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Il tempio dell’anima: schiudersi alla percezione dei sensi

[ARI VISIVE]

Un’opera d’arte somiglia ad uno specchio su cui vengono riflessi i tratti e le espressioni di un volto, i suoi colori ed il suo stato d’animo e ancora più ci appare straordinario il modo in cui l’artista decide di sottoporsi allo sguardo severo e lucido dello specchio.
Un artista che gioca con colori e forme non è solo un artigiano che crea, ma è anche un servo a disposizione dell’anima e della forza dell’immaginazione che spinge ad inebriare l’atmosfera con il profumo dell’arte e a segnare la contingenza con il gesto della creazione.


Il tempo si ferma per un istante a guardare prendere colore quella superficie su cui si scagliano le forze dell’artista e quando l’idea diventa corpo allora il nostro sguardo può trovare dimora ne Il tempio dell’anima. Un luogo dove il tutto e l’inesistente si confondono, un luogo di passaggio destinato a scomporsi e ricomporsi e che Alejandro Fernandez ha realizzato per consentire allo spettatore di dare vita ad un connubio di idee e purezza interiore.

Servendosi di ciotole capienti quanto basta per rappresentare il volto unico e particolare dell’anima, l’artista peruviano fa cadere dentro dell’acqua come per sancire l’inizio della vita ed il suo percorso di ricongiungimento con l’ideale a sua volta raffigurato da un telo nero che fa quasi da sfondo alle mani che creano e danno forma.
Questa creazione istantanea e coinvolgente per lo spettatore è stata accompagnata da un’esposizione di opere dello stesso artista realizzate utilizzando diversi materiali compositivi che danno forma ad una superficie bianca, pura e lievemente ricamata su cui si stende l’immagine di un mondo circonfuso di colori lievi e al tempo stesso intensi, su cui si riflette la luce del sogno nascosto di ogni uomo di avvicinarsi alla purezza.
Oppure la superficie monocroma apre ad un mondo che appare dietro una finestra, un mondo che esalta la vivacità dei colori naturali che presiedono all’incontro tra la creazione mentale dell’artigiano dell’anima e l’essenzialità dell’equilibrio della natura.

Non può esserci altro luogo per la creatività se non la creazione stessa, la realizzazione fisica, la costruzione di una concretezza che in tal senso viene chiamato Il tempio dell’anima che può essere ricreato tutte le volte in cui ne avvertiamo l’esigenza.

L’arte di Alejandro Fernandez è ospite fino all’11 Novembre presso la Galleria Tartaglia di Roma la quale ha aperto la propria sede per permettere a chiunque di conoscere questo artista peruviano considerato uno degli esponenti dell’arte più importanti del suo paese e che ha scelto di vivere a Milano. Un artista da scoprire e su cui far cadere le proprie esigenze di rinascita interiore.

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