Onda Libera: Modena City Ramblers Live

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[MUSICA]

mcr_rub_09_3511CISTERNA DI LATINA- E’ in un giorno di pioggia che molte persone vengono a conoscenza dell’azione di Libera: riappropriarsi delle terre confiscate alla mafia, coltivandole, dando nuova speranza.
Così, con l’uscita del nuovo album dei Modena City Ramblers, si dà vita ad una serie di concerti nella penisola per far conoscere a più persone possibili l’azione e la reazione.

Noi eravamo alla data di Cisterna di Latina.
In un campo di dieci ettari, strappato alla famiglia Schiavone, l’atmosfera, la mattina presto, non era delle migliori: pioggia e vento a scoraggiare l’evento; neanche l’ombra di un palco, di segnaletica, di nulla.

Con il passare delle ore la situazione va via via migliorando: compaiono sulle strade le prime indicazioni per raggiungere il luogo, vengono poste delle pedane e delle casse per i musicisti, il sole fa capolino tra le nuvole e c’è un nuovo sorriso ad illuminare i volti delle poche persone presenti dal primo pomeriggio; è una situazione che, con il passare delle ore migliora sempre più.
Sul piccolo palco, con l’aiuto di ottimi fonici, si dà vita ad una piccola maratona musicale inframezzata da reading fino ad arrivare all’atteso concerto della band emiliana.

Non una goccia a disturbare i primi due gruppi, scelti appositamente tra le band di Cisterna: gli Emicrania con un pop\rock veramente blando spesso imbarazzante, e gli Antitesi con un Rock più ’90 di buon spessore, che non stupisce ma si fa ascoltare.
Un reading da Gomorra, il libro di Saviano, ascoltato con attenzione e grande partecipazione dalle poche persone presenti.
Poi spazio a due gruppi di respiro più nazionale: gli A 67 direttamente da Scampia con un ottimo mix di rock, sassofono, testi rappati rigorosamente in strettissimo dialetto e il sound occitano dei Nedlud che ben riesce a prefigurare la prossima comparsa dei MCR sul palco.

Nel frattempo è scesa la notte, le persone presenti sono circa quattrocento, cinquecento al mcr_09_2704massimo, ed un pensiero va al gruppo principale, una volta non sarebbero bastati i dieci ettari a disposizione per ospitare la folla, non sarebbero bastati i parcheggi, la voce si sarebbe sparsa in maniera incredibile e il messaggio sarebbe arrivato a molte più persone.
Don Ciotti, fondatore di Libera, non si pone problemi, arriva e parla con vigore, crede nelle sue parole, accompagna i “Modena” nella loro performance suonando il tamburello, dando l’idea che un futuro diverso è possibile, sprigionando forza.

I “Ramblers” nascosti dalla folla non perdono colpi dal vivo, riescono come al solito a far cantare tutti e far ballare anche i più ostici, i più impacciati, ma l’assenza di un frontman è pesante e visibile: le canzoni hanno perso d’impatto, i testi d’importanza, la differenza c’è e si vede. Suonano i nuovi pezzi che fanno fin troppo riferimento a riff già sentiti e rispolverano i vecchi successi per recuperare l’attenzione, l’esperienza c’è tutta.
Il concerto, iniziato prestissimo finisce dopo circa un’ora e mezza tra gli applausi e le solite battute finali di celebrazione.
Oggi però non conta; conta pensare alla terra che calpestiamo, ai sorrisi, alle parole nei microfoni, a chi si è comunque sforzato per far si che un evento riuscisse. Per ora, ci stiamo riappropriando di ciò che è nostro, tutto qui.

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