Negrita: it’s only ROCK’N ROLL!

[MUSICA]

Siamo il fuoco siamo il carnevale…saremo il rullo sopra lo stivale… ritmo sangue sangue ritmo e veleno che rokkerolla sopra le città”, cosi recita il testo di “Ehi Negrita” (un pezzo del primo album omonimo Negrita), ed era il 1994. Oggi dopo 7 album, un “The best” e circa 700 concerti in 18 anni di carriera, i Negrita dimostrano ancora una volta di essere una vera ROCK BAND, di avere il rock ‘n roll nel sangue, nonostante alcuni sostengano che le nuove sonorità che contaminano gli ultimi album gli stiano facendo perdere questa veste.

Il concerto del 27 febbraio presso l’Atlantico (ex PalaCisalfa) di Roma, stracolmo fino all’orlo (3000 presenze), conferma il valore di questa band, che nel corso degli anni è stata capace di rinnovarsi, crescere, intraprendere nuove strade, senza mai snaturare la sua vera essenza. Davvero ottimo poi il loro ultimo lavoro Helldorado (uscito il 31 ottobre 2008), dal sound caldo, il ritmo denso ed i testi molto interessanti, che affrontano le diverse problematiche che affliggono il nostro pianeta.
Senza dubbio l’impatto live resta un punto forte di questo gruppo: due chitarre che non perdono occasione di inseguirsi, una sezione ritmica che non perde un colpo e un front-man capace di dominare palco e platea.
Si inizia subito con i primi 2 pezzi del nuovo album (“Radio Conga” e “Il libro in una mano, la bomba nell’altra”): il ritmo già è alto e il pubblico in delirio, il cantante Pau comincia a stuzzicare la platea che fino alle ultimissime file risponde e fa sentire il suo calore.
Nel corso della serata assaggi degli album passati con “Bambole”, “In ogni atomo”, “Halleluia”, “Rotolando verso sud”, “Sale”, si torna alle origini, con un bel funk d’annata, “Peace frog” dal loro primo album del 1994, ed è proprio qui che si riconoscono i fans più fedeli, quelli che alla fine del pezzo invocano a gran voce altri brani del primo repertorio.
Emozionanti le ballate “Ho imparato a sognare” e “Hemingwai”, con il classico “effetto accendino” che rende ancora più suggestivo il gremito palazzetto.
E’ il momento di chiedersi “Che rumore fa la felicità”, singolo di lancio del nuovo album.
Il concerto continua a ritmi incalzanti, l’effetto delle percussioni si fa sentire, si salta con “Soy taranta”, “Salvation”, “Ululallaluna”, “Notte mediterranea”, “Alzati Teresa”, l’energia sprigionata dal palco s’impossessa del pubblico instancabile, che dopo il primo stop non esita un secondo a richiamare “fuori” la band, mancano ancora alcune hits storiche, quelle che “non si possono non fare!”.
Si riparte con un’inconsueta “Magnolia” chitarra e voce, seguita dalla travolgente “Sex”, avviandosi così verso uno strepitoso finale all’insegna del shake your body: “Cambio”, “A modo mio”, “Mama mae”: insomma un vero trionfo!
Scocca la seconda ora di concerto. Dopo un appello al “bere piano” e alla “guida sicura”, si chiude in bellezza con un pezzo soft, lentamente la bianca illuminazione del palazzetto segna la fine del concerto, ed il pubblico in coro accompagna la band: “…brindo a voi e a questa vita, pace amore e GIOIA INFINITA”.

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