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Le cronache di Narnia, parte III

Alessia_Grassoi
[CINEMACITTA’]

Alessia_GrassoiC’è odore di cioccolata calda in giro, di “cose buone” che provengono dalla cucina; carta da regalo sparsa un po’ in giro e il classico profumo di pino che riempie il salotto. Il “profumo” di Natale che invade le strade romane, grazie ad una inaspettata visita da parte della Neve e i cinema, che con il freddo, si riempiono ancora più del previsto.

In un periodo dove i cinepanettoni regnano e qualche film comico di casa nostra fa capolinea sugli schermi cinematografici, c’è anche chi si fa strada con un genere molto più “romantico” e fiabesco. Se in passato, i Fantasy Hollywoodiani che determinavano i giorni di festa, erano pellicole come Il signore degli Anelli o Harry Potter (ormai giunto ai suoi due ultimi capitoli), dal 2005 non ha potuto fare a meno di insediarsi un altro tipo di saga, firmata dallo scrittore e filologo irlandese  C.S.Lewis, The Chronicles of Narnia.

Partendo dal Il Leone, la Strega e L’armadio, a Il principe Caspian, quest’anno le avventure dei fratelli Pevensie sono giunte al loro terzo (probabilmente ultimo) capitolo, Il viaggio del veliero, che vede nuovamente protagoniste le peripezie di un gruppo di giovani valorosi pronti a scoprire sempre di più i valori e i misteri del mondo di Narnia.
Lucy (Georgie Henley) ed Edmund (Skandar Keynes), si sono divisi ormai da tempo dai due Img1-Loc.Narniafratelli Susan (Anna Popplewell) e Peter (William Moseley), alle prese con i loro studi in America. Annoiati a casa degli zii e perseguitati dal dispettoso cugino Eustachio (Will Poulter), si ritroveranno nuovamente chiamati a Narnia, stavolta trasportati attraverso un dipinto appeso nella camera di Lucy. Giunti dalle acque del mare, saranno tratti in salvo dal Re Caspian (Ben Barnes), in viaggio sul suo veliero per ritrovare i sette nobili perduti. Lucy ed Edmund, ripresi i loro vecchi oggetti, aiuteranno Caspian lungo il suo tortuoso cammino.
Streghe cattive che appaiono in sogno, ossessione di beltà, stelle che scendono dal cielo sotto forma di splendide principesse: le Cronache di Narnia hanno viaggiato per anni nell’immaginario dei bambini, spesso sono state di grande ispirazione per opere letterarie che tutt’oggi amiamo ardentemente e non di meno il libro, con la raccolta delle sette storie (il primo uscì negli anni 50), ha fatto il giro del mondo. Eppure quest’ultimo capitolo sembra non convincere del tutto, peccando anche di un 3D promesso ma scarsamente riuscito.

Probabilmente si parla di eventi, sfortune che hanno circondato una storia ormai morente e una decisamente incisiva è stata quella dell’abbandono al progetto da parte della Walt Disney Pictures, a seguito dei deludenti incassi da parte del secondo Capitolo. Con un taglio considerevole del budget la 20th Century Fox ne ha acquisiti i diritti, abbastanza fiduciosa delle potenzialità mostrate da parte del franchise.

Un potenziale che nel primo capitolo era del tutto palpabile, anche se non ai suoi massimi livelli.
Avevamo Tilda Swinton (ora pallida comparsa), James McAvoy e un Leone (la voce del meraviglioso Liam Neeson) decisamente meno digitalizzato, ma con loro anche la netta impressione che qualcosa mancasse all’intera vicenda: l’epicità.
Non c’è un sentimento abbastanza forte che venga smosso nelle pellicole delle Cronache di Narnia, nè una buona costruzione delle battaglie, davvero poco avvincenti agli occhi di chi guarda.
Così accade anche al Viaggio del veliero, una pellicola fantasy godibile, buona, ma non eccellente. Perchè, lungo il viaggio dei nostri valorosi protagonisti, scopriamo scenari affascinanti, alcuni perfino esotici, quasi divisi tra le sabbie del tempo ed avventure tipicamente piratesche, senza tuttavia toccarne mai il cuore pulsante.
Img5Eventi poco amalgamati fra di loro, che creano un grandissimo puzzle leggermente confusionario: se da un lato siamo attratti dalle storie, dall’altro finiamo con il comprendere come siano state rese meno accattivanti rispetto a quanto poteva essere realmente fatto. Non c’è un approfondimento più serio del “lato oscuro” che può attrarre i regnanti e il buonismo fastidioso, evidente e ben tracciato di ciò che porterà ad un futuro risvolto ecclesiastico, è sempre dietro l’angolo, sbattuto letteralmente in faccia.

Le cronache di Narnia si classificano quindi, sullo schermo, come un fantasy vuoto e piatto, ricolmo di bellezze senza eguali, ma costituite da un fattore esclusivamente estetico (degna di lode è una scena in cui Lucy è alle prese con un libro di Magie): non estremamente adatto per un bambino, nè abbastanza coinvolgente per un adulto, o per teeneger ormai abituati a storie romantiche di vampiri (nessuno sta parlando di “Twilight” eh! N.d.R.).
Il viaggio nel veliero, a parte lo splendido veliero che tutti (almeno io N.d.R.) vorremmo avere, non è esattamente il film che speravamo di trovare sotto l’albero…la soluzione? Mettetevi accoccolati sul divano e ripescate S.O.S. Fantasmi, non ve ne pentirete!

Alessia Grasso

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