SPECIALE LPM: cosa vi siete persi

Da analfabeta totale in materia, ma paraculo fino al midollo, mi sono intrufolato come volontario nello staff di LPM Live Performers Meeting 2015 (www.liveperformersmeeting.net) la sedicesima edizione del festival internazionale di visual art, Vjing e video installazioni interattive che richiama a sé centinaia di artisti di paesi, età, culture e idee di espressione diversi, quest’anno ospitato a Roma dal Nuovo Cinema Aquila, al Pigneto, tra il 28 e il 31 maggio.

Ho vissuto da dietro le quinte e da fronte palco quattro giornate di seminari, workshop, performance, mapping, Vj e Dj Set fino all’alba e ho scoperto un mondo sotterraneo fatto di codici binari, raggi psichedelici, grafica vettoriale e di tanta, tantissima luce. Non solo la luce sparata dai proiettori, ma soprattutto quella diffusa dalle continue connessioni tra le menti creative, che in questa expo del visual si sono date appuntamento per condividere conoscenze e punti di vista differenti.

Per capirne di più, ho scambiato due chiacchiere con gli artisti coinvolti e con gli organizzatori dell’evento, che mi hanno aperto gli occhi su una realtà artistica dinamica e resistente, ma ancora alla ricerca del riconoscimento che merita.

Eccovi 4+1 interviste: quattro per quattro artisti che mi hanno colpito particolarmente più un’intervista a Gianluca del Gobbo, il fondatore dell’evento.

Special thanks to: Daniele Romaniello, Chiara Giannini Guazzugli.

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