Divagazioni di un animo romanziero

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[L’ILLETTERATA]

evakentVia Prenestina 45, Roma: Vernicerie delle Officine Storiche.
Ore 18.00: premiazione di Parole in Corsa 2007, V edizione del concorso letterario per scrittori inediti di atac, metro e trambus, aziende pubbliche di trasporto del Comune di Roma, in collaborazione con la casa editrice romana Full Color Sound.
Primo problema: dove la metto la macchina? In questa zona della città è impossibile parcheggiare!


Secondo problema: chissà se saremo all’aperto? Se hanno invitato tutti i partecipanti, per stare al chiuso servirebbe tutto l’Auditorium!
Terzo problema: ci sarà un bagno? Esistono i bagni chimici, testona!
Bene ragazzi, risolti questi semplici problemi di ordinaria amministrazione urbana, non resta che addentrarci nel cuore della serata…
Location affascinante, senza ombra di dubbio: luci soffuse, calde, accoglienti, sedie in abbondanza per poter dare una possibilità a tutti di godere dello spettacolo da seduti e una sempre frizzante Serena Dandini a condurre l’evento.
Una selezione dei racconti pervenuti è stata magistralmente letta da Rolando Ravello, su musiche di Lele Marchitelli, eseguite dal Light Trio.
Un premio (un goloso i-Pod…) per la sezione juniores, cioè ragazzi e bambini sotto i 14 anni, ed uno generale (un week-end in una capitale europea) per tutti gli over 14.
Vincitrice della prima sezione, Alice, 14 anni con un racconto dal titolo Il cimitero dei ricordi sepolti; vincitore assoluto, Vincenzo Spina con Vite Parallele.
Letteratura dal vivo, quindi, con i reading di questa sera, e di quella letteratura che ci piace tanto, proprio perché stimola la popolazione a partecipare: il mondo sommerso degli aspiranti scrittori per lavoro o per puro diletto è davvero un mondo a parte dalle major editoriali italiane, altrimenti non si spiegherebbero i circa 2000 racconti pervenuti e non si spiegherebbe il V volume della serie Parole in Corsa con 190 racconti scelti tra quelli in concorso, in cui ogni storia è frutto dell’immaginazione dei passeggeri dei mezzi pubblici di Roma (e non solo, aggiungo io…) e in cui, ogni storia sta a dimostrare quanto la gente apparentemente svagata, distratta, a volte assente alla vita culturale abbia invece dentro tutto un universo di riflessioni, introspezioni e fantasie.
90 righe per uscire dall’anonimato: in fondo che cosa costa provare a fare qualcosa per le nostre aspirazioni artistiche, una volta tanto?

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