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Omaggio al Giappone

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[TRIP: NOTE DI VIAGGIO]

viaggiSiamo stati tutti in Giappone negli ultimi 15 giorni e non è stato un viaggio di piacere, quello che in molti sogniamo, tra templi antichi e skyline ultramoderne. Siamo stati catapultati là dalle televisioni di mezzo mondo che ci hanno fatto tremare per due lunghi momenti mostrandoci cosa succede nelle case costruite secondo le migliori tecniche di sicurezza antisisma.


Ci siamo sentiti atterriti, ma anche orgogliosi, sapendo che nonostante la magnitudo le strutture hanno retto. Abbiamo imparato che tragedie come quelle de L’Aquila si potrebbero evitare, o quanto meno mitigare, tenendo lontano dagli appalti chi mette la sabbia al posto del cemento e costruendo le case col criterio del rifugio e non della trappola mortale. Poi però è arrivata l’onda dal mare, lo tsunami. E ci ha riportato alla nostra realtà di creature comunque piccole di fronte ad alcune manifestazioni della natura. Un’onda nera e minacciosa, inarrestabile e tremenda. Il maestro Miyazaki in “Ponyo sulla scogliera” ha tentato di spiegare ai bambini cosa sia uno tsunami, usando tutto il tatto e la grande poesia che contraddistinguono i suoi disegni. La sua era chiaramente un’onda cattiva, densa come il bitume, ma tutto sommato buffa, con gli occhietti e poi il lieto fine riconciliava comunque tutto. Adesso anche i bambini sanno. Lo tsunami è stato ripreso da innumerevoli telecamere di sicurezza, strumenti amatoriali, telefonini. E si è preso tutto.
Oltre ai morti e alla devastazione, fisica ed economica, ci ha lasciato una grana orrenda: i danni alla centrale di Fukushima. Peggio: la consapevolezza che neppure i Giapponesi sanno esattamente cosa fare.

Ora sono in tanti a puntare il dito contro di loro: la verità nuda e cruda è che nessun superespertoGiappone_StoppatoRonzoni070 di nessuna supernazione, di nessuna superagenzia sa cosa fare. E superman non esiste. Esisteranno però un’altra volta una, cento, chissà quante Sadako. Per chi da piccolo non avesse letto “Il gran sole di Hiroshima”, romanzo di Karl Bruckner, farò un piccolo sunto: Sadako è una bimba scampata all’esplosione nucleare di Hiroshima, che dieci anni dopo (per la cronaca dieci anni di vita dura, nella ricostruzione postbellica) si scopre malata di cancro. Una delle tante che non è bruciata fuori, come una velina, in un soffio, ma dentro, lentamente e dolorosamente. Questo l’attimo della sua morte: “Il leggero chiarore divenne una luce abbagliante. Gli occhi di Sadako si spalancarono. Contemplavano il cielo, nel suo eterno splendore”. Il Giappone si è ripreso dal primo e anche dal secondo grande sole. Incredibilmente ha scelto il nucleare (non senza fortissime resistenze interne) per accelerare il suo progresso. Eppure è un paese ricchissimo di energia geotermica. Solo adesso, dopo lo shock, la tragedia, si parla di ricostruzione con energie alternative. Il meraviglioso senno di poi, i consigli postumi (eppure parlano di guerra preventiva), i soliti blabla. Andatelo a dire a Sadako…

INFO
Ci sono molte iniziative a favore della popolazione colpita. Per evitare i soliti disonesti che non so come riescono a far fortuna sulle disgrazie altrui, informatevi su chi gestisce i fondi. Ecco solo alcuni suggerimenti:
CROCE ROSSA ITALIANA: Per donare 2 euro alla Croce Rossa Italiana “Pro Emergenza Giappone” è possibile inviare un SMS da cellulari TIM, Vodafone, Wind, 3, CoopVoce, Tiscali o da telefono fisso Telecom, Infostrada, Fastweb, Teletu e Tiscali al numero 45500. Altre informazioni sul sito www.cri.it.
SAVE THE CHILDREN: consultate il sito www.savethechildren.it.
UNICEF: anche l’Unicef ha una pagina per donare online un contributo: donazioni.unicef.it.

Amanda Ronzoni
Le fotografie sono di Marco C. Stoppato & Amanda Ronzoni © 2011 – riproduzione vietata.

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Amanda Ronzoni, Giappone, martelive, martemagazine, Rubrica trip: note di viaggio, terremoto, Trip: note di viaggio, tsunami, viaggi

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