Quante facce ha Macbeth?

[TEATRO]

È in un piccolo pezzo di paradiso, un pò nascosto tra gli alberi ad alto fusto e folta chioma nella grande capitale, il Teatro Arvalia.
Certo, la differenza la fanno in modo particolare gli attori ma, anche il teatro, “mette la sua faccia “ mostrando il suo palco già “ in scena” che si adegua -pur senza maschere- alle varie rappresentazioni, facendo da sfondo e da supporto.
Ed è stato proprio qui, che il palco nudo e semplice, senza artificiosità di alcun genere, ha accolto dal 14 al 19 ottobre scorso, Macbeth: uno dei drammi più dibattuti e conosciuti di William Shakespeare, interpretato dalla Compagnia “L’officina del teatro”.

Seguendo le linee guida del dramma, si è voluto dare una reinterpretazione, concentrandosi su alcuni aspetti in modo particolare: “Aspetti apparentemente lontani ma in realtà attuali e più fedeli alla pièce”, così come suggerisce la regia.
Molto poco fiabesco rispetto ad altre interpretazioni, il dramma descrive i pericoli della brama di potere e le conseguenze che ne derivano; e gli attori hanno rappresentato a pieno e con sobrietà (forse troppa!) questo aspetto tralasciando un po’ il resto.

La scena si è aperta con l’incontro delle tre streghe (le Sorelle Fatali) che si “riveleranno rivelatrici” di verità. E saranno proprio le parole da loro pronunciate a portar sconforto e condurre in uno stato confusionale Macbeth (interpretato da Luigi Tabita).
Dopo il loro intervento tutto inizia a precipitare. E ‘ come se porgessero a Macbeth uno specchio in cui riflettersi, suscitando la parte malvagia del suo animo”, vsibile sulla scena e condizionato anche dalla volonta di Lady Macbeth (Valentina Marcialis).

Particolare risalto ha avuto nell’interpretazione di questo dramma, il ruolo della donna di servizio di casa Macbeth. Poteva essere secondario, invece è stato interpretato in maniera eccellente perché ha letteralmente spezzato la rigidità della scena. Un’interpretazione ironica e disinvolta, fuori dagli schemi.

Ai nomi di V. Marcialis e L. Tabita si sono affiancati:
Fabrizio Maritta, Eduardo Ricciardelli, Marco Di Campli San Vito, Andrea Paoletto, Simona Cosimini, Laura Torresin, Livia Cascarano e Duccio Mantovani.
E “alla creazione dell’opera ha partecipato Mamadou Dioume, curando la preparazione degli attori nella parte delle battaglie” e l’organizzazione di Maria Francesca Lisci.

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