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A. Alberti León, Memorie inseparabili

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memorieLIBRO- Cosa si prova ad essere figli di uno dei più grandi nomi della letteratura del proprio paese? L’autrice del libro Memorie Inseparabili fornisce un’eloquente risposta a questa domanda. Aitana Alberti León è figlia non d’una, ma di ben due delle più importanti figure di intellettuali spagnoli attivi a cavallo tra le due Guerre Mondiali.

Nel salotto di casa della famiglia, separata violentemente dal proprio paese per motivi politici, la bambina vede sfilare autori che i comuni mortali incontrano nei libri di storia della letteratura spagnola e non.
La madre è Maria Teresa León, scrittrice nata in un paesino del Nord iberico che la vita militare del padre portò a vivere tra Madrid, Barcellona e Burgos. Come la stessa figlia ricorda orgogliosamente, la sua educazione fu fortemente influenzata dagli zii materni, altri due nomi fondamentali per la storia culturale di Spagna: María Goyri, prima donna ad ottenere nel suo paese un dottorato in Lettere e Filosofia,  nonché sposa di Ramón Menéndez Pidal, probabilmente il più grande uomo di lettere spagnolo del Novecento. Un mostro sacro, per intenderci.
Il padre non poteva essere da meno: Rafaél Alberti, poeta-pittore originario di Cadice, autore indimenticato della splendente Generazione del ’27, il gruppo di giovani pensatori che si ritrovarono nell’effervescente ambiente madrileño in quei dieci anni che precedono la tragedia della Guerra Civile.
La coppia si incontra proprio nei ritrovi dei caffè frequentati da giovani autori, tra i quali Federico García Lorca. Li unisce la vivacità intellettuale e l’impegno politico, che poi li vedrà infelici esuli a seguito dell’instaurazione della dittatura franchista. Il loro rifugio sarà la capitale argentina adagiata sull’immenso fiume che nel 1941vedrà la nascita della figlia inaspettata.

Il libro è diviso idealmente in due parti, la prima dedicata al ricordo della figura materna, l’altra a quello di un padre evidentemente adorato da bambina come uomo e poi, da adolescente scrittrice in erba e da giovane autrice adulta, come poeta. La divisione dei capitoli però non impedisce al ricordo di procedere intersecando le due parti, le due memorie che sono, appunto, inseparabili.
Il ricordo della madre possiede sfumature dolorose per gli anni finali della vita di questa donna che, dalla metà degli anni ’70, inizia progressivamente a perdere la memoria. Una memoria che in questo caso  è un tesoro di rilevanza nazionale, viste le conoscenze artistiche di Maria Teresa e visti i momenti storici cruciali che ha vissuto da protagonista con il suo inseparabile compagno. Emozionanti sono i brani che raccontano dell’impegno politico della coppia e che svelano un sentimento di figlia profondamente grata anche come cittadina. Il ricordo non si ferma meramente alla sfera privata, ma affronta anche l’instancabile lavoro letterario della madre come del padre. Questo può essere definito il valore aggiunto del libro, che altrimenti risulterebbe un diario del ricordo filiale e che, invece, seppur accennato e compresso diventa un piccolo compendio di critica letteraria.
Se il ricordo della madre si tinge di orgoglio e malinconia sotto le sembianze di una prosa diligente, quello del padre è fatto interamente di amore e gratitudine, come figlia, attivista politica e poetessa, e si esprime con un lirismo molto marcato. La prosa lascia il campo a versi e discorsi metaforici. Non è più il linguaggio della ragione a raccontare, ma quello dell’anima poetica. Negli occhi del lettore resta l’immagine di una figlia e di un padre intenti a giocare sulle rive del grande fiume d’argento di una terra che, sebbene abbia accolto e protetto gli esuli, resta pur sempre un piccolo giardino in confronto all’amata Patria.

Aitana Alberti León, Memorie inseparabili, Ed. iacobelli, pag. 64, € 10

Francesca Paolini

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