Skip to main content

IL PREMIO MAXXI COMPIE 15 ANNI – le installazioni site specific fino al 12 marzo

IL PREMIO MAXXI COMPIE 15 ANNI

Riccardo Arena | Ludovica Carbotta | Adelita Husni-Bey | ZAPRUDER filmmakersgroup

I finalisti dell’ottava edizione

dal 30 settembre esposte le loro installazioni site specific

In mostra anche una sezione documentaria che racconta le 7 edizioni precedenti
Tra i partecipanti:
Mario Airò, Giorgio Andreotta Calò, Stefano Arienti, Massimo Bartolini,
Vanessa Beecroft, Rossella Biscotti, Lara Favaretto, Marinella Senatore,
Nico Vascellari, Vedovamazzei, Francesco Vezzoli

30 settembre 2016 – 12 marzo 2017

Roma, 29 settembre 2016. Giunto alla sua ottava edizione, il Premio MAXXI – il progetto per la promozione e il sostegno della giovane arte italiana, nucleo fondante della collezione del museo – celebra nel 2016 i suoi quindici anni. Quindici anni nei quali ha visto crescere e affermarsi nuove generazioni di artisti, tra cui Mario Airò, Giorgio Andreotta Calò, Stefano Arienti, Massimo Bartolini, Vanessa Beecroft, Rossella Biscotti, Lara Favaretto, Marinella Senatore, Nico Vascellari, Vedovamazzei, Francesco Vezzoli e molti altri.

PREMIO MAXXI 2016

Le installazioni site specific di Riccardo Arena, Ludovica Carbotta, Adelita Husni-Bey, ZAPRUDER filmmakergroup (un grande monolite dorato, una sovrapposizione di architetture, una giostra televisiva e un paesaggio cosmico), scelti dalla giuria internazionale composta da Hanru Hou Direttore artistico MAXXI, Matteo Garrone regista, Helena Kontova giornalista e critica d’arte, Anna Mattirolo Ministero dei Beni Culturali, Francesco Manacorda Direttore Tate Liverpool e Adelina von Furstenberg curatore e Direttore e Fondatore di Art for The World, saranno esposte negli spazi a terrazze della Galleria 3 del MAXXI.

La mostra, a cura di Giulia Ferracci, si apre con Zeus Machine del gruppo ZAPRUDER filmmakersgroup (2000), opera che parla di mito, mistero e scoperta. Si tratta di un parallelepipedo dorato sopraelevato, che si staglia come un oggetto misterioso negli spazi del museo. Dopo il primo impatto di stupore, il visitatore capisce che è possibile accedere all’interno della struttura, dove è proiettato il video ispirato alle 12 fatiche di Ercole.

Il percorso prosegue con La Luna in Folle di Adelita Husni-Bey (classe 1985) riflessione su una società in cui realtà e finzione sono ormai completamente e pericolosamente compenetrati. Su un set composto da tre scene, tre gruppi di teatranti inscenano situazioni tipiche della tv popolare: un dibattito politico, un reality e un talk show, mentre una telecamera ruota attorno alla struttura riprendendo performer e spettatori. Le immagini saranno successivamente visibili su tre monitor che prenderanno il posto degli attori sul palco.

Ludovica Carbotta (classe 1982), che da tempo si interroga sullo spazio abitato dall’uomo, porta al MAXXI Monowe (the city museum). Si tratta di un nuovo capitolo del progetto Monowe: una città immaginaria progettata per un unico abitante, presentata per la prima volta a Bologna nel 2016. L’artista sovrappone all’architettura del Museo il frammento di un edificio immaginario ispirato ai volumi della Caserma Montello, che precedentemente occupava il suolo dove oggi c’è il MAXXI, creando una sorta di museo nel museo. Qui, una sola persona, l’unico abitante di questa città, osserva, sposta e consuma opere ispirate ai grandi del passato. Monowe racconta il tempo perduto della storia e la solitudine dell’uomo iperconnesso di oggi, ma è anche un invito a ripartire dall’individuo come misura di tutte le cose.

Il percorso di mostra si conclude con Orient 1 – Everlasting Sea di Riccardo Arena (classe 1979), installazione composita e ricca di riferimenti che trae ispirazione dalle investigazioni culturali dell’artista in Russia e che dà forma alla tensione millenaria dell’uomo verso l’ignoto. La corrente filosofica del cosmismo, i cosmonauti russi, il suprematismo di Malevic, le note musicali di Boris Godunov sono tutti riferimenti che confluiscono nel suo lavoro, affascinante e complesso.

L’opera del vincitore, che sarà annunciata a novembre 2016, entrerà a far parte della collezione permanente del MAXXi e a lui verrà dedicata una pubblicazione bilingue, con interviste, saggi e una sezione antologica dei più importanti testi critici pubblicati sul suo lavoro.

Riccardo Arena nato nel 1979 a Milano, attualmente vive e lavora a Milano. E’ stato scelto “per la capacità di esplorare le diverse identità geopolitiche e antropologiche con serietà e in modo originale”

Ludovica Carbotta nata nel 1982 a Torino, attualmente vive e lavora a Londra. E’ stata scelta “per restituire all’invenzione un ruolo fondamentale nella società mediante dispositivi legati all’archeologia del futuro”.

Adelita Husni-Bey nata nel 1985, vive e lavora a New York. E’ stata scelta “per l’indipendenza della sua ricerca nel panorama artistico nazionale e l’impegno sociale a sviluppare scenari futuribili”.

ZAPRUDER filmmakersgroup è un collettivo di cineasti nato nel 2000 e composto da David Zamagni, Nadia Ranocchi e Monaldo Moretti. Sono stati scelti “per la forte inclinazione visionaria, gli aspetti perfomativi legati al teatro dell’assurdo e l’effervescenza del collettivo”.

 

MAXXI – Museo nazionale delle arti del XXI secolo

www.fondazionemaxxi.it – info: 06.320.19.54;

orario di apertura: 11.00 – 19.00

(mart, merc, giov, ven, dom) |11.00 – 22.00 (sabato) |

chiuso il lunedì, Ingresso gratuito per studenti di arte e architettura dal martedì al venerdì

info@fondazionemaxxi.it

2017, fondazione, PREMIO MAXXI

Lascia un commento