A Carnevale, valo solo ”Per quel che vale”

[PER QUEL CHE VALE]

Sta scoppiando in strada il carnevale
coriandoli e girandole a saltare
e stelle filanti, sopra tutti quanti
girano le maschere e m’abbracciano d’amore
Lucifero non smette di saltare…

Beh, il caso di Corvo Torvo di Capossela è interessante, perlomeno per cominciare. I colori del carnevale sono probabilmente la cosa più lontana dalla scurissima realtà del protagonista del brano.

La verità è che, anche storicamente, il Carnevale è il giorno dove i ruoli s’invertono, è il giorno della rivoluzione, il disoccupato può diventare Sultano e l’imprenditore, spazzino (o, peggio, co.co.pro.). Se si può stravolgere la realtà allora perché non pensarla come Alberto Camerini:

E quando è Carnevale staremo insieme io e te
e troveremo casa che non troviamo mai
e li ci ameremo insieme io e te,
dimenticheremo i problemi, le tasse da pagar.
E voleremo via lontano io e te,
dimenticheremo i problemi che in pace non ci lascian star.
Ti porterò a Venezia o dove andare vorrai,
oppure in Brasile, non so come farò
se qui non c’è lavoro e soldi non ne abbiamo mai,
e voglia di divertirsi, di sera non si sa che far.
E tutto è così duro, difficile per noi,
ma quando è Carnevale qualche cosa ti cambierà
ma quando è Carnevale qualche cosa ti cambierà.

E tanti hanno cantato di questa festa, Cocciante, Tozzi, la Caselli, Don Backy e per un ex Masquèra come me, è una festa da non sottovalutare. Mi sono mascherato in mille modi, ma le mie maschere preferite, forse perché costruite da me e dai miei genitori con cura, furono tre, messe a segno un anno dopo l’altro, grosso modo a 10, 11 e 12 anni…parto dai 12: Dick Tracy. Mi è sempre piaciuto il giallo, sia come colore che come genere letterario-cinematografico. Certo che trovare un cappello e un impermeabile giallo canarino non è semplice. Gli altri accessori sì, pistola, cravatta, ecc. quelli sì. Ma l’impermeabile e il cappello? Beh è finita così. Il cappello è stato colorato con vernice spray gialla e l’impermeabile reso giallo nella vasca da bagno con un lungo “ammollo” in tinta gialla. L’anno prima era il carabiniere. Ero diventato pazzo (e lo sono ancora) del film I due carabinieri di Verdone, con Verdone e Montesano. Una comicità a una prima lettura semplice, ma a ben guardare ricchissima di particolari straordinari. E allora anch’io volevo vestirmi da carabiniere. Abbiamo addirittura fatto cucire sulla stoffa blu di un vestito le righe di panno rosse (il sarto era scandalizzato, gli sembrava un’offesa a pubblico ufficiale) e le onorificenze. Ero così perfetto che a spasso per Roma, mascherato, mi sono preso pure un calcio nel sedere da uno strano tipo di mendicante un po’ napoletano che disse: “Carabiniere, stu fetente!”. Ma la più bella fu la mia maschera da Gullit. Proprio l’anno in cui l’asso del Milan arrivò in Italia. Evidentemente il suo look treccinato fece molto effetto a noi bambini e allora eccomi qua: in questo caso bastò comprare una parrucca nera (alla quale fare poi le treccine) e mettersi una di quelle mie vecchie magliette da calcio che avevo, quella rossonera. Dopodiché un tappo bruciato per scurire la mia carnagione e il gioco è fatto. Che passione che avevo all’epoca. Che passione.
Chi è arrivato fin qui a leggere ora saprà bene come non stupirsi quando mi vedrà nuovamente sul palco con berretti, giacche variopinte o roba del genere. Il Carnevale ce l’ho sempre con me.

Per chiudere, ecco una perla cantata di Sergio Endrigo, Carnevale, davvero una meraviglia di testo:

La pecora ha ruggito
Il diavolo si è convertito
Hanno lottizzato la cattedrale
La campana si è impiccata
Al lume di candela
Una suora si è abbronzata
È passato un funerale
Era tutta una risata

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

Tra moglie e marito non mettere il dito
Una mulatta si è tolta il vestito
La famiglia va in rovina
Perché la moglie non cucina
La famiglia va distrutta
Lo Stato pensa a tutti e a tutto
Il lupo non mangia pane
Un biscotto si è mangiato il cane

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

È saltata una centrale
Un uccello nuota in mare
Un pesce tuba sul davanzale
Ho visto un atomo col cannocchiale
Un mago ha letto il mio futuro
Nel bidone dell’immondizia
Con la mia pelle farò un tamburo
Con le mie ossa lo suonerò

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

Sono stato un bravo bambino
Obbediente e silenzioso
Ero un bravo ragazzo
Remissivo e rispettoso
Ti do la vita in usufrutto
Prima ti sfrutto e poi ti butto
Sono stato quel che sono
E adesso mi sono rotto

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

La virtù è una grande cosa
Soprattutto per chi si sposa
La signora ne ha fatte tante
Non si è tolta le mutande
Indovina chi è nato prima
Il pisello o la farfallina
Mi sembra molto razionale
La poesia con il maiale

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

La legge per tutti è uguale
Ma cane non mangia cane
Vede rosso, rosso e nero
Il presente prigioniero
Si potrebbe andare avanti
All’inferno tutto quanto
Finché dura resto qui
E se vabbè tutto qui

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

Carnevale, carnevale
Ogni scherzo vale

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