Skip to main content

Be smart buy art!

pao

[ARTI VISIVE] 

paoROMA- Non è facile rendere dinamica una galleria d’arte, soprattutto quando i metri quadrati a disposizione non lasciano molto all’inventiva. Il tentativo diventa ancora più arduo se solitamente le opere esposte si trovano maggiormente a loro agio un contesto urbano.

Si ispirano alla street art i lavori in mostra allo Spazio San Giorgio di Bologna dal 10 dicembre al 14 gennaio. La collettiva Be smart, buy art!, rima non-sense o esortazione, raccoglie gli stimoli proposti da Willow, Pao, Iabo, Gec, Alessandra Maio, Silvia Faini e Federico Zenobi.
I giovani artisti utilizzano il linguaggio dell’icona, imitano il cartoon e giocano con la grafica. Dalla pittura allo spray è evidente l’eredità della cultura pop: i soggetti rappresentati su tela o su supporti cartacei sono stilizzati o chiesti in prestito a manifesti pubblicitari inondati di colore.
Il mondo di Willow è composto di microorganismi che interagiscono con bolle e macchie, quasi si trattasse di fumetti che hanno perso le linee divisorie tra una sequenza e l’altra. Quello che si vede in ogni opera pare un taglio casuale di un universo in cui regnano le tinte forti. Di grande impatto cromatico anche le rappresentazioni realizzate da Pao, imitando la semplicità del linguaggio visivo tipico dell’infanzia; protagonisti, i pinguini che hanno colorato gli p willow 2angoli grigi di Milano.
All’immediatezza si affianca il desiderio di irridere gli stereotipi dell’arte, o di attribuire un nuovo significato alle immagini impresse nella memoria collettiva. Nascono così opere pregne di rimandi a tradizioni precedenti, rivisitate o ridicolizzate. Ne è un esempio la nuova Marylin del torinese Gec che diventa operatrice di un call center secondo le nuove regole del precariato. Se ad uno sguardo attento anche l’eredità di Warhol non è più solo ripetizione, ma ha risvolti di denuncia sociale, la bellezza non è più superficiale.
Le farfalle disegnate da Alessandra Maio sono perfette in ogni dettaglio, ma non è questo che le rende speciali: antenne, ali e corpo nascondono infatti minuscole scritte ossessive, un riferimento amaro alle frasi tipiche e ai luoghi comuni che accompagnano la fine di una storia d’amore.
Be smart buy art cerca contaminazioni tra l’arte, la grafica e il design. Il percorso espositivo infatti è disseminato di oggetti, pezzi unici prodotti da STYLEMYLIFE: sedie che paiono colonne vertebrali di attaccapanni e lampade che uniscono un elemento naturale come il legno alle potenti tinte della luce. Tra neo-pop e creatività la mostra annulla le divisioni tra allestimenti e street art, gioca con i miti dell’arte con ironia.

Sofia Mattioli

arti visive, Be smart but art!, Be smart buy art, Bologna, martelive, martemagazine, News, Sofia Mattioli, Spazio San Giorgio

Lascia un commento