Interno Abbado: spazio popolare

È difficile dire se l’interno a cui si riferisce il titolo sia uno spazio fisico oppure emotivo perché Andrea Baracco, autore e regista dello spettacolo, è riuscito a tracciare con poche, suggestive pennellate entrambe le dimensioni. Lo spazio reale, l’appartamento della famiglia Abbado, si manifesta attraverso una serie di oggetti – una collezione di santini, cosmetici, gioielli e profumi tipicamente presenti sui comò delle vecchie case – che tuttavia circondano il protagonista in maniera minacciosa, rivelandone la profondità interiore, appunto, preda di claustrofobiche ossessioni.

Al centro di quel cerchio è imprigionato un bravissimo Giandomenico Cupaiolo, impegnato a dar voce ad un complesso percorso psichico sfruttando le naturali risonanze del dialetto pugliese, i suoi ritmi concitati e l’umorismo implicito, pretesto di risate catartiche che prorompono dal profondo disagio del personaggio quasi come un effetto collaterale.

La musica, suonata dal vivo da Lucas Zanforlini, contribuisce a determinare un’atmosfera popolare – festosa e sinistra al tempo stesso – in cui si delinea la realtà opprimente della provincia, con le sue voci sibilline ed impietose che osservano e giudicano Rosa Abbado con ferocia, persino attraverso le fotografie appese lungo il corridoio, deformato nella mente della donna in un lungo ed opprimente tunnel.

Nel corso di un solo giorno la tormentata eppure rassicurante routine della signora Abbado viene sconvolta da novità e cambiamenti insperati, che le regalano il brivido di una vita interessante ma, al tempo stesso, la costringono ad affrontare ostacoli a cui è totalmente impreparata.

La scena si popola così di un gran numero di eventi e personaggi – proiezione di ricordi, speranze ed illusioni – vivificati attraverso un monologo graffiante e scorrevole che cela, dietro i toni umani e leggeri, una profonda riflessione sulla vita e sui rapporti umani, resa ancor più complessa da un finale che, svelando una sorpresa in parte annunciata, conferma le profonde suggestioni hitchcockiane e getta una nuova luce sull’indagine poliziesca, sfondo e cornice della narrazione.

Con questo spettacolo – Interno Abbado in scena dal 2 al 12 ottobre al Piccolo Teatro Iovinelli di Roma – la compagnia ITermini non solo si è aggiudicata il premio MArteLive Teatro Tour 2008, ma parteciperà anche a novembre, alla rassegna LET (Liberi Esperimenti Teatrali) organizzata al Teatro Cometa off di Roma. Io vi consiglierei di vederlo…

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