Parlare di gnocca è straordinariamente distensivo

[LE PROUDERIE]

 

Con gli amici parlo prevalentemente di gnocca. E di football. Ma prevalentemente di gnocca. Mi piace discorrere dell’argomento, lo trovo straordinariamente distensivo. Ogni tanto racconto di una mia ex, non lesinando i particolari più intimi. A volte prendo su una salvietta del bar e ci faccio pure qualche schizzo. A penna, s’intende. Tanto per rendere l’idea delle caratteristiche fisiche della donna oggetto della mia descrizione. Se sto parlando di gnocca e una mi passa a fianco, sono immancabili i miei commenti. Sui glutei. Sulle gambe. Sui tacchi a spillo, se per mia fortuna li indossa. E se non li porta, allora mi girano le scatole e divento volgare per davvero. Indipendentemente da tutto, comunque, non faccio mai mancare la precisa indicazione delle varie modalità attraverso cui sarei desideroso di interfacciarmi fisicamente con l’altro sesso. Ai miei amici piace sentir parlare di gnocca. Dicono che è straordinariamente distensivo. Magari il concetto lo esprimono con un sonoro rutto a seguito di opportuna sorsata di birra, ma che importa. In questo senso, non lasciano mai adito a dubbi o equivoci. Mi sento un vero uomo quando parlo di gnocca. Neppure segnare il gol decisivo alla partita di calcetto del sabato mi regala le stesse ebbrezza. O forse si. Ma il football è una cosa intima, personale. Le emozioni che il giuoco del calcio riesce a regalarti sono un qualcosa che non può essere condiviso. Almeno a parole. La gnocca, invece, è pubblica. Meglio così. Adoro parlarne. E’ straordinariamente distensivo. A proposito…è caduto il Governo.

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