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Le perfomances colorate di Corviale Urban Lab

shiba
[GRAFFI(A)TI AD ARTE]

shibaUn primo autobus mi lascia sui Colli Portuensi, da lì credo di essermi persa: attorno a me solo  il palo che indica la fermata e il nulla. Penso: sto andando ad un evento d’arte, non si potrà svolgere in un’oasi nel nulla, vero? Corviale non dovrà essere molto distante, mi incammino verso la fermata successiva.

Quando la trovo ho un sospiro di sollievo, il secondo autobus mi porta fino alla parallela di Via Mazzacurati, qui nel buio della notte, e vi assicuro, non esagero, buio totale, si erge uno spazio polivalente, ed io mi trovo lì perché c’è una festa, una festa dell’arte: Corviale Urban Lab.
Questa è la storia di come, il 10 luglio 2009,  sono giunta a conoscere un posto enorme per intero dedicato alla cultura. Il Mitreo fa parte del Circuito delle biblioteche di Roma, ha sale e giardini in cui si costruiscono degli eventi di varia natura che cercano di rivalutare un quartiere satellite della Capitale. Confesso che la musica parlata a raffica non è nelle mie corde, quindi la mia salvezza e il vero motivo per cui sono venuta qui è scrutare la sala pittura.

I pannelli dei writers spiegano l’umore della serata, street art e street music in uno spazio della città che sembra lontano da tutto, e qui invece non ci sono solo giovani, ma intere famiglie e soprattutto bambini.
“Mamma, voglio i pantaloni come lei” sento dire da una ragazzina che indica il giallo e il rosso di un panta-foulard che avvolge le gambe di Tatiane Araujo, l’artista brasiliana la conosciamo dallo scorso anno, ha partecipato a due edizioni del MArteLive ed è di ritorno da una mostra a Lugano in Svizzera. I suoi colori sono sui pantaloni e sulla tela su cui sta lavorando, scalza, con le mani, impastate nella vernice, che muove sulla tela come in uno stato di trans. “In questo periodo sono arrabbiata ed ho bisogno di dipingere” spiega, mentre getta con violenza i colori su quelle due tele che hanno fretta di essere finite. Forse è proprio questo il vero spirito di un artista: riuscire a trovare nell’arte la consolazione e la gioia.

I colori accessi mi hanno rapito ed è stato difficile riuscire a staccarsi da quella “festa su tela”, maLuana_De_Carolis2 riconosciamo con la coda dell’occhio Luana De Carolis, una delle finaliste dell’edizione 2008 del MArteLive, alta e abbronzata, stende colori perlati e parti di pelliccia su un disegno in onore a Picasso, si tratta della riproduzione delle Mademoiselle d’Avignon, ad un secolo di distanza dalla realizzazione di un quadro che è “storia dell’arte”, la De Carolis, che proviene dal mondo della monda, inserisce la foto di una modella e dimentica tutti i colori per prediligere solo l’argento e il perla; copre quelle nudità abbozzate con inserti di pelo. La pittrice stilista potrebbe fare di quel disegno una tshirt, arte-moda e richiami storici, ma soprattutto divertimento. Combinare i gusti e gli stili è un buon punto di partenza per apportare delle novità, perché da sempre il sincretismo e la commistione regalano sempre sapori nuovi.

Due donne con due stili totalmente diversi, la Arauio è fresca e vivace, mentre la De Carolis è elegante, ma la vera scoperta di questa serata è Alessio Fralleone, il vincitore del MArteLive 2009. Petto nudo, basette lunghe, cerco con lo sguardo le orecchie a punta tra i capelli a spazzola, ma non mi pare di vederle. Sono certa che ci debbano essere: Alessio sembra una via di mezzo tra un elfo e un folletto, e questo  non solo nell’aspetto, ma anche e soprattutto nei suoi lavori. Ha una mano magica, un tratto deciso e chiaro. Un foglio di carta di trasforma in un’opera con un sapore quasi michelangiolesco. Fralleone ha fatto man bassa nella sezione pittura alle premiazioni del 15 luglio 2009 al Contestaccio. È piaciuto a critici e pubblico, questo perché è semplicemente e indiscutibilmente bravo! Nel suo lavoro c’è la costruzione dell’immagine e la ricerca emozionale, la tecnica e il talento.
Giovani artisti cercano spazi nuovi e trovano in periferia un luogo per esprimersi al meglio e quello che più colpisce è che la periferia, lontana  dalle gallerie e dai musei del centro risponde bene e reagisce con curiosità. L’arte migliora la vita, dovunque!

Rossana Calbi

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