Festival Internazionale del Film di Roma: al centro, a latere…

Si è conclusa venerdì 31 ottobre l’edizione 2008 del Festival Internazionale del Film di Roma, che, con un nuovo nome e una nuova gestione, ha riproposto a pubblico e addetti ai lavori lo spettacolo del cinema, un fil rouge tra la kermesse (per cinefili e appassionati di gossip) e il mercato (per chi lavora nell’industria dell’audiovisivo). Sono state 580.000 le presenze nelle diverse sedi e realtà del Festival romano, in leggera diminuzione rispetto all’anno precedente, a fronte di un maggior numero di spettatori presenti in sala. Anche nel 2008 è stato l’Auditorium Parco della Musica a dominare la scena, per le passerelle, le proiezioni, la pioggia, i problemi, le potenzialità inespresse e i premi consegnati.
Se le proiezioni hanno girato intorno alla Selezione Ufficiale (Anteprima Première e Cinema 2008), a latere, le sezioni L’altro Cinema – Extra, Alice nella città e L’Occhio sul Mondo – Focus sono stati capaci di dare spessore (non solo qualitativo!) alla programmazione di questa terza edizione romana, per un totale di 615 proiezioni (55 in meno rispetto al 2006) provenienti da 34 paesi.

Centralissimo in Roma, ma sempre a latere del Festival, si è svolto in via Veneto il “Mercato Internazionale del Film – The Business Street“, dal 22 al 26 ottobre, tra la Terrazza Krug presso l’Hotel Bernini Bristol e l’Hotel Majestic. La zona è stata la sede della compravendita dei film che vedremo (e, auspicabilmente, vedranno, all’estero!) nelle sale a partire dal prossimo anno, e ha dato ospitalità a produttori, distributori e agenti di vendita di 33 paesi. Sempre via Veneto ha ospitato alcuni dei momenti di riflessione dell’Intellighenzia italiana su produzione e distribuzione di cinema e audiovisivo nel nostro Paese, attraverso alcuni panel riuniti sotto “gli Stati Generali del Cinema Italiano”, promossi dalla Fondazione Cinema per Roma. Tre i convegni principali, dedicati alle forme di sostegno e promozione del prodotto e dell’industria cinematografica (Cinema: nuove norme per lo sviluppo), nonché alla tutela e alle principali minacce delle opere dell’ingegno (L’attualità del diritto d’autore e Pirateria e criminalità audiovisiva).

A latere del Festival, ma centralissimo in questo autunno (tiepido?) italiano, il corteo degli studenti di venerdì 24 ottobre, che ha scelto il tappeto rosso dell’Auditorium per attirare l’attenzione dei presenti e delle telecamere sul proprio personalissimo docudrama.

Centrale, il maltempo di stagione, che ha scandito – e forse penalizzato – con nubifragi o banali acquazzoni, le dieci lunghe giornate di questa festa dai toni minori, non ancora capace di ritagliarsi un ruolo da primadonna né per gli operatori del mercato né per gli appassionati, ma che, almeno comprimario in un’Italia che stenta a evolversi dal cliché dicotomico dell’arte per l’arte e del mercato per la sua strada, meriterebbe riflessioni e investimenti, e non solo l’attenzione dei media, che gli hanno infatti riservato, in Italia e all’estero, la copertura più rilevante degli ultimi due anni. 

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