L’Amore, sogno di altri tempi

evakent
[L’ILLETTERATA]

evakentCari Lettori, è già da qualche giorno che penso con molta determinazione a quale libro consigliarvi questa settimana in cui, il nostro magazine, ha deciso di occuparsi di un tema quantomeno stra-usato: l’Amore. La mia risposta, per una volta, e spero che mi perdonerete, è che non lo so. O perlomeno, non lo so più.


Nel corso degli anni e delle librerie, o anche degli esami universitari, di parole spese per amore ne ho incontrate davvero molte, a volte veramente belle, a volte tristi, a volte buffe o dissacranti, ma sempre accomunate da quella voglia così umana di rendere l’Amore importante, unico ed inimitabile. Dalla notte dei tempi (e qui mi sento di chiamare in causa Apuleio con La Favola di Amore e Psiche, ma andando a cercare, qualcosa datato antecedentemente lo troviamo di sicuro!), questo argomento così scottante e facilmente risibile o stucchevole (vedi tutta la serie degli Harmony, che sono, secondo me, l’antiletteratura per eccellenza!), è stato il centro dell’attenzione di grandi scrittori, scrittori in erba o anche solo di innamorati che si sono, per un attimo, dedicati alla letteratura amorosa di genere, con poesie travolgenti, appassionate e irripetibili.
Mi sembra giusto citare Shakespeare con Romeo e Giulietta: l’amore contrastato.
Rostand con Cyrano de Bergerac: uno dei personaggi più conosciuti ed amati del teatro, le cui famose parole d’amore appassionano ancora.
Emily Bronte con Cime Tempestose: l’amore distruttivo e totalizzante.
Lev Nikolaevic Tolstoj con Anna Karenina: l’amore che porta alla morte dell’amore.
Gabriel Garcia Marquez con L’Amore ai tempi del colera: la forza dell’amore.
Ma anche tutta la poesia italiana dal ‘300 in poi: Petrarca, Dante Alighieri, Ariosto, Leopardi.
E i poeti che hanno eletto l’Amore come loro eccellenza: Prévert, Neruda, Hikmet.
E quanti ne sto tralasciando in questo breve elenco, sempre e comunque inesaustivo!
Forse perché ognuno di noi ha un concetto diverso dell’Amore, forse perché tutti noi vorremmo che venisse descritto così come lo abbiamo vissuto noi o come lo sogniamo noi, o forse solo perché tutti abbiamo qualcosa da dire in materia e vorremo che non fosse mai scontato o banale.

“L’Amore è il motore del mondo” dice più di qualcuno, e la dimostrazione è proprio questa: quanto si è scritto, detto e “poetato” in materia di sentimento amoroso. Anche i famosi Baci Perugina ne sono la prova: in fondo non sono citazioni di frasi d’amore più o meno note? Capisco che ormai è la cioccolata a farla da padrona nel contesto di San Valentino, capisco anche che il marketing aziendale nei periodi topici come questo è l’unico argomento di una certa rilevanza che tende a risollevare le sorti di un atteggiamento festaiolo assai discutibile, ma, la verità che resta e sulla quale vi invito a riflettere è questa: se siete mai stati innamorati nella vostra vita, non vi è mai capitato di scrivere anche solo una riga d’Amore?

Se non lo avete mai fatto, vi invito a provare, quantomeno per non lasciare nulla di intentato; se lo avete già fatto mi auguro che sia servito a qualcosa, anche fosse solo aver acquietato un momento il tormento della vostra anima innamorata.
Cos’altro volete che vi dica? L’Amore è bello a prescindere dalle parole dei grandi scrittori che, comunque, rimangono “grandi”. E se proprio non siete dei sentimentaloni, allora leggetevi Il primo bacio fa schifo, Coniglio Editore: voce del sommerso panorama letterario italiano in cui ogni racconto è un universo a sé stante, irriverente a volte, provocatorio o anche solo un po’ trash; con un editing discutibile, diciamolo pure, ma, d’altronde, come recita la prima di copertina “Qualcosa dovrete pur mettere nelle vostre nuove librerie Ikea”, no?
Buon San Valentino a tutti!

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