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Tiziano Lucci: oltre la visione

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[ARTI VISIVE]

muppet_show_2001_lambda_print_on_alROMA- La Galleria d’arte contemporanea CO2 chiude in bellezza la stagione delle mostre offrendo al pubblico l’estro creativo di un artista romano, Tiziano Lucci, il quale ha mostrato al pubblico la sua particolare sensibilità all’evoluzione delle immagini attraverso la decodifica di caratteri digitali.

Le opere selezionate per la mostra Le sale dell’abbondanza che sarà visibile fino al prossimo 6 Giugno racchiudono le esperienze artistiche di Tiziano Lucci dal 1999 al 2007 e si pongono come pezzi di un mosaico che raccontano il rapporto dell’artista con la realtà, con la quotidianità che si celebra in ogni dove.
Attraverso l’utilizzo delle tecnologie avanzate, Tiziano Lucci ci presenta il frutto di una lunga elaborazione che non si ferma alla semplice percezione, ma si espande verso un universo psichico che lega l’artista ed il suo estro allo spettatore: quest’ultimo diviene il decodificatore delle sovrapposizioni dell’artista, in tal modo egli incarna le vesti di colui il quale riesce a guardare oltre la semplice immagine per comprendere l’evoluzione della stessa nella mente del suo ideatore.
La comprensione delle opere di Tiziano Lucci non può essere affidata alle parole, ma solo alla Rigeneratore_2006_lambda_print_on_avista, la quale restituisce il vero valore alla creatività dell’artista in questione; opere come Zapping che ricorda l’esperienza umana tra il sonno e la veglia che crea nell’artista la forza di ricostruire volti visti passare in tv che sovrapposti somigliano a quelli della Vergine Maria; e ancora Here we go again dove il nero dello yin contrapposto al bianco dello yang ricordano il rapporto tra uomo e natura reso greve da una forma di vita primitiva.

Come ho sottolineato qualche riga sopra sono soprattutto le immagini che ci giungono dalla quotidianità ad essere inquadrate dall’occhio fotografico dell’artista, il quale non manca di rimarcare le sue esperienza percettive del passato attraverso Dixan, una sovrapposizione di ricordi e suoni elettronici che creano un tracciato di passato e presente virtuale.
Quelle di Tiziano Lucci sono opere contraddistinte da un forte senso di dedizione agli aspetti innovativi dell’arte fotografica, messi a frutto attraverso la rielaborazione di immagini e percezioni fuori da ogni controllo razionale: il punto forte dell’artista risiede nel suo tentativo ben riuscito di mettere a confronto la contingenza tangibile con la sensorialità umana, ossia il reale con ciò che Palazzo_Pitti_2002_lambda_print_on_viene percepito e quindi il sogno con il risveglio, la realtà e l’apparenza, l’illusione del godimento estetico.
Tale prerogativa raggiunge il culmine con la sua Venere, un’opera in cui la divinità marmorea presente nei Musei Capitolini cerca di mantenere viva la propria bellezza attraverso dei congegni elettronici che la mantengono viva e immortale nei secoli.
Se le parole non hanno soddisfatto la vostra sete di arte, allora vi invitiamo vivamente ad appagare i vostri sensi, soprattutto la vista, dal vivo, entrando nel mondo in questa dimensione digitale che stimola ogni singola parte della nostra materia grigia.

Eva Di Tullio
Foto per gentile concessione della Galleria CO2

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