Buone Vacanze Illetterate!

evakent
[L’ILLETTERATA]



evakentSono circa due giorni che mi domando: “Ma per l’ultima rubrica, prima di andarmene anche io al mare a godermi il solleone estivo, che cosa posso consigliare ai miei cari lettori?”.
Lettrice accanita qual sono, di certo non mi mancano le idee, ma la difficoltà risiede nel capire ed intuire, quale sia un libro veramente adatto ad una vacanza.

 

Secondo me, dipende dal carattere del lettore, dal tipo di vacanza, dal tempo atmosferico e da chi si incontrerà nel viaggio…insomma, una tale serie di variabili del tutto incalcolabili che mi impongono di fare, come sempre, come meglio credo io.

Per gli amanti delle storie ricche di suspence e di intrighi: Carlos Ruiz Zafòn, L’ombra del vento (La sombra del viento), Mondadori Tascabile.
Una mattina del 1945 il proprietario di un modesto negozio di libri usati conduce il figlio undicenne, Daniel, nel cuore della città vecchia di Barcellona al Cimitero dei Libri Dimenticati, un luogo in cui migliaia di libri di cui il tempo ha cancellato il ricordo, vengono sottratti all’oblio. Qui Daniel entra in possesso del libro “maledetto” di Julian Carax, che cambierà il corso della sua vita, introducendolo in un labirinto di intrighi legati alla figura del suo autore e da tempo sepolti nell’anima oscura della città.
Un libro davvero straordinario che alla sua uscita nel 2001 ha avuto un successo inaspettato e dovuto, principalmente, al tam tam degli stessi lettori.
Da leggere perché…appassiona e inchioda fino all’ultima pagina. Inutile dirvi che leggerlo in lingua originale mantiene ancor di più il fascino un po’ retrò della Barcellona degli anni ’40.

Per gli amanti dell’intellighenzia pura, come quella dello spirito nobile, sarcastico e ficcante di Josè Saramago, insignito tre anni fa del Nobel per la Letteratura consiglio: Le intermittenze della morte e Il Vangelo secondo Gesù Cristo, entrambi editi da Einaudi (205 pagine, € 10.00 il primo; 410 pagine, € 12.00 il secondo).
Nel primo romanzo si racconta di un non meglio identificato Paese, in cui allo scoccare della mezzanotte di un 31 dicembre qualunque, s’instaura l’eternità, perché nessuno muore più. L’avvenimento suscita a tutta prima sentimenti di giubilo e felicità, ma crea anche scompiglio in ogni strato sociale: dal governo alle compagnie di assicurazione, dalle agenzie di pompe funebri alle case di riposo e, soprattutto, nella Chiesa, la cui voce di protesta si leva alta e forte: senza morte non c’è più resurrezione, e senza resurrezione non c’è più chiesa… Dopo sette mesi di “tregua unilaterale”, con una missiva indirizzata ai mezzi di comunicazione, la morte dichiara di interrompere quel suo “sciopero” e di riprendere il proprio impegno con l’umanità.
Da leggere perché… è sarcasticamente divertente, e perché Saramago ha l’incredibile capacità di parlare di argomenti spinosi, come la politica e la religione, facendo sorridere intelligentemente il lettore, ma lasciandogli anche un sapore amaro sulla lingua. E poi, è davvero geniale l’idea della morte in sciopero…

Nel secondo, sorta di novello vangelo scritto dal genio di Saramago, a differenza dei più conosciuti vangeli promulgati dalla Chiesa, si svelano sentimenti e intimità del personaggio Gesù, in una dimensione umana, a noi sicuramente più vicina. Gesù nasce da donna e dunque reca in sé debolezza, amore, sensualità. Gesù è un bambino scapestrato, un fanciullo della sua età, e un adolescente insicuro come tutti gli altri. Tuttavia, egli è anche creatura divina, generata da Dio, e in quanto tale subisce tutto il mistero e lo sconcerto di una lontananza incolmabile. Gesù vaga, vive nel deserto, apprende l’arte dei pastori, abbandona la famiglia e impara dal “Nemico di Dio” a crescere conoscendo il significato del dolore, della rinuncia, della sofferenza.
Da leggere perché…è una campana che non avremmo mai pensato di poter sentire suonare: l’umanità di Gesù Cristo ci è stata propinata a più riprese, nel corso della storia culturale europea e mondiale, ma mai in questo modo così innocente, vero, razionale e poetico. Saramago ama stupire con il suo linguaggio, i suoi sbalzi umorali, il suo interminabile flusso di coscienza, e ci incatena a doppia mandata ad una storia che nessuna fede potrà raccontare mai del tutto.

