Speciale IV edizione del PoesiaFestival

[LETTERATURA]

La poesia non è di chi la scrive. La poesia è di chi gli serve
(M. Troisi – Il postino)

Torna il PoesiaFestival a chiudere il mese di settembre in sette comuni della Provincia di Modena. Una scommessa recente che in poco tempo ha visto crescere il proprio respiro accumulando un tesoro di esperienze. Oltre trenta eventi e tutti gratuiti: dalla poesia americana della Beat Generation a Leopardi, dalle rime di Dante alle opere di Shakespeare.

L’incanto della parola, interpretato da grandi attori e musicisti, invade i borghi antichi del modenese, le loro strade, le piazze, i parchi e le stazioni, con momenti di grande suggestione e spazi dedicati a bambini e ragazzi per imparare a divertirsi con la poesia. I versi escono dai libri e coprono i muri e le fermate degli autobus, persino i cassonetti dei rifiuti o i sacchetti del pane, e con gli inconfondibili caratteri neri e blu della manifestazione, i testi dei poeti diventano per una settimana la veste nuova dei paesi. Sin dall’inizio, infatti, lo spirito è stato questo: portare la poesia fuori dagli scaffali, condurla dove la gente vive, nella convinzione che la poesia renda più bello il quotidiano a parli attraverso la vita di ogni giorno.

Grandi nomi sin dall’apertura della manifestazione, che ha visto Mariano Dedda cantare Pessoa, accompagnato da bravissimi musicisti. Sempre nella serata inaugurale uno degli ospiti più attesi, Alessandro Preziosi, col recital “Il mestiere di amare” dedicato a Cesare Pavese in anteprima nazionale. Venerdì 26 settembre, seconda giornata del Festival, tutta dedicata alla poesia americana con Ed Sanders e John Giorno, e la conferenza “The western side of words. La poesia americana contemporanea” curata da Andrea Gibellini.
Il giorno dopo, sabato 27 settembre, è stata la volta di Kim Rossi Stuart, che dopo aver interpretato alcuni passi di Shakespeare e dialogato col pubblico di cinema e teatro, si è cimentato nella lettura delle favole di Gianni Rodari, divertendo tutti.
Domenica, gran finale affidato a due pezzi da novanta: prima Anna Bonaiuto, una delle più intense attrici teatrali e cinematografiche napoletane, che ha dato voce alle parole della poetessa statunitense Sylvia Plath, poi il poliedrico Neri Marcorè, arbitro della gara “Per un pugno di poesie” dove gli studenti delle scuole superiori si sono sfidati a colpi di versi. Ha chiuso sempre Marcorè, nella splendida cornice di Piazza dei Contrari a Vignola, col recital “Poesie per voce sola”, alternando poesia, imitazioni e testi di Gaber.
Oltre agli artisti citati, hanno partecipato agli incontri Vincenzo Cerami, scrittore, drammaturgo e sceneggiatore, il regista Mario Monicelli, Umberto Galimberti, filosofo e psicoanalista, il cantautore Roberto Vecchioni, il poeta Benjamin Prado insieme a Fernando Valverde e Daniel Rodriguez Moya, poeti e direttori del Festival di Poesia di Granada.

Molto spazio ai grandi poeti del passato, ma anche un occhio di riguardo a diversi giovani autori, premiati nell’ambito del Concorso Nazionale di Poesia Under29 associato al PoesiaFestival, che come gli anni scorsi ha visto una massiccia partecipazione. Tanto per ricordare, in una realtà dove la poesia è sempre meno pubblicata e la “dittatura del noto” la fa da padrone, “fare” poesia resta per molti una necessità quasi fisiologica. D’altra parte, come spiega l’indimenticabile professor Keating del film L’attimo Fuggente: “Ragazzi, noi non scriviamo poesia perché è carino. Noi scriviamo poesia perché siamo membri della razza umana, e la razza umana è piena di passioni. La poesia, la bellezza, il romanticismo, l’amore… sono queste le cose che ti tengono in vita”.

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