Adoro prendermi cura di me stesso

[LE PROUDERIE]

 

Il fitness è arte. E’ estetica futurista. Mi piace sollevare pesi. Per me il massimo è alzare da terra pesanti manubri mentre mi osservo allo specchio. Adoro quel rigagnolo di sudore che mi cola dalla fronte e scivola sulle tempie. Prima lentamente, poi con improvvisa accelerazione.

Lo sforzo profuso è straordinario, ma è la capacità di contenerlo e controllarlo che ammiro più di me stesso. Sembro Clark Gable in fuga da Atlanta in fiamme. Quando faccio cadere a terra i pesi, quel tonfo sordo intrecciato al rumore metallico mi manda in sollucchero. E allora finisco per non riuscire proprio a celare quel mio sorriso guascone, che le donne proprio adorano. Almeno stando al contenuto delle loro confessioni più intime.
E poi prendo altri pesi, mi concentro, inspiro profondamente e al contempo faccio forza su bicipiti e tricipiti. Diavolo, come si ingrossano. Sembra che scoppino. La mia canottiera grigia si imbeve rapidamente di sudore all’altezza del petto. Forma una strana figura, del tutto simile a quella dei test di Roshak. Io vi ci vedo un’aquila. Aggressiva e rapace. Severa ma giusta. Proprio come me. Mi piace ricordare a me stesso e agli amici che sotto la maglia si nascondono pettorali scolpiti. Fanno invidia, lo comprendo. Ma sono il risultato della mia incoercibile forza di volontà. Della mia capacità di rinunciare ai piaceri effimeri in favore di risultati a medio- lungo termine. Credo che in tutto questo i dorsali abbiano un ruolo importante. Riescono a valorizzare al meglio la mia muscolatura.

Eva Kent, fitness, martelive, martemagazine, Porfirio Rubirosa, Rubrica Le Prouderie di Porfirio RubirosaRubrica, Rubriche

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