Per chi ama le girandole caleidoscopiche di personaggi: Jonathan Coe, La casa del sonno, Feltrinelli Tascabile (312 pagine, € 7.50).
In questo romanzo si racconta l’avventura di un gruppo di giovani. Da studenti, nei primi anni Ottanta, vivono tutti nella severa Ashdown: Gregory, che studia medicina e ha la mania di spiare il sonno altrui; Veronica, una lesbica volitiva, ultrapoliticizzata e appassionata di teatro; Therry, che dorme quattordici ore al giorno e da sveglio sogna di girare un film che richiederà cinquant’anni di riprese; Robert, romantico studente di lettere, che scrive poesie d’amore per Sarah; e Sarah, appunto, intorno alla quale girano le vicende di tutti gli altri. Dodici anni dopo, Ashdown è diventata una clinica dove si cura la narcolessia e nei sotterranei si svolgono oscuri esperimenti. E’ un autentico “castello dei destini incrociati”, dove si avverano sogni e si dissolvono visioni; dove c’è chi dorme troppo e chi troppo poco, chi ama sognare piuttosto che vivere e chi non vorrebbe perdere un solo minuto di vita nel sonno. E, mentre si interroga ossessivamente sul valore e il significato del sonno, l’eterogenea comunità di studenti, diventata adulta, inciampa nel malessere, nella follia e nelle comiche incongruenze della vita.
Da leggere perché…Coe è un romanziere capace di stupire, che crea atmosfere noir nell’Inghilterra del nostro tempo. Ha un approccio molto diretto, a volte crudo, ma anche rispettoso del lettore, e soprattutto perché i suoi finali hanno sempre una marcia in più.

Infine, per ultimo, vi consiglio il libro che leggerò io sotto l’ombrellone in questa estate affatto calda atmosfericamente, ma sicuramente sempre piena di bollori politico- ecologici: Dario Fo, L’Apocalisse rimandata ovvero Benvenuta catastrofe!, edito da Guanda (201 pagine, € 15.00).
Il dramma dell’inarrestabile surriscaldamento terracqueo non sembra sollevare timori e preoccupazioni eccessivi nella gran parte della popolazione del pianeta, ma esiste un certo numero di cittadini per i quali al contrario il problema sta diventando una disperata ossessione. Io personalmente, lo devo ammettere, faccio parte da tempo di quest’ultima tormentata categoria.” Inizia così questa accorata riflessione di Dario Fo sulla catastrofe ecologica a cui andiamo incontro. Ma ecco il capovolgimento del comico… E se la catastrofe si rivelasse in realtà una salvezza, addirittura una rinascita per il pianeta? Un bel mattino, a Milano, a Roma, o in qualsiasi altra città del mondo, le lampadine non si accendono, il frigorifero è spento, niente caffè al bar, niente benzina alle pompe. In un batter d’occhio crollano banche e assicurazioni, il denaro non vale più. Il panettiere con forno a legna è preso d’assalto, tornano in auge le biciclette e l’energia prodotta dal sole, dal vento e dai combustibili vegetali finalmente si afferma. Le guerre del petrolio non hanno più ragione di esistere. I potenti di turno rimangono intrappolati nelle loro ville superprotette e superaccessoriate, mentre i politici e i religiosi paludati smettono di fare chiacchiere inutili e razzolano insieme agli altri affamati. Le città si svuotano e si riempiono di nuovo le campagne. E ovunque si ritorna spontaneamente a riunirsi, a discutere…
Da leggere perché…non sono solo fantasie e perché la nuova, geniale ‘opera buffa’ del grande ed imprevedibile Premio Nobel potrebbe davvero farci riflettere sull’attuale situazione sociale ed ecologica italiana, in fondo un po’ di impegno, anche sotto l’ombrellone, non guasta mai, no?

evakent.74@gmail.com

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