Myspace: added!

[ATTUALITA’]

Myspace, imprenditoria “dal basso”? Ebbene sì, visto che si tratta di un affare da circa 580 milioni di dollari. Questi i soldi tirati fuori da Rupert Murdoch per acquistare il dominio www.myspace.com e la piccola società che lo gestiva. Ad oggi non esiste marketing per i giovani che non usi le parole: “comunità” e “myspace”. Una piattaforma di social networking, questo è il myspace! Un sito che permette alle persone di incontrarsi fra loro. Ognuno può avere la propria pagina web su cui pubblicare il suo profilo.

Questo permette a qualsiasi utente di “fare amicizia” gratuitamente con persone dagli interessi simili o comuni. Così come di far conoscere se stesso e le proprie preferenze ed opinioni in fatto di musica, film, libri, luoghi e tutto ciò che occorre per esprimere un individuo.
La semplicità. Si può dire che l’elemento che distingue il myspace dagli altri siti di social networking sia la facilità con cui è possibile registrare il proprio profilo e la homepage (6 minuti ca); mentre la personalizzazione della pagina più raggiungere al massimo i 30 minuti di tempo. A partire da quel momento basta dire di sì, per totalizzare nel giro di poco un centinaio di contatti. Questo perché nel myspace conta la socievolezza: chi si registra manda un messaggio di “richiesta di amicizia” ai profili più simpatici o con cui si hanno interessi in comune. Sarà difficile ottenere un “no” di risposta. Ovviamente tutto si basa sulla reciprocità: così quando arriva una richiesta di amicizia è buona norma rispondere positivamente.

Immediatezza. Non è un blog né una chat, ma di questi ha in comune la possibilità di lasciare commenti in tempo reale. Negli Usa – dove il myspace è un fenomeno affermatissimo – il volume dei post lasciati sul myspace dai ragazzi supera notevolmente quello delle email. Tanto da far ritenere che il myspace abbia in qualche modo sostituito o “superato” i luoghi fisici d’incontro delle comunità dei ragazzi.

 

La musica. Patner indiscutibile quanto inattesa del myspace: la musica. Myspace ha rivoluzionato il modo di far circolare la musica. I classici “canali” della musica sono cambiati. Qualunque band – grazie alla possibilità di pubblicare in homepage un jukebox di brani preferiti – ha modo di diffondere a costo zero la propria musica. Quindi fare scouting sul myspace permette ai discografici di scoprire nuovi talenti o banalmente alle band – male che vada – di suonare in qualche locale (come accaduto agli Arctic Monkeys)! [questa band in meno di un anno, grazie al myspace, è diventata la più famosa del Regno Unito]

 

Critiche. Come prevedibile, dopo l’enfasi iniziale l’impresa comincia a ricevere critiche.Tacciata di superficialità sia sociale che musicale in quanto predilige la quantità (numero di “amici”) alla qualità. Tom is not my friend è quanto scritto sulle t-shirt di protesta preparate da alcuni utenti ormai infastiditi dall’amico d’ufficio assegnato dal sito ad ogni nuovo iscritto. Si tratta del milionario Tom Anderson che insieme a Chris De Wolfe ideò il myspace.

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