Baustelle a Villa Ada? Da rifare!

[MUSICA]

Lasciano perplessi i Baustelle, con il loro fare alternativo e i richiami sempre più frequenti al maestro Franco Battiato, quando si fermano sul palco di Villa Ada senza troppo entusiasmo. Forse il contesto era sbagliato? Eppure Roma incontra il mondo, manifestazione che da anni colora le notti capitoline con ritmi freschi e sound etnici lascia spazio all’espressione di tutti.


Arrivata nel suggestivo spiazzo, molto ben organizzato dall’Arci, il mio entusiasmo per la serata è scemato, quando ho compreso che la band toscana, dal vivo, non tira fuori quella grinta e quel carisma che caratterizza i loro album. In un concerto di soli 75 minuti i Baustelle avrebbero potuto dare di più, tirare fuori quei sentimenti discordi che si percepiscono quando si ascoltano i loro brani magnetici, ironici e spietati.

Ad aprire il concerto Antropophagus dall’ultimo disco Amen (Warner), un pezzo forte sulle contraddizioni dell’uomo, che finisce per divorare i suoi simili, cantato con la nonchalance tipica dei Baustelle, impassibili di fronte alla crudeltà delle loro parole. Un contrasto musicale particolare che ha reso la band una delle più interessanti sul panorama musicale italiano. Con il solito abbigliamento metropolitano e montatura stile Warhol, Francesco Bianconi è abilissimo nel lanciare duri messaggi, indorandoli con una ottima capacità metrica e lasciando il pubblico attonito.
In Baudelaire e Colombo, pezzi movimentati e, ovviamente, durissimi, la voce di Rachele Bastreghi incanta per la sua profondità ed estensione, così come piace quel tamburello suonato da Bianconi con indifferenza e senza alcun motivo ritmico. La platea si entusiasma con Charlie fa surf, hit che ha dominato la classifica italiana invernale, suonata con charme e imperturbabilità, come tutto il live a Villa Ada, che continua con pezzi melodici e un po’ melanconici, come Il Gabbiano.

I Baustelle aspettano la fine del concerto per regalare ad un pubblico in ansia brani molto amati come La guerra è finita e l’applaudita I Provinciali. Dopo essersi sbizzarriti in un pezzo strumentale, non molto gradito, la band ha concluso la performance romana con Un Romantico a Milano. Un live con poche emozioni, Baustelle professionali, bravi, ma poco incisivi, decisamente meglio in studio, dove tirano fuori quell’appeal necessario ai loro brani.

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