatrale, lasciando che gli attori e i loro spettatori si esprimano: chi sulla scena con le proprie performance, chi seduto sulle “famose” poltroncine rosse per manifestare il proprio indice di gradimento.

Ogni serata ha portato in scena due spettacoli, che alternandosi ha proposto i differenti generi. Un tributo non solo al teatro e alla sua arte, ma anche agli artisti, emergenti e talentuosi che hanno voglia di condividere con tutti un nuovo spazio mentale, e di farci osservare con un paio di lenti nuove il teatro contemporaneo, correggendo la fantomatica miopia che spesso non ci consente di ” vivere ” appieno il teatro.

Cheek to cheek di e con Marco Cavallaro  e Sorelle di sangue di  e con  Barbaro domenico-stante_small_bordinoManzato e Valentina Beotti hanno dato inizio a questo Festival.
Nella seconda serata Flora e li mariti sua di Antonio Fornari con Claudia Campagnola e Parti di me di Andrea Libero Gherpelli e Marco Maltauro. Con A.L. Gherpelli che ha ricoperto il ruolo di regista e  voce recitante e chitarra.
Sulle labbra e nel pensiero scritto e diretto da Gianluca Bondi, con lo stesso G. Bondi e Francesca Romana Cerri, semplicemente coinvolgenti e  Napoli a modo mio e non solo con Domenico Stante e la sua eccezionale voce, con Cristina Barzi e Alessio Quaresima Escobar nella terza serata.
E ancora Chi è Michael Bublè di Tony Fornari con Piero Eugenio Pierantozzi alla batteria, Leonardo Vitacolonna alla chitarra, Toto Giornelli al basso e contrabbasso, Equivoci_3959Marco Maracci alla tastiera e Luigi Saccà al pianoforte, che hanno riempito la scena, in tutti i sensi.
Fino a giungere ad Equivoci di Massimiliano Graziuso autore, regista e attore protagonista di un monologo a dieci quadri per attore e musicisti che, ha  raccontato  di “un popolo di sprovveduti alle prese con la vita“: spettacolo vincitore di questa prima edizione del Festival.

Peculiarità di questo Festival, così fresco e frizzante, ironico e entusiasmante, è stata il mettere in scena  l’arte teatrale coniugandola con la musica. Infatti quest’unione complice, rende ogni singolo spettacolo, qualcosa di estremamente singolare, perchè le scene, gli attori, le parole, sottolineate da queste cadenze musicali, da queste note così espressive, amplificano l’effetto, facendoti sentire parte integrante.

 

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