Skip to main content

Francesco Garito_ Fotografie

FRANCESCO_GARITO

FRANCESCO_GARITOQuando il nulla si fa grande, quando un disco nasce per non dirti nulla e finisce invece con il graffiarti e carotarti un centimetro di cuore. Il cantatourato di quest’artista calabro/toscano è un’ostinazione scritta di cose già passate e setacciate, ma che come tutte le storie e certe favole che vengono riesumate dandogli aria, tornano nuove e fresche come fiori liofilizzati.

L’originalità in primo luogo assume la fisionomia della tendenza (nei casi fortunati) e poi ovvietà. L’artista cantautore calabro/toscano Francesco Garito è bravo, ma forse arriva tardi e perciò rischia di sembrare ovvio. Tuttavia, con perfetto “aspetto virtuale” da spirito timido, di buoni ascolti e la passione per il cantautorato pop/rock, la penna di Garito si circonda di una volumetria espressiva buona, per nulla disturbante, evocativa nelle sospensioni e incisiva nelle piccole turbolenze rock ballad che ogni tanto arrivano qua e la come lampi americani a ciel sereno ” La caduta”, “Quo vadis baby?”, “La vela maestra”.
Non c’è una visione alchemica totale di un background esterofilo -e questo è gia un merito altisonante che aggiunge punti vitali al registrato-, ma un’esplorazione ondeggiante che stranamente ti fa pensare alla strada come punto di raccolta di racconti e momenti di riflessione: un cantastorie moderno o un ricamatore di sentieri intimi con piccole melodie che si ricanticchiano in pochi minuti, semplicità e bon ton che se ti entrano nello stereo della macchina ti accompagnano in un viaggio dolciastro e sognante senza nemmeno innestare nessuna marcia.

Fotografie, questo l’album d’esordio, ha il sapore netto di un Alberto Fortis solitario e di un Massimo Priviero in lontananza, forte e delicato come un thè alla menta che non si vuole raffreddare in un soffio, che fa chiudere gli occhi come una saracinesca sognante “Le nuvole”, galleggiare su nuvole tex-mex “Fotografie”, scrutare i malaffari della politica al ritmo di una polka di fisarmonica e kazoo “La fiera dei deliranti”, ancheggiare a ritmo beat folk “Fuochi d’Agosto” e addormentarsi poi con “Bon voyage” tra sogni a carillon d’arpeggi di chitarra, tasti di pianoforte e lievi muggiti d’archi che calano un sipario arcadico sopra queste undici tracce a zig zag tra emozioni tattili, ragnatele vissute e ragni da cacciare.
Un disco che non fa contrappeso a niente, che non istiga nessuna tendenza, da odiare con tutta l’anima che si ha in corpo perché – nella sua impostata insignificanza – sotto sotto ti manipola caldamente il cuore e ti fa innamorare di lui.

TRACKLIST:
Intro
Le nuvole
La caduta
Quo vadis baby?
Fotografie
La vela maestra
La fiera dei deliranti
Il dubbio
Fuochi d’Agosto
Come
Bon voyage

Max Sannella

Fotografie, Francesco Garito, martelive, martemagazine, Max Sannella, musica, Recensioni

Lascia un commento