La Storia con la ”S” maiuscola

diegociorra
[STREAP- TEASE: FUMETTI MESSI A NUDO]

diegociorraLa stagione televisiva, che si appresta ad esalare gli ultimi esangui respiri replicandosi, è stata segnata da due grandi filoni, quello storico e quello giovanilistico. Il primo ha portato sullo schermo sottoforma di fiction i grandi eventi che rivoluzionarono

epoche, ma anche le piccole storie di cronaca che incisero comunque sull’opinione pubblica il secondo filone ha invece insistito sull’universo rappresentato dai milioni- è quello che sembra a guardare la televisione- di adolescenti che vivono nelle belle speranze di diventare degli artisti acclamati, o più semplicemente di essere solo acclamati. Con la promessa di ritornare su quest’ultimo filone, mi piacerebbe questa settimana parlare di come anche il medium fumetto tenti, con diverse strade, di interessarsi alla Storia, quella con la esse maiuscola, ai suoi protagonisti ma anche alla cronaca moderna.

Quello passato è stato in un certo senso l’anno di Maria Antonietta di Francia, il cui gusto per il lusso e l’eccesso è tornato ad ispirare moda ed arte. Ma prima di Sofia Coppola c’era un manga, Versailles no Bara, cioè La rosa di Versailles, conosciuto in Italia come Lady Oscar. Il manga di Ryoko Ikeda, pubblicato originariamente nel 1972 e la cui ultima edizione italiana risale al 2001 per Planet manga, è uno dei più riusciti esempi di come un fumetto possa raccontare i passaggi epocali della storia umana senza indulgere eccessivamente nella fiction. Tra sfarzosi balli a corte, rivolte del popolo affamato, intrighi e curiosità storiche documentate, l’autrice regalò ai lettori un nuovo sguardo sui protagonisti, nobili ed umili, della Francia pre-rivoluzionaria.

Restando nel genere “intrighi a corte” ma tornando ancora più indietro nei secoli, non posso non consigliarvi un vero e proprio peplum disegnato: Murena, edito da Panini nel 2006. Un volume che cattura lo spirito cronista e pettegolo di storici romani come Svetonio o Tacito; Jean Defuax impara la lezione e orchestra un vero e proprio kolossal, muovendosi come osservatore silenzioso, ora nelle sale lucide del palazzo imperiale, dove Agrippina, Claudio e Nerone bramano e difendono il potere, ora tra la folla dei mercati e nei vicoli fumosi dell’antica Roma, tra prostitute e gladiatori. La trama si intreccia, i personaggi catturano la scena vivendo di passioni estreme e il lettore resta sedotto, nonostante gli eventi siano accaduti millenni fa. I disegni morbidi e particolareggiati di Philippe Delaby aggiungono sensualità a questi vip che animarono il gossip A.C.

Per concludere questa prima carrellata di titoli vi riporto al passato prossimo, precisamente al 2 Novembre 1975. Immaginate dei titoli di testa, poi uno schermo in 16:9 e dei Carabinieri che inseguono un ragazzo, il Pelosi. Un rapido stacco e assistiamo al ritrovamento di un cadavere, raccontato come se delle talecamere fossero sul luogo della scoperta. E’ così che inizia Il Delitto Pasolini, di Gianluca Maconi per edizioni Becco Giallo, un’immersione dell’autore in uno dei casi di nera che influenzarono la storia italiana del dopoguerra. Pescando tra i materiali dell’epoca, tra gli appunti dello stesso scrittore ucciso, ed utilizzando interviste rilasciate negli anni, Maconi produce un racconto scrupoloso, denso che non vuole offrire una sua verità sul delitto Pasolini, ma raccontare tra poesia e tragedia come un intero paese reagì a questa morte.

 

